La passione del presidente Scaletta

Qualche volta penso che tutta questa necessità di radici che cerco all’Antoniano, dipenda dal fatto che quelle familiari abbiano origini quasi sconosciute. Mio nonno, per esempio, era una persona molto importante che tutti stimavano e chiamavano Commendatore, quando andavamo a trovarlo alla Spezia. Addirittura aveva fondato a Lucca, una scuderia di automobili da corsa, una delle sue grandi passioni. Di lui ricordo i cappotti eleganti, la pipa metallica per parlare e una faccia da simpatica canaglia. Credo abbia avuto una vita molto intensa e sicuramente sopra le righe per quei tempi. Di lui non ho nulla se non un fermacravatte che mi regalò mamma, miliardi di anni fa. Quante volte ho litigato con lei per tutti i pensieri cattivi che le dicevo, visto che è stato un nonno praticamente assente..Ma la cosa di lui che tengo stretta è la convinzione di aver ereditato la sua energia, la sua resilienza che certamente avrà dovuto avere per ricostruire tutto ogni volta. Ho scelto di credere questo.

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A TUTTI I GENITORI DI ADOLESCENTI

Stamattina ti ho sentita di sfuggita al telefono e ho pensato a queste parole…


Una piccola parte di te
di Gianfranco Fasano – Fabrizio Berlincioni – Gianfranco Fasano

Quando crescono i figli, non li tieni più in braccio 
E diventi un ostaggio, per il loro futuro 
E si alza quel muro che non c’era mai stato 
Che segna il confine tra preteso e già dato… 
Quando crescono i figli non ti danno più retta 
Hanno sempre ragione, vanno troppo di fretta 
Sanno dirti soltanto Buonanotte o Buongiorno 
E ti accorgi che è meglio… se ti levi di torno… 
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UNA FORMA DEFORME

Il posto era perfetto: sole, mare, spiaggia a pochi metri, casa rimessa a nuovo, amici vicini. Da mesi cullavo l’idea di una parentesi inconsueta dove riuscire a ritrovare altre parti di me stessa, dove trascorrere tempo con mio marito, dove poter far vivere nuove esperienze ai miei figli. Ma, ma. Non eravamo soli e le dinamiche familiari hanno preso una forma deforme. Quindi eccoci a casa con l’orgoglio ferito e l’umore a terra. La convivenza con mio suocero non ha funzionato. Peccato perché le prerogative erano tutte positive. Alla fine il denaro vince su ogni cosa ma non per tutti…

IL VASO DELLA DISCORDIA

Questo vaso l’abbiamo ereditato dalla proprietà precedente di questa casetta al mare. Un bel vaso di fiori finti che oltre a raccogliere polvere e portare via spazio, fa anche una gran tristezza. Inizialmente troneggiava in un angolo della cucina, poi é passato nella camera di mio suocero, poi in corridoio e infine…Oggi durante il riposino di mio suocero sono sgattaiolata in cantina dove c’era tutto lo spazio adatto e sufficiente…sono curiosa di vedere se se ne accorgerà…

… 

MIMOSE OGNI GIORNO

Mio marito cucina, fa la spesa, pulisce casa, fa la lavatrice e qualsiasi altra faccenda, con normalità.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Spesso esco la sera per cantare nel coro o nel gruppo o uscire con la mia amica o per le tante cose che ho voglia di fare.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Quando usciamo io e mio marito per fare la spesa o in un negozio di casalinghi, le commesse si rivolgono a me e quando rispondo che è coinvolto anche lui, si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Perché non sono la mimosa o il mazzo di fiori a rendere una donna importante ma “le stesse cose” che ogni giorno ci si spartisce.

Io la Festa della donna la festeggio ogni giorno.

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Giovedì mattino era nuvolo ma avevamo qualche ora libera prima delle prove del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, al Festival di Sanremo. Dalla finestra di Villa San Giuseppe si vedeva la spiaggia ed è stato naturale volerla raggiungere… così, dopo una bomba alla crema siamo usciti nel fruscio delle palme.
La passeggiata del lungomare di San Bartolomeo al Mare era piena di alberi e quasi deserta.
Abbiamo camminato in silenzio Continua a leggere

DI NERO E DI BIANCO

Stavamo tornando alla macchina e l’abbiamo incontrata proprio davanti alla chiesa di S. Antonio. Era buio e freddo ma le luci da terra illuminavano le nostre facce. Frettolosamente ma con la voglia di fermarci, abbiamo parlato. Notizie nere ma anche bianche. E ogni volta che scopro una cattiva notizia mi sento inadeguata…ma, per un attimo ho sentito una gioia immensa mentre mia figlia le raccontava quali canzoni avrebbero cantato e a lei si apriva il sorriso, grande, largo.
Per un attimo il nero è diventato bianco.
Strano e toccante questo incrocio di parentele. Lei, così somigliante nell’espressione e nella voce che ogni volta che giro l’angolo mi scende una lacrima…