Lacrime a – mare

Dalle mie lacrime ho tolto il sale, sono diventate dolci da confondersi col mare.

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La parola io

Il mio Io l’avevo ignorato, trascurato poi addirittura perduto.
Ma da quando sono nati i miei figli ho iniziato a osservare le nostre reciproche crescite e invece di accontentarmi della maternità, ho ricercato anche me stessa.
Il mio blog Zucca Zoe è stato fondamentale perché ha specchiato molto del mio Io.
Oggi credo che senza quell’Io mi sentirei una donna apatica, concentrata solo sull’adolescenza dei miei figli e triste, molto triste.
Ho capito quanta vita bella ho perduto per essere rimasta a lungo addormentata sulla superficie…


L’io di Gaber esagera, il mio cerco di tenerlo a bada…

Pausa pranzo con Zhang

Magari io e Zhang ci siamo incrociati nel 1989 in centro a Bologna. Mentre io iniziavo a fare la commessa, lui imparava la street – art! in ogni caso, ci siamo incontrati sabato, seppure metaforicamente, nella mia pausa pranzo. Infatti, eccomi a Palazzo Fava per scoprire la mostra ” META – MORPHOSIS  di Zhang Dali: 220 opere sparse tra dipinti, sculture, foto e installazioni.
Senza saperlo scopro che oltre al 1989, abbiamo qualcos’altro in comune visto che tutte le sue opere sono una riflessione sulla perdita della memoria.

Nell’atrio scorgo la prima opera e solo successivamente scopro che la firma di Zhang è AK-47 (sigla di un’arma) o K18 (sigla dell’oro) che sono i simboli della violenza e del potere economico.

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La formica che non può mica!

Lo so, dovrei ascoltare il Grillo che mi dice di fermarmi e magari di mettermi in fila, in ordine, insieme alle altre formichine.
Lo so, dovrei concentrarmi su poche cose, semplici e normali, magari facendo lavorare meno i pensieri.
Lo so, dovrei galleggiare sopra una vita tranquilla, facendomi trasportare dalle correnti, magari stando solo attenta a non cadere.
Lo so, dovrei dormire sonni beati ora che ho trovato un lavoro, che la salute è buona e che la famiglia sta bene, magari apprezzando le mie fortune.
Lo so, dovrei smetterla di cercare briciole dai sapori diversi e magari percorrere sempre lo stesso sentiero.

Lo so, ma non posso essere diversa da quella che sono.

La ragione ragionevole

Da pochi giorni ho iniziato un nuovo lavoro e ho capito una cosa importantissima! L’intelligenza non sta nella soluzione che trovo affrontando le cose ma nel modo di fronteggiarle.
Sto accantonando la brutta abitudine dell’aver ragione per dare spazio alla sola ragione. Modellarsi a seconda delle circostanze stando bene in ogni luogo, con ogni persona, in ogni situazione.

Parti di arte

Secondo sabato lavorativo con pausa pranzo libera. Libera nel senso vero… libera di trascorrerla a piacere, sola e senza sensi di colpa. Quindi ho scelto un pranzo veloce e una visita alla mostra di Luigi Busi a Palazzo d’Accursio.
La gradinata era deserta e imponente mentre con i tacchetti cercavo di non imbalzarmi. Nella sala espositiva c’erano una trentina di opere ma solo una mi è piaciuta particolarmente ed era proprio la locandina della mostra.

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Osservando tutta quella bravura però, ho scoperto qualcosa di nuovo: avvicinando la fotocamera per lo scatto, i particolari erano molto più interessanti di tutto l’insieme. Ecco allora che ho iniziato a fotografare mani, parti del viso, gioielli…
Poi ho capito che guardare l’arte è farne parte perché se le opere non avessero spettatori allora non esisterebbero.

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