Il coro allo Zoo

Ormai da qualche giovedì, giorno di prove, ci stiamo preparando col coro dei “Vecchioni di Mariele” al prossimo concerto che sarà allo Zoomarine di Roma. Da una parte non vedo l’ora, perché il nostro cantare é benefico anche senza pubblico, dall’altra parte sono terrorizzata perché non ho idea di come andrà! Infatti al di là del divertimento che ci aspetta, regna sovrano il perfezionismo che in certi casi diventa un limite. La ragazza con cui ho preso accordi per l’organizzazione é molto paziente e anche per la locandina dell’evento mi ha dato ascolto. A parte l’errore sul nome, sono certa che mi avrà preso per una rompi… fanatica quando mi sono opposta alla foto del coro che ne ritraeva solo una parte! Le ho spiegato che il coro é come una squadra di calcio dove devono esserci tutti gli elementi. Ma il grafico a quel punto ha tagliato la testa al toro, togliendola! O tutti o nessuno, meglio così.

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Dal sangue e dagli occhi

Cara mamma,

oggi sei nata tu e con te tutto quello che ne é seguito…mi piacerebbe festeggiare con uno dei nostri giri in centro ma non importa! cercheremo di recuperare quest’estate che finalmente “i bimbi” sono cresciuti! Quindi ti festeggio con un messaggio, come quelli che ci scambiavamo quando vivevamo sotto lo stesso tetto!

Oggi mamma é un giorno importante perché sei nata tu! Papà ti coccolerá come solo lui sa fare mentre io ti penserò di più, di più rispetto al sempre. Perché poi crescendo si diventa timidi e stupidi come tutte le volte che non sono io la prima a dirti di volerti bene. Ma dentro di me c’è tanto di te e di quello che mi hai trasmesso dal sangue e dagli occhi. Le mie “sprecise” in juta sono una malacopia dei tuoi capolavori a maglia! Così come le mie cene basiche di carne alla griglia e insalata…e poi “organizzare” e fare “pubbliche relazioni” sono tutte qualità che ho imparato da te! Ma soprattutto “uscire dalle righe” e dalle convenzioni di come dovrebbe essere una persona e una donna.

Da piccola, quando andavamo insieme sotto casa dal macellaio, mi vergognavo come una ladra se gli facevi notare che pesava anche la carta o tutte le volte che dicevi la tua anche su questioni ben più importanti. Ecco, io ho imparato da te, come quando ti piaceva qualcuno e stringevi amicizia con sorprendente facilità. Mentre facevi tutte queste cose io imparavo. Il tuo modo di vestire colorato e mai volgare…la cura per il tuo aspetto, quando ogni giorno aprivi il mobile della toilette per truccarti!

Quando mi portavi al coro e ti divertivi con gli altri genitori, in fondo al pullman, organizzando partite su partite di carte che poi continuavate sui prati o negli spazi di tempo possibili. Quando il Piccolo Coro viveva esperienze speciali e tu non ne parlavi con nessuno, tanto meno delle tue figlie soliste allo Zecchino d’Oro!  E io ti guardavo. Mi hai insegnato il “non valore” del denaro nelle scelte che hai fatto e a non dare credito alla posizione di una persona…non t’importava se il mio fidanzato era un magazziniere o un figlio di papà!

Quindi cara mamma, grazie di essere nata e di avere fatto tutte queste cose per me…sono solo una piccola parte…quelle che sono riuscita a scrivere di getto nel tragitto da casa al lavoro…

Ti abbraccio forte forte

 

 

La passione del presidente Scaletta

Qualche volta penso che tutta questa necessità di radici che cerco all’Antoniano, dipenda dal fatto che quelle familiari abbiano origini quasi sconosciute. Mio nonno, per esempio, era una persona molto importante che tutti stimavano e chiamavano Commendatore, quando andavamo a trovarlo alla Spezia. Addirittura aveva fondato a Lucca, una scuderia di automobili da corsa, una delle sue grandi passioni. Di lui ricordo i cappotti eleganti, la pipa metallica per parlare e una faccia da simpatica canaglia. Credo abbia avuto una vita molto intensa e sicuramente sopra le righe per quei tempi. Di lui non ho nulla se non un fermacravatte che mi regalò mamma, miliardi di anni fa. Quante volte ho litigato con lei per tutti i pensieri cattivi che le dicevo, visto che è stato un nonno praticamente assente..Ma la cosa di lui che tengo stretta è la convinzione di aver ereditato la sua energia, la sua resilienza che certamente avrà dovuto avere per ricostruire tutto ogni volta. Ho scelto di credere questo.

A TUTTI I GENITORI DI ADOLESCENTI

Stamattina ti ho sentita di sfuggita al telefono e ho pensato a queste parole…


Una piccola parte di te
di Gianfranco Fasano – Fabrizio Berlincioni – Gianfranco Fasano

Quando crescono i figli, non li tieni più in braccio 
E diventi un ostaggio, per il loro futuro 
E si alza quel muro che non c’era mai stato 
Che segna il confine tra preteso e già dato… 
Quando crescono i figli non ti danno più retta 
Hanno sempre ragione, vanno troppo di fretta 
Sanno dirti soltanto Buonanotte o Buongiorno 
E ti accorgi che è meglio… se ti levi di torno… 
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UNA FORMA DEFORME

Il posto era perfetto: sole, mare, spiaggia a pochi metri, casa rimessa a nuovo, amici vicini. Da mesi cullavo l’idea di una parentesi inconsueta dove riuscire a ritrovare altre parti di me stessa, dove trascorrere tempo con mio marito, dove poter far vivere nuove esperienze ai miei figli. Ma, ma. Non eravamo soli e le dinamiche familiari hanno preso una forma deforme. Quindi eccoci a casa con l’orgoglio ferito e l’umore a terra. La convivenza con mio suocero non ha funzionato. Peccato perché le prerogative erano tutte positive. Alla fine il denaro vince su ogni cosa ma non per tutti…

IL VASO DELLA DISCORDIA

Questo vaso l’abbiamo ereditato dalla proprietà precedente di questa casetta al mare. Un bel vaso di fiori finti che oltre a raccogliere polvere e portare via spazio, fa anche una gran tristezza. Inizialmente troneggiava in un angolo della cucina, poi é passato nella camera di mio suocero, poi in corridoio e infine…Oggi durante il riposino di mio suocero sono sgattaiolata in cantina dove c’era tutto lo spazio adatto e sufficiente…sono curiosa di vedere se se ne accorgerà…

… 

MIMOSE OGNI GIORNO

Mio marito cucina, fa la spesa, pulisce casa, fa la lavatrice e qualsiasi altra faccenda, con normalità.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Spesso esco la sera per cantare nel coro o nel gruppo o uscire con la mia amica o per le tante cose che ho voglia di fare.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Quando usciamo io e mio marito per fare la spesa o in un negozio di casalinghi, le commesse si rivolgono a me e quando rispondo che è coinvolto anche lui, si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Perché non sono la mimosa o il mazzo di fiori a rendere una donna importante ma “le stesse cose” che ogni giorno ci si spartisce.

Io la Festa della donna la festeggio ogni giorno.