Prospettiva Disordine

Fino a un po’ di tempo fa, facevo questa passeggiata sperando di perdere un po’ di grasso, perdere un po’ di ciccia, sentirmi meno tonda, poi ho cambiato prospettiva e adesso cerco di fare un po’ di disordine nelle idee per distruggerle, spostarle, smontarle e crearne delle nuove e funziona! lo consiglio a tutti, basta un po’ di natura, qualche salita, un po’ di solitudine e tanta buona volontà…

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IL FESTIVAL DEL BUONSENSO

Quest’anno il direttore artistico del Festival di Sanremo sarà Claudio Baglioni (il mio primissimo concerto fu il suo!) che si definisce “conducente” e non “conduttore”.
Leggendo il notiziario ANSA scopro che chiunque degli invitati al Festival rimarrà fino all’ultima puntata riproponendo la propria canzone in varie versioni. Resterà il concorso ma cambierà la modalità, rendendo Sanremo simile a un festival del cinema o letterario.
E chissà che non sia l’inizio di “un altro modo di fare televisione”…

 

 

Bologna la provinciale

photo_2017-10-07_09-01-40Stamattina mentre avidamente cercavo tra le pagine, sono rimasta delusa, quando ho trovato un trafiletto minuscolo tra le pagine del Resto del Carlino che in due parole raccontava la conferenza di ieri con i fratelli Avati a Palazzo Belloni per Bologna Experience. Sul web perlomeno qualcosina in più…
Si sarebbero potute riempire pagine per lo spessore e la varietà dei temi affrontati, anche grazie alle domande del giornalista Andrea Maioli. A conferma del “provincialismo” bolognese che più uno viene da lontano e meglio viene accolto…e credo sia
mancato “l’ascolto” che parte dalle orecchie, sale al cervello, passa per il muscolo cardiaco e si sparge sottopelle. E allora c’è sempre più bisogno di muoversi, di cercare, di toccare con mano, di partecipare e di diventare i protagonisti perchè l’informazione “buona” probabilmente non cattura sulla carta stampata…

Fortunatamente sono riuscita a registrare un aneddoto relativo alla scelta di Katia Ricciarelli nel film “La seconda notte di nozze“, raccontato con la maestria di Pupi Avati…

 

L’asino che vola

Quante volte ho alzato la testa al cielo guardando il mio asino volante…fidandomi di tante belle parole…e mettendo le ali ogni volta…
Quante volte, ancora con la testa rivolta al cielo, ho creduto a quel cocciuto volante che vedevo solo io…
Quante volte ho sentito spaccarmi dentro, durante la caduta con il sedere a terra…
Prima si è rotta un’ala, poi si è bruciacchiata la coda, un’altra volta si è spezzato lo zoccolo…ma grazie alla resilienza…risaliva e tornava a volare…
Finché un giorno ho capito che quel somaro dovevo essere io a cavalcarlo e con la nostra cocciutaggine avremo volato insieme…

 

ORGOGLIO BOLOGNESE

Ieri sera ho accompagnato i bimbi all’Europa Auditorium perché con il Piccolo Coro Mariele Ventre, avrebbero cantato l’inno in occasione dell’apertura della stagione teatrale.
Alle 18.30 siamo entrati nel teatro e poco dopo i bambini hanno fatto le prove.
photo_2017-09-21_11-21-59Microfoni, posizioni, brusio e quella atmosfera eccitante che si vive durante un’attesa.
Dopodiché ci hanno riservato una sala dove abbiamo cenato con un ricco buffet mentre nel corridoio passavano personalità e sconosciuti.

Intorno alle 21 ci hanno fatto attraversare varie sale fino ad arrivare dietro al palcoscenico dove in silenzio i coristi prendevano posizione guidati da Sabrina.

Ed è incredibile la spinta che ho sentito quando girandomi ho visto il retro del palcoscenico, che mi ha fatto tornare piccola come un bambino. Entravo in silenzio un mondo parallelo fatto di cavi, luci intermezzate da un’aria pesante e sottile mentre il mio motore nel petto aumentava i giri.

Finalmente è iniziato l’inno e da dietro le quinte assaporavo il momento e il senso di fierezza era grande, ancora di più perché succedeva nella nostra città!

Sono stati bravi e il pubblico in sala era coinvolto…pur non vedendolo si sentiva anche da lì. Bravi non solo nel canto ma in quella compostezza ordinata ormai in via d’estinzione…

 

 

 

TUTTO IL RESTO

La memoria è necessaria per ricordare le cose brutte affinché non si ripetano, così come è necessaria per ricordare le cose belle perché accadano ancora.

Ieri sono tornata a Pieve Santo Stefano, in occasione del concorso Saverio Tutino che raccoglie storie di memoria grazie al mio scritto: “MI MU MA, di Mio, di Musica, di Mariele“, una storia fatta di musica e accudimento, di contraddizioni e famiglia.


E dentro questa storia, resta di spalle Mariele, una piccola donna dalle grandi imprese, prima fra tutte la capacità di inventare uno spazio educativo e musicale a misura di bambino, proteggendone la spontaneità pur richiedendo il massimo da ognuno.
Ed è proprio questo che avrei voluto trasmettere con la mia storia ma come spesso accade, forse, si vede solo lo Zecchino d’Oro e tutto il resto rimane sconosciuto.
Tutto il resto.
Ecco, questo per me, che sono diventata madre, è stato un modello educativo immenso che goffamente ho provato a seguire.

Servivano gli occhi gioiosi e lo sguardo aperto per riuscire a leggere oltre alle apparenze senza necessariamente dover trovare tragedie o brutture. E ringrazio di cuore Ivana, la lettrice che ha scelto il mio diario portandolo nella sezione della lista d’onore, aprendo un varco per la mia storia che in realtà è quella di tanti, tantissimi bambini grati.

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