Meglio? Forse?

? Finalmente una giornata INTERA di pausa dal lavoro. Dormo un pochino di più, faccio colazione con calma, svuoto la lavastoviglie, pulisco la cucina e alla fine il detersivo per i piatti é il prodotto più efficace…faccio una lavatrice, la stendo e intanto guardo le lancette dell’orologio che corrono troppo. Ho mille cose che ho voglia di fare ma non posso ignorare le priorità casalinghe. Intanto stendo e più faccio più mi accorgo di quanto c’è da fare…”che vetri pietosi” ma intanto pulisco il bagno…”sto divano fa schifo sarebbe da cambiare! Ma no ora c’è il cane, non avrebbe senso”… intanto spazzo ma tanto devo dare l’aspirapolvere e tra una faccenda e l’altra penso che non sono proprio nata per queste cose. Sono a buon punto quando sulle scale scivola un rotolo di vestiti da lavare, accuratamente riposto dalla misteriosa coinquilina che ascolta musica inascoltabile.

Invidio quelle donne che ci si rassegnano ai lavori di casa, ancora di più quelle che ne fanno il loro passatempo.

Forse vivono meglio?

Per una manciata di minuti

Le cose cambiano, le persone, le situazioni. A volte per fortuna, altre purtroppo…Per me che ho vissuto la crescita dei miei figli, passo dopo passo, inciampo dopo inciampo, salto dopo salto, volo dopo volo fino alla loro distanza sempre maggiore il cambiamento pare enorme. Quando torno al mare poi l’impressione é ancora più nitida. Trascorrevamo giornate intere ad inventarci un tempo buono tra traversate nel mare dentro al canottino giallo, ricerche spasmodiche di bastoni e piume di gabbiano, pitture sui sassi, letture sullo sdraio, allevamenti di lumache nei giorni di pioggia e poi mi fermo sennò diventa una lista noiosa. C’erano ore in cui desideravo solo un pochino di solitudine e ora ne ho da vendere.

É giusto che accada e utile alla loro crescita. Stamattina proprio per caso ci siamo ritrovati per una manciata di minuti, ancora insieme, sulla strada della nostra edicola dove abbiamo comprato montagne di giornalini. Li guardavo da dietro dentro ai loro corpi e vestiti diversi e la sensazione é stata quella di aver fatto un buon lavoro. Nonostante tutto.

 

Il volo

Ieri mattina durante il tragitto da casa a scuola io e mio figlio abbiamo trovato una tortora che non riusciva a volare. Affossata nell’erba del parco, cercava di muoversi ma la coda era storta e la zampetta immobile. Cosí mio figlio ha sollecitato la mia coscienza dicendomi di fare qualcosa e io tra un “corri che é tardi” e un “non ti preoccupare” l’ho rassicurato. Quando è entrato a scuola ho ripercorso lo stesso tragitto e la tortorella era ancora lí, viva e ferma. Cosí tra ricerche google e telefonate ho cercato, invano, una soluzione. Ogni numero me ne dava un altro tra infinite attese.  Nel frattempo, al parco, un nonno col nipotino collaborava solo a distrarmi con i suoi racconti dei vari incidenti avuti con animali. Alla fine sono tornata a casa senza aver trovato il modo di salvarla. L’idea di raccoglierla l’avevo subito scartata considerando quanto sono schizzinosa e poi quel movimento tra le mani non l’avrei contenuto.
Uscito da scuola mio figlio era arrabbiato perché aveva rivisto la tortorella ancora lí mentre i miei sensi di colpa crescevano. Così, alla fine, mi sono fatta convincere e nel bel mezzo del mio lavoro e dei suoi compiti, siamo tornati al parco in macchina. Abbiamo portato una scatola di cartone, un paio di guanti e un crostino di pane, determinati nella nostra missione di salvataggio. Arrivati nell’erba la tortora cercava di svolazzare mentre mio figlio indossava i guanti per prenderla.

Non sapeva da che parte sollevarla mentre l’ala si muoveva agitata. E tra un incitamento e una carezza sulla piccola testa, Continua a leggere