Un principe, un cane, una coppia da favola e un castello

Nella favola vera del coro dei Vecchioni di Mariele, esiste una storia incredibile!
Lei è Cristina, lui Massimo, ex coristi del Piccolo Coro per tanti anni. Oggi sono una famiglia e insieme ripercorrono la loro infanzia cantando nel nostro coro di cui fanno parte.

Ieri ci hanno regalato una sera da sogno ospitandoci nella loro casa/castello. A grappoli arrivavamo mentre Cristina oltre ad accoglierci filmava! Tra gli invitati due sorprese stupende: altri due ex coristi “storici” che prima o poi dovranno entrare nei Vecchioni di Mariele…
Ma uno di loro era proprio “il principe Carlo” che Continua a leggere

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La fame di tutti

Sabato 22 dicembre. A mezzogiorno in punto esco dal negozio per raggiungere la Basilica dei Servi in pochi minuti. Sotto al portico corro alternando respiri profondi. Ormai ho fatto pace con l’agitazione che arriva puntuale ogni volta che tengo particolarmente a qualcosa. Tac, tac, tac, fiuuuu, fiuuu, fiuuu, tac, tac, tac, fiuuu, fiuuu, fiuuu.

Accaldata arrivo al portone e appena oltrepasso la soglia respiro un’atmosfera surreale: all’ingresso ci sono tanti tavoli apparecchiati che rendono la chiesa viva delle parole che la riempiono. Una ad una le preghiere diventano forchette, sorrisi, profumo di cibo. Mi sento subito a casa e con la mia solita vena malinconica ritorno piccina, nella mensa dell’Antoniano, quando facevamo piccoli concerti Continua a leggere

Siamo tutti accesi

Alle 20 il corridoio della scuola é ancora pieno dei bambini e genitori del Piccolo Coro che si salutano frettolosamente scambiandosi gli auguri. Dopo un quarto d’ora sono sola ad aspettare “gli altri bambini: i Vecchioni di Mariele”. Nel silenzio gusto l’attesa. All’improvviso spunta “la Peppina”, Simonetta, con un cabaret di squisitezze, poi Claudia, la corista più recente e via via le sorelle Boriani, i fratelli Rubini, le sorelle Kuhn… ora la scuola é piena di bimbi cresciuti (o sperduti?!) che scherzano e ridono attorno a un tavolo pieno di leccornie. Senza metterci d’accordo é saltata fuori Continua a leggere

Un concerto imperfetto

Per una volta non ho le parole ……pubblico qui di seguito la lettera di Antonella ricevuta oggi:

Sabato 20 ottobre, appuntamento dei Vecchioni, al centro diurno Savioli per un concerto in occasione dell’ottavo anno di apertura del centro.

Come al solito poche ore prima, parte il tam tam di messaggi sulla chat “Comunicazioni” , stavolta, per “discutere” sulle divise da indossare: il clima di questo ottobre sta destabilizzando tutti, troppo caldo per ritornare ai ponchi invernali e troppo avanti nella stagione per mettere quella estiva composta da pantaloni bianchi e casacche di lino colorate. Si trova finalmente un accordo indossando sopra la divisa estiva e sotto quella invernale! Continua a leggere

Due amiche, una voce e un velo

Ancora sorprese,ancora meraviglia. Mi riferisco a ieri sera, durante le prove del coro dei “Vecchioni di Mariele.”

La prima é stata una visita inaspettata, la sorella di un corista che é venuta a salutarci con tutta la sua abbronzatura e i colori del vestito. Avrei voluto tanto farle una foto col gruppo intero ma aveva fretta, inoltre il confine tra il privato e il pubblico é così sottile che temo sempre di superarlo, finendo per spettacolizzare tutto. Ma vedere arrivare all’Antoniano una persona che pochi giorni prima ha scritto la sua storia su Testimonianze Musicali, mi sembra un avvenimento importante e bellissimo! Come se chi scrive, si sentisse nuovamente bene accetto.

La seconda sorpresa é stata discreta e silenziosa. Un’altra ex corista si é aggiunta al coro e tutta la sera ha cantato con noi come se fosse lí da sempre. Io avrei voluto farle festa a modo mio ma sto imparando a fermarmi, cercando di riconoscere la reciprocità.

La terza sorpresa é stato mio figlio. Presente alle prove ma assente grazie al cellulare, a un certo punto della serata, é venuto a sedersi vicino a me e sbirciando le parole ha iniziato a cantare. Pochi minuti. Ma intensi, fusi, difficili da spiegare.

Infine la meraviglia d’indossare una canzone. Come una coperta o un velo, come una sensazione ritrovata, nota per nota con la solita meraviglia di ricordare ancora tutte le parole.

Le Selezioni all’Apericena

Giovedì scorso, invece di fare le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”, nella scuola dell’Antoniano, siamo stai invitati alla Fondazione Mariele Ventre. Maria Antonietta ci ha offerto una splendida accoglienza, prima con un ricco apericena poi dandoci la possibilità di cantare in una delle sale. L’atmosfera era allegra e familiare mentre tra una foto di gruppo senza neanche tutti gli invitati, qualcuno si guardava intorno cercando pezzi di vita trascorsa. Paolo ispezionava la foto sul pianoforte di “Dancing Paradise” mentre Lorenzo fotografava premi appesi alle pareti. I cioccolatini con la mandorla facevano da tentatori mentre si brindava con lo spumante.

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Riempite le pance, abbiamo aperto le sedie e iniziata la selezione delle canzoni. Luciana, la direttrice, ha raccolto in una sacca di tela tutti i bigliettini dei presenti dov’erano scritte le canzoni preferite da poter aggiungere al repertorio concertistico! Quindi, tutti seduti abbiamo giocato allo spoglio delle canzoni. Luciana pescava i bigliettini, Maria Antonietta ne leggeva i titoli  mentre ognuno (più o meno nella confusione generale) motivava la sua scelta. Alcune sono uscite doppie, altre per molti sconosciute, a seconda del periodo di frequentazione dei vari coristi nel Piccolo Coro. Fabio aveva continue perdite di memoria e si divertiva a sabotare le mie riprese video. Fioccavano mescolanze assurde tra un brano di Walt Disney vicino ad una canzone per il terremoto, tra le varie ovazioni generali. Ma non contenti, dopo ogni scelta, ne cantavamo un pezzo, accendendoci come un jukebox! Le parole, i respiri, le note, tutto tornava alla mente come se l’avessimo cantato due giorni prima. E questo incanto che si ripete, altri non è che il frutto di tanto studio che, probabilmente  associato alle nostre singole emotività, è rimasto impresso nelle nostre memorie. E come non ridere, prendersi in giro o intenerirsi dinnanzi a tanta gioia?!
Meraviglioso…

4 canzoni per 400 applausi

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Ci troviamo alle 19.15 al Teatro Dehon per una prova, in occasione dello spettacolo: “Guarda un po’ chi ti presento” dove partecipiamo con quattro brani, noi, Vecchioni di Mariele. Entro da una porta nascosta e incontro un ragazzino che mi racconta che cosa avrebbe fatto durante lo spettacolo: pattinato e saltato la corda e mentre per pura cortesia mi chiede che cosa avrei fatto io, mescola lo Zecchino con la televisione e il coro in una confusione totale. Arrivati al teatro aspettiamo il nostro turno tra risatine e quel solito nostro modo contento di salutarci. photo_2017-12-15_19-54-10Giunto il momento saliamo sul palcoscenico e tutte le persone del teatro ci guardano con curiosità. Attaccata la musica c’è uno spalancamento di bocche generale che non si capisce come interpretare. Terminata la piccola prova usciamo per mangiare un boccone e finiamo in un piccolo bar in chiusura che gentilmente prolunga l’apertura per noi. Toast, calzoni e ultime rimanenze con un bicchiere di birra, stretti e allegri. Un bel brindisi, di nascosto dalla cara direttrice che photo_2017-12-15_19-53-55tornerà più tardi…Poi serrati nei giubbotti ci dirigiamo al teatro e appoggiando le nostre cose scopriamo i camerini e il dietro le quinte, la parte più affascinante.
Intanto incrociamo un signore distinto che prova dei passi di ballo o una sposa cadavere dall’abito lungo, sparpagliandoci dove riusciamo.

Finalmente arriva il nostro turno e mentre scendiamo le scale, Luciana si raccomanda di fare piano mentre i vari tacchi “rumorano” a più non posso! Intanto io mi raccomando che il nome del coro venga detto giusto: “I Vecchioni di Mariele!” mentre Cristina sostiene la mia pesantezza! Eccoci tutti dietro le quinte, di corsa prendiamo posizione mentre la tenda è tirata e il presentatore spiega chi siamo. Ascolto attenta e tutto fila liscio poi ecco che si apre il sipario e inizia la musica mentre il teatro è pieno e il riflettore dritto in faccia. Per un attimo tocco il cielo con un dito e rivivo qualcosa difficile da spiegare. Una sensazione piacevole che precede qualcosa di grande e gioioso come il cantare in coro. Parte “Il caffè della Peppina” e Simonetta canta convinta mentre il pubblico si scalda. Seguono “Sorridi sorridi”, “La ninna nanna del chicco di caffè” e per finire in bellezza “La vecchia fattoria” e ad ogni canzone gli applausi aumentano e si sente un calore crescente. E cosa c’è di più bello di uno scambio di gioia? Soddisfatti usciamo dal sipario anche se ci chiedono il bis…

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