Dolce sentire

Siamo in dieci Vecchioni a cantare nella chiesa dell’Antoniano per la messa dei morti, oggi, accidenti per un motivo in più. Sono poche le persone nelle panche e questo vuoto riempie di tristezza. Le parole di Fra Giampaolo parlano di vivere ogni giorno il presente come un tempo pieno e prezioso senza pensare a quando tutto tornerà come prima. Le frasi rimbombano negli spazi vuoti della chiesa e dell’anima e mi sento parte operante di questo pensiero. I brani che cantiamo non mi piacciono ma sono contenta di esserci, nonostante tutto, infatti per me cantare è pregare in un modo tutto mio. L’ultimo canto che ha scelto Luciana è “Dolce sentire”, non l’abbiamo mai provato ma è esattamente ciò che mi serve in quel momento. Infatti la sento tantissimo, nella misura in cui mi muove pensieri e sentimenti depositati in angoli stretti e bui dentro di me. È come una piccola luce che s’infila per illuminare e quando il frate sul finale si avvicina all’organo per accompagnarci col canto, la lucina esplode inondandomi di commozione. La musica per me sa fare questo e la mia gratitudine non sarà mai abbastanza.

Cartolina da Bologna

Siamo in un paradiso terrestre, seduti al tavolino in mezzo alla via, proprio vicino al palco, con una birra fresca, il vento caldo e la musica tutt’intorno. Si ma non una musica qualsiasi, sto parlando dei nostri sacri della Doctor Dixie Jazz Band. Esperienza, storia ed energia allo stato puro, alimentate da dieci elementi:

CHECCO CONIGLIO – trombone (lo stesso che giocava a tennis con papà…)
FRANCO FRANCHINI – piano
ANDREA ZUCCHI – sax
LUCA SODDU – sax
ANDREA SCORZONI – sax
GUIDO GUIDOBONI – tromba
MICHAEL HARDING – batteria
STEFANO DONVITO – basso
ANGELA SETTE – voce
VALENTINA MATTAROZZI – voce

Dalla mia posizione meravigliosa posso scrutare la scaletta dei brani, le frasi tra i musicisti, le movenze sugli strumenti con la mia solita curiosità…

La strada piena, trasformata in un salotto a cielo aperto in un rettangolo di Via Mascarella, dentro un atmosfera surreale. Vedo, ascolto e respiro così tanta bellezza che mi sento come dentro una cartolina di Bologna.

La scaletta
Angela Sette – Valentina Mattarozzi
Doctor Dixie Jazz Band
Il salotto di Via Mascarella
Franco Franchini
Stefano Donvito

Un vortice di bellezza

Appena usciti da una cena stratosferica, smaltiamo con calma passeggiando senza una meta. L’aria è calda come un phon a velocità media e la cattedrale di San Pietro ha il portone spalancato. A fianco un cartello promuove la visita al campanile, così senza preavviso m’infilo nella chiesa per avere informazioni. La ragazza mi risponde che una visita è appena cominciata e possiamo unirci. Mio marito è perplesso ma io ho già un piede dentro e così andiamo. Raggiungiamo un piccolo gruppo e saliamo con tutta la cena sullo stomaco fino in cima in un vortice di bellezza. Infine scopriamo le campane e la loro storia mentre riprendiamo fiato sfiniti. Ma la discesa è molto peggio grazie alle mie zeppe scivolose che mi fanno appoggiare alle pareti come un anziana…arrivati in fondo sono felice, felice come non mai. Felice come ogni volta che scopro una meraviglia della mia amata Bologna.


@cattedraledisanpietro #vorticedibellezza #campanile #zuccazoe

Il campanile della cattedrale di San Pietro

DENTRO ALL’ALTROVE MUSICALE

Stamattina non ho resistito quando per l’ennesima volta sono passata davanti alla porticina aperta, in un altra dimensione, attirata dalla luce e dalla penombra. Così sono entrata, nella speranza di essere sola per cercare sollievo. Ho trovato un dono inaspettato: la musica…mi sono seduta nella prima panca ed è stato come parlarci. Senza preghiere ma dentro all’altro musicale.
#altrovemusicale #parlarci #sollievo #dono #zuccazoe #chiesadeiservi

Una ragazza dello Zecchino d’Oro

La storia del film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” ne racchiude tante, tra cui una, minuscola, striminzita, gioiosa e sofferta: la mia.

Quando scopro dalla Fondazione Mariele Ventre che gireranno il film, farei di tutto per  documentarlo nel sito di Testimonianze Musicali, che tratta proprio la storia dell’Antoniano! Pagherei oro per starmene immobile e muta in un angolo a guardare, fare foto, prendere appunti e scoprire come realizzano la storia che sento anche mia. Ma nessuno mi ascolta. Mi sento incompresa ma non ho nessun titolo per far parte di un lavoro cinematografico…nessun ruolo…non sono una giornalista ma una semplice blogger che resta appesa al suo filo molto sottile della scrittura amatoriale e una malinconica corista avvinghiata alle radici dell’infanzia.

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Un’altra me

Quest’avventura delle interviste in diretta se è vero che è un gioco ha comunque delle regole che mi sono data da sola. Prima fra tutte, la preparazione delle domande cercando più informazioni possibili sull’ospite; seconda, la soddisfazione di togliermi più curiosità immaginabili senza diventare invadente. Terza ma non ultima, la capacità di fare sedere nel mio salotto l’intervistato, cercando un’intimità amicale nonostante la distanza. E tutto ciò richiede un dispendio di energie enorme che ne trova forza dalla soddisfazione finale. Un’altra me.
#unaltrame #regole #intimità #zuccazoe

La mia isola felice

Il mio modo di reagire al disastro che s’insinua in ogni angolo del cervello, è questo. Tutto come se niente fosse nel mio piccolo studio dove mi rifugio, per saltellare nel mio mondo incantato. La passione costruita in questi anni ora più che mai ha un senso perché è diventata la mia àncora, la mia isola felice dove riesco a stare bene. Ci ho pensato molto all’impressione che potrei dare a chi legge i miei post , ora poi mi sono lanciata anche nei video…ma la necessità di reagire è più forte della paura del giudizio. Non voglio mancare di rispetto al Dolore che bussa incessante a qualsiasi porta ma solo farmici trovare con un lieve sorriso…