IL MIO PROGETTO PERSONALE

Dopo dieci anni in un posto di lavoro, a cinque giorni dal rientro dalla maternità, sono stata licenziata. Benedico quel giorno perché mi ha costretto a cambiare completamente vita. Dentro di me ero la donna più felice del mondo perché avrei potuto crescere mia figlia ma dall’altra c’erano le bollette da pagare, il mutuo e tutte le spese familiari. Non avrei mai creduto fosse possibile andare avanti, mio marito libero professionista, io mamma a tempo pieno. Invece ci siamo ingegnati per riuscirci, scegliendo d’ investire sul tempo e non sulle cose…
Ora che sono in cerca di un lavoro, dedico questo video a tutte le mamme che come me hanno fatto la stessa scelta…

MIMOSE OGNI GIORNO

Mio marito cucina, fa la spesa, pulisce casa, fa la lavatrice e qualsiasi altra faccenda, con normalità.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Spesso esco la sera per cantare nel coro o nel gruppo o uscire con la mia amica o per le tante cose che ho voglia di fare.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Quando usciamo io e mio marito per fare la spesa o in un negozio di casalinghi, le commesse si rivolgono a me e quando rispondo che è coinvolto anche lui, si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Perché non sono la mimosa o il mazzo di fiori a rendere una donna importante ma “le stesse cose” che ogni giorno ci si spartisce.

Io la Festa della donna la festeggio ogni giorno.

È difficile mantenere un comportamento di “normalità” quando succede qualcosa di speciale come andare a Sanremo, perché rappresenta un evento importante, perché magari si è seguito fin da piccoli e ha un fascino anche mitizzato. Io per prima ho avuto un tuffo al cuore perché da anni io e mia figlia lo guardiamo insieme, al buio, sul divano e immaginavo la sua gioia. Ma proprio in queste occasioni, non si è più soltanto un fan ma anche un genitore che accompagna il proprio figlio. Resto stupita da tutta la meraviglia che respiro intorno, perché credo che una realtà come il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, sia assolutamente degna di quel palcoscenico. Un coro che esiste dal 1963 e che, cito da Ansa.it : “Oltre a rappresentare il ‘made in Italy’ della musica per l’infanzia, il Coro è ambasciatore Unicef dal 2002 e portavoce del riconoscimento Unesco dello Zecchino d’Oro tra i Patrimoni per una cultura di pace dal 2008.”
Inoltre un’altra caratteristica molto importante credo sia che nel Piccolo Coro le audizioni e la permanenza, sono “gratuite e aperte a tutti”, quindi qualsiasi bambino senza distinzione di religione o ceto sociale, ha la possibilità di farne parte.

Infine penso a Mariele e a tutti quei bambini e a quei genitori che hanno fatto parte del Piccolo Coro dalle origini ad oggi e li ringrazio uno ad uno perché su quel palcoscenico ci saranno anche loro.