Due amiche, una voce e un velo

Ancora sorprese,ancora meraviglia. Mi riferisco a ieri sera, durante le prove del coro dei “Vecchioni di Mariele.”

La prima é stata una visita inaspettata, la sorella di un corista che é venuta a salutarci con tutta la sua abbronzatura e i colori del vestito. Avrei voluto tanto farle una foto col gruppo intero ma aveva fretta, inoltre il confine tra il privato e il pubblico é così sottile che temo sempre di superarlo, finendo per spettacolizzare tutto. Ma vedere arrivare all’Antoniano una persona che pochi giorni prima ha scritto la sua storia su Testimonianze Musicali, mi sembra un avvenimento importante e bellissimo! Come se chi scrive, si sentisse nuovamente bene accetto.

La seconda sorpresa é stata discreta e silenziosa. Un’altra ex corista si é aggiunta al coro e tutta la sera ha cantato con noi come se fosse lí da sempre. Io avrei voluto farle festa a modo mio ma sto imparando a fermarmi, cercando di riconoscere la reciprocità.

La terza sorpresa é stato mio figlio. Presente alle prove ma assente grazie al cellulare, a un certo punto della serata, é venuto a sedersi vicino a me e sbirciando le parole ha iniziato a cantare. Pochi minuti. Ma intensi, fusi, difficili da spiegare.

Infine la meraviglia d’indossare una canzone. Come una coperta o un velo, come una sensazione ritrovata, nota per nota con la solita meraviglia di ricordare ancora tutte le parole.

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Le Selezioni all’Apericena

Giovedì scorso, invece di fare le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”, nella scuola dell’Antoniano, siamo stai invitati alla Fondazione Mariele Ventre. Maria Antonietta ci ha offerto una splendida accoglienza, prima con un ricco apericena poi dandoci la possibilità di cantare in una delle sale. L’atmosfera era allegra e familiare mentre tra una foto di gruppo senza neanche tutti gli invitati, qualcuno si guardava intorno cercando pezzi di vita trascorsa. Paolo ispezionava la foto sul pianoforte di “Dancing Paradise” mentre Lorenzo fotografava premi appesi alle pareti. I cioccolatini con la mandorla facevano da tentatori mentre si brindava con lo spumante.

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Riempite le pance, abbiamo aperto le sedie e iniziata la selezione delle canzoni. Luciana, la direttrice, ha raccolto in una sacca di tela tutti i bigliettini dei presenti dov’erano scritte le canzoni preferite da poter aggiungere al repertorio concertistico! Quindi, tutti seduti abbiamo giocato allo spoglio delle canzoni. Luciana pescava i bigliettini, Maria Antonietta ne leggeva i titoli  mentre ognuno (più o meno nella confusione generale) motivava la sua scelta. Alcune sono uscite doppie, altre per molti sconosciute, a seconda del periodo di frequentazione dei vari coristi nel Piccolo Coro. Fabio aveva continue perdite di memoria e si divertiva a sabotare le mie riprese video. Fioccavano mescolanze assurde tra un brano di Walt Disney vicino ad una canzone per il terremoto, tra le varie ovazioni generali. Ma non contenti, dopo ogni scelta, ne cantavamo un pezzo, accendendoci come un jukebox! Le parole, i respiri, le note, tutto tornava alla mente come se l’avessimo cantato due giorni prima. E questo incanto che si ripete, altri non è che il frutto di tanto studio che, probabilmente  associato alle nostre singole emotività, è rimasto impresso nelle nostre memorie. E come non ridere, prendersi in giro o intenerirsi dinnanzi a tanta gioia?!
Meraviglioso…

4 canzoni per 400 applausi

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Ci troviamo alle 19.15 al Teatro Dehon per una prova, in occasione dello spettacolo: “Guarda un po’ chi ti presento” dove partecipiamo con quattro brani, noi, Vecchioni di Mariele. Entro da una porta nascosta e incontro un ragazzino che mi racconta che cosa avrebbe fatto durante lo spettacolo: pattinato e saltato la corda e mentre per pura cortesia mi chiede che cosa avrei fatto io, mescola lo Zecchino con la televisione e il coro in una confusione totale. Arrivati al teatro aspettiamo il nostro turno tra risatine e quel solito nostro modo contento di salutarci. photo_2017-12-15_19-54-10Giunto il momento saliamo sul palcoscenico e tutte le persone del teatro ci guardano con curiosità. Attaccata la musica c’è uno spalancamento di bocche generale che non si capisce come interpretare. Terminata la piccola prova usciamo per mangiare un boccone e finiamo in un piccolo bar in chiusura che gentilmente prolunga l’apertura per noi. Toast, calzoni e ultime rimanenze con un bicchiere di birra, stretti e allegri. Un bel brindisi, di nascosto dalla cara direttrice che photo_2017-12-15_19-53-55tornerà più tardi…Poi serrati nei giubbotti ci dirigiamo al teatro e appoggiando le nostre cose scopriamo i camerini e il dietro le quinte, la parte più affascinante.
Intanto incrociamo un signore distinto che prova dei passi di ballo o una sposa cadavere dall’abito lungo, sparpagliandoci dove riusciamo.

Finalmente arriva il nostro turno e mentre scendiamo le scale, Luciana si raccomanda di fare piano mentre i vari tacchi “rumorano” a più non posso! Intanto io mi raccomando che il nome del coro venga detto giusto: “I Vecchioni di Mariele!” mentre Cristina sostiene la mia pesantezza! Eccoci tutti dietro le quinte, di corsa prendiamo posizione mentre la tenda è tirata e il presentatore spiega chi siamo. Ascolto attenta e tutto fila liscio poi ecco che si apre il sipario e inizia la musica mentre il teatro è pieno e il riflettore dritto in faccia. Per un attimo tocco il cielo con un dito e rivivo qualcosa difficile da spiegare. Una sensazione piacevole che precede qualcosa di grande e gioioso come il cantare in coro. Parte “Il caffè della Peppina” e Simonetta canta convinta mentre il pubblico si scalda. Seguono “Sorridi sorridi”, “La ninna nanna del chicco di caffè” e per finire in bellezza “La vecchia fattoria” e ad ogni canzone gli applausi aumentano e si sente un calore crescente. E cosa c’è di più bello di uno scambio di gioia? Soddisfatti usciamo dal sipario anche se ci chiedono il bis…

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Dentro la lanterna magica

Sono arrivata con 10 minuti d’anticipo nello studio televisivo dell’Antoniano dove mi aspettava una diretta con i “Vecchioni di Mariele”. Un collegamento di una decina di minuti, nato grazie al ricordo in un angolino del cuore di un autore Rai, legato alla canzone “Ciao amico”, sigla ufficiale delle edizioni dello Zecchino d’Oro dal 1976 al 1984, proprio tutte quelle dove ho cantato prima allo Zecchino d’Oro poi nel Piccolo Coro con Mariele.
Ho spinto la grande porta in legno da saloon dello studio, 20171124_141008ho realizzato che cosa mi stava per accadere e fatto un bel respiro. Perché io che sembro tanto coraggiosa quando poi avvero i miei desideri, divento minuscola e fragile, vorrei tornare indietro e già solo essere arrivata fino a “prima di” mi gratifica. Ma per fortuna subentra la parte “seria” quella dell’impegno preso, del tempo speso che mi tiene stretta.
Ho trovato lo studio buio e deserto, così pian piano avvicinandomi, è accaduto qualcosa di veramente magico. Ho avuto un sussulto. Tutto a un tratto non ero più Francesca di 46 anni appena fatti, nello studio televisivo dell’Antoniano, ma ero Franceschina incantata, dentro ad una gigante lanterna magica: quella lampada per bambini che girando proietta immagini sui muri.
Prontamente ho filmato la magia mentre un ragazzo, gentilmente, mi chiedeva se ero autorizzata ed io con un sorriso a trentadue denti ( o trentasei?) rispondevo: “Sì”.

Poco dopo è comparsa Elisa Silvestrin, una bellissima ragazza che avrebbe fatto l’inviata del collegamento con “La vita in diretta”. Ci siamo conosciute, mi ha fatto delle domande e abbiamo cucito qualche risposta che accuratamente memorizzava sul cellulare, mentre arrivavano altri coristi e i tecnici dello studio.
L’atmosfera era quella che precede un sovra dosaggio da adrenalina mentre ci salutavamo appoggiando giubbotti e borse sulle poltroncine plastificate rosse, tra un ritocco del lucidalabbra e un commento sulla scelta dell’abbigliamento dei maschi! uno col collo alto grigio, l’altro con il girocollo bluette, un altro ancora con la camicia bianca mentre noi femmine, tutte col poncho di colori diversi, rigorosamente col distintivo!
Finalmente è arrivato il momento della prova audio ma eravamo tesi perché avremmo dovuto cantare senza la nostra direttrice che stava rientrando da un lungo viaggio, quindi tutti a fissare la telecamera 2. Mia sorella (che doveva cantare da solista!) stranamente era in ritardo ma per fortuna quando abbiamo preso posizione, è arrivata, come Dorothy nel paese di Oz, con le sue luccicanti scarpette dorate tra le risate generali, visto che le avevamo tutti (o quasi…) “nere” 20171124_151002e prontamente Palaferri si è preoccupato
d’inquadrarle con la telecamera!!!! Ma quanto abbiamo riso? …Quando una vecchiona è inciampata con un volo pazzesco nel gradino del palco, quando un’altra vecchiona non aveva un filo di voce e un’altra ancora raccontava di aver sperato tutta la mattina che i suoi alunni della materna non le vomitassero addosso…e poi durante il collegamento mentre ci urlavano: “Silenzioooooo” indisciplinati come non mai….
La prima prova è stata, pietosa, la seconda meglio.

Quindi alle 15.45 ci hanno fatto rimettere in posizione per il collegamento delle 15.50 con Francesca Fialdini alla “Vita in diretta”. Dal video seguivamo quello che succedeva nello studio di Roma mentre una psicologa e un critico musicale commentavano le canzoni di oggi e quelle di allora. Infine, la presentazione della Fialdini è stata:

E chi pur crescendo pur facendo i conti tutti i giorni davanti allo specchio con il tempo che passa davanti allo specchio, non riesce proprio a uscire da un mondo che ancora ci protegge sono i Vecchioni del Piccolo Coro Mariele Ventre o meglio i “Vecchioni di Mariele Ventre”….

Finalmente dopo un saluto abbozzato, abbiamo attaccato con “Ciao amico” e dopo qualche domanda ai coristi, “La ninna nanna del chicco di caffè” tra uno sbaglio di microfono e l’altro con i gestacci arrabbiati del tecnico…
Mentre cantavo, cercando di essere precisa e sorridente, per un attimo, ho realizzato cos’era successo e ho pensato: “Ma ti rendi conto? Avresti mai immaginato?” e tornavo  bambina quando cantare nello studio era una costante, poi nel presente con il cuore gonfio di gioia.

È stato un sogno ad occhi aperti che nemmeno avevo immaginato e credo che Mariele fosse dentro agli occhi di ognuno di noi.

 

 

 

UN ABBRACCIO A PATRIZIA

C’è stato un periodo in cui al sabato mattina portavo mio figlio a lezioni di teatro, in una saletta di fianco al comune. Lui si divertiva ma, egoisticamente, molto di più io che, alla fine di ogni appuntamento, rimanevo per lungo tempo a chiacchierare con la sua insegnante. Una donna che sprizza energia e simpatia da tutti i pori!
Oggi compie gli anni e anche se questo è un miliardesimo dei lavori che ha fatto (e credo quello meno importante) rido ogni volta che la vedo…

Auguri Patrizia!

COME UN’ONDA

Ieri sera ci siamo ritrovati per le prove di canto con il gruppo dei Vecchioni.
Canteremo dei canti sacri, una tantum, alla messa nella chiesa di S. Antonio. Appena varcata la soglia dell’aula, si è rinnovata la nostra atmosfera speciale che ci fa stare bene e che ci fa trovare il tempo per incastrare i vari impegni lavorativi e familiari. Dopo la solita confusione iniziale abbiamo rispolverato dei canti depositati in un angolino della memoria. Prima timidamente, poi decisi, infine immersi nel brano e nel trasporto. E in un punto esatto, tutti insieme abbiamo fatto un gesto con il corpo, una specie di onda, la stessa che ci è stata insegnata per l’interpretazione di quelle parole. E allora come l’onda, forse sono molti altri gli insegnamenti che sono diventati parte di noi…come l’onda arrivata all’improvviso senza che nemmeno ce ne rendessimo conto…