Il premio di San Luca

Ritrovo al Meloncello alle 8.30 di domenica mattina per rispolverare una vecchia tradizione, suggerita da Sissi: il giro a San Luca. Agli albori del Piccolo Coro era “il premio” per i bambini che si erano comportati bene…una di quelle sfacchinate che detestavamo ma che in realtà ci hanno fatto crescere in un certo modo…

TUTTO SU SAN LUCA

Purtroppo siamo in pochi, anzi “poche” ma siamo comunque riuscite a diventare un coro quando Luciana propone dei pezzetti di canzoni tra un portico e l’altro, tra un’Ave Maria e una lettura. Con noi presente, Maria Antonietta che quel tragitto lo fa spesso di domenica mattina, facendomi comprendere ancora di più la sua vitalità, “nonostante la vecchiezza” come direbbe lei!

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Mescoliamo piacevolmente musica, confidenze e sforzo fisico, considerando il caldo atroce di questi giorni. Incontriamo la sorella maggiore delle Boriani e quella di Chiara che da lontano ci ha riconosciute. Arrivate in cima ai portici, proprio sotto alla croce, intoniamo due brani ed io è in quel momento che mi sento più vicina allo spirito di preghiera.

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Ma passando davanti alla chiesa, un ragazzo con un logo sulla maglietta dell’associazione bolognese: “Succede solo a Bologna” ci chiede chi siamo e prontamente ci invita ad organizzare qualcosa prossimamente, poi non contento, insiste per offrirci la colazione da Vito, il nostro premio finale! Arrivate al locale ci presentiamo all’ingresso cantando: “Bèla Bulágna” tra gli sguardi attoniti dei clienti poi Tiziana (corista dei Vecchioni di Mariele) fa gli onori di casa presentandoci al personale, infatti il locale è del marito, un uomo sempre sorridente. Ci accomodiamo in una bella tavolata e le poche calorie smaltite ora triplicano con la colazione che ci viene servita!

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Torte e pancake che rinvigoriscono la nostra gioia con conseguente cantata! Siamo una sola tavolata ma facciamo confusione per dieci mentre Vito ci incolpa dei clienti persi…anche se una signora dietro al nostro tavolo ci ringrazia e ci filma tutte le volte che attacchiamo a cantare. Non credo dipenda dalla nostra bravura ma dall’entusiasmo che diventa contagioso!

 

E scendendo da San Luca ascoltiamo una registrazione con la voce di Mariele che anche oggi è con noi insieme allo spirito gioioso che ci accende facendoci tornare bambini!

 

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I cuori della Teresina

L’unica cosa che non dovevo fare era “sbagliare le parole” e invece l’ho fatto. Così mentre la telecamera passava veloce, nella mia testa la parola giocare e cantare cambiavano di posto, facendomi gelare il sangue dopo aver scoperto che sarebbe stata l’ultima ripresa! Sto parlando di “Cuore Bambino” una canzone realizzata grazie a Maria Federica Gabucci (testo), Gianfranco Fasano (musica) e Massimo Tagliata (arrangiamento) durante la trasmissione “L’attesa” che andrà in onda il 24 dicembre su Rai1 alle 17.55.
Dentro di me pensavo a quanto Mariele si sarebbe incavolata per una simile figuraccia…
Ma certamente non saranno tutti a guardare me che dei 60 partecipanti, ex Zecchino d’Oro, sono una delle meno note con la mia “La Teresina” del 1976. Infatti, anche nel video realizzato non apro bocca…


Un’esperienza singolare che mi ha dato l’occasione di conoscere un gruppo di sconosciuti, molti dei quali mi avevano scritto mesi prima per pubblicare la loro storia su Testimonianze Musicali, ma soprattutto ho ricantato con il Grillo!

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SOTTO SETTE GRU

Martedì scorso, abbiamo assistito ad uno spettacolo, sotto sette gru, nella piazza Duomo dell’Aquila*: “Mani che…parlano” Donne della vita” . Siamo stati invitati dal gentile Paolo Del Vecchio, che ha presentato, aprendo il calendario delle manifestazioni della 723a Perdonanza, organizzato dalla Cna. Protagonista della serata l’arte e l’estro femminile nella sua evoluzione.

Raggiunta la cittadina, le crepe sparse sui palazzi sembravano cicatrici e le persone sedute nel pubblico, eroi. E mentre assistevo allo spettacolo provavo ad immaginare che cosa avessero passato quelle persone dopo quel terremoto del 2009 e alla loro resilienza…a quanto dolore era stato ricucito in quella piazza e con quanta dignità era stato imbastito quello spettacolo!photo_2017-08-28_14-29-10 (2)

Dopo un filmato sulla storia del CNA, una dimostrazione di ritmica, poi hanno sfilato bambini e donne presentando abbigliamento, accessori e vestiti da sposa inserendo anche vestiti d’epoca realizzati dall’artigianato locale e perfino la sfilata di carrozze antiche con cavalli. Inoltre ha cantato Sandro Argentieri, che non conoscevo, con grande trasporto.
L’evento era degno di una qualsiasi piazza italiana tra luci, scenografia, sfilate, presentatore e cantanti. Il freddo era pungente ma il concerto finale di Fiordaliso ci ha fatto resistere fino all’ultima nota.

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Ancora una volta mi sono detta quanto sia importante risollevarsi e andare avanti a testa alta. Quelli aquilani ne erano l’esempio.


Da Wikipedia L’Aquila: *Il motto “Immota manet” significa “Resta ferma”. L’espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda.

ORIZZONTE

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Ieri ho replicato il giro mattutino e ho trovato una piacevole sorpresa. Ero già molto stanca quando ho raggiunto la passeggiata del Lisippo (la passeggiata più lunga dell’Adriatico!) ma appena ho intravisto dei colori, mi si è riacceso l’entusiasmo per proseguire. Così mi sono fermata a fotografare tutti i murales che costeggiavano il mare.
Si tratta del progetto “Orizzonte” inaugurato il 24 giugno, che proseguirà a settembre, Continua a leggere

L’ANNUNCIO DEL VECCHIONE DI STRACCI

Stanotte nel bosco di una casa in un posto incredibile, abbiamo fatto un falò per bruciare il vecchione di Capodanno. Era un fantoccio dell’altezza di mio figlio che ho cucito la notte precedente con alcuni suoi vestiti diventati piccoli. Non sapevo da che parte cominciare e dopo i primi punti ho preso coraggio inventando la testa con uno straccio.  0
Alla mattina di capodanno mio figlio ha giocato col fantoccio Continua a leggere

57 ANNI IN 20 CENTIMETRI

Nella mia piccola biblioteca sono raggruppate tante storie, dal 1959 al 2016.
Cinquantasette anni in pochi centimetri con un denominatore comune.
Pagine di libri che parlano di persone, favole, numeri, musica, lettere, fumetti.
Persone che ho conosciuto, una ad una anche di sfuggita, attraverso l’Antoniano di Bologna.

Padre Berardo Rossi, uno dei fondatori dell’Antoniano che ha raccontato minuziosamente tanti anni di Piccolo coro, di Mariele Ventre, di Antoniano, di Zecchino d’Oro.
Cino Tortorella, ideatore e presentatore dello Zecchino d’Oro che ancora giovanissimo scrisse un libro di favole.
Sabrina Simoni, direttrice del Piccolo Coro Mariele Ventre, che insegna a giocare con la voce e col pianoforte e ad imparare le tabelline con la musica.
La Fondazione Mariele Ventre che porta la testimonianza di Padre Berardo e di Mariele attraverso la sua intensa corrispondenza e con una biografia.
Marco Fanti, ex corista del Piccolo Coro che ha scritto un manuale memoriale mettendo in luce il metodo di Mariele.
Infine Marco Lui, intervistatore dello Zecchino d’Oro che con leggerezza ha pubblicato un fumetto ironico/giallo sulle selezioni della manifestazione.

Tante persone molto diverse ma ognuna con qualcosa da raccontare.

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