Per una manciata di minuti

Le cose cambiano, le persone, le situazioni. A volte per fortuna, altre purtroppo…Per me che ho vissuto la crescita dei miei figli, passo dopo passo, inciampo dopo inciampo, salto dopo salto, volo dopo volo fino alla loro distanza sempre maggiore il cambiamento pare enorme. Quando torno al mare poi l’impressione é ancora più nitida. Trascorrevamo giornate intere ad inventarci un tempo buono tra traversate nel mare dentro al canottino giallo, ricerche spasmodiche di bastoni e piume di gabbiano, pitture sui sassi, letture sullo sdraio, allevamenti di lumache nei giorni di pioggia e poi mi fermo sennò diventa una lista noiosa. C’erano ore in cui desideravo solo un pochino di solitudine e ora ne ho da vendere.

É giusto che accada e utile alla loro crescita. Stamattina proprio per caso ci siamo ritrovati per una manciata di minuti, ancora insieme, sulla strada della nostra edicola dove abbiamo comprato montagne di giornalini. Li guardavo da dietro dentro ai loro corpi e vestiti diversi e la sensazione é stata quella di aver fatto un buon lavoro. Nonostante tutto.

 

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Lo so

Sette anni fa.

Sette anni fa leggevi il tuo racconto fantastico lasciando tutti a bocca aperta per la maturità del testo. Una dote che ti appartiene e che ancora utilizzi ma non per un concorso di scrittura.. riesco a fissarti solo mentre dormi perché il mio sguardo ti é fastidioso. Guardo lei e guardo te, fiduciosa in quello che hai dentro.

Il volo

Ieri mattina durante il tragitto da casa a scuola io e mio figlio abbiamo trovato una tortora che non riusciva a volare. Affossata nell’erba del parco, cercava di muoversi ma la coda era storta e la zampetta immobile. Cosí mio figlio ha sollecitato la mia coscienza dicendomi di fare qualcosa e io tra un “corri che é tardi” e un “non ti preoccupare” l’ho rassicurato. Quando è entrato a scuola ho ripercorso lo stesso tragitto e la tortorella era ancora lí, viva e ferma. Cosí tra ricerche google e telefonate ho cercato, invano, una soluzione. Ogni numero me ne dava un altro tra infinite attese.  Nel frattempo, al parco, un nonno col nipotino collaborava solo a distrarmi con i suoi racconti dei vari incidenti avuti con animali. Alla fine sono tornata a casa senza aver trovato il modo di salvarla. L’idea di raccoglierla l’avevo subito scartata considerando quanto sono schizzinosa e poi quel movimento tra le mani non l’avrei contenuto.
Uscito da scuola mio figlio era arrabbiato perché aveva rivisto la tortorella ancora lí mentre i miei sensi di colpa crescevano. Così, alla fine, mi sono fatta convincere e nel bel mezzo del mio lavoro e dei suoi compiti, siamo tornati al parco in macchina. Abbiamo portato una scatola di cartone, un paio di guanti e un crostino di pane, determinati nella nostra missione di salvataggio. Arrivati nell’erba la tortora cercava di svolazzare mentre mio figlio indossava i guanti per prenderla.

Non sapeva da che parte sollevarla mentre l’ala si muoveva agitata. E tra un incitamento e una carezza sulla piccola testa, Continua a leggere

ORGOGLIO BOLOGNESE

Ieri sera ho accompagnato i bimbi all’Europa Auditorium perché con il Piccolo Coro Mariele Ventre, avrebbero cantato l’inno in occasione dell’apertura della stagione teatrale.
Alle 18.30 siamo entrati nel teatro e poco dopo i bambini hanno fatto le prove.
photo_2017-09-21_11-21-59Microfoni, posizioni, brusio e quella atmosfera eccitante che si vive durante un’attesa.
Dopodiché ci hanno riservato una sala dove abbiamo cenato con un ricco buffet mentre nel corridoio passavano personalità e sconosciuti.

Intorno alle 21 ci hanno fatto attraversare varie sale fino ad arrivare dietro al palcoscenico dove in silenzio i coristi prendevano posizione guidati da Sabrina.

Ed è incredibile la spinta che ho sentito quando girandomi ho visto il retro del palcoscenico, che mi ha fatto tornare piccola come un bambino. Entravo in silenzio un mondo parallelo fatto di cavi, luci intermezzate da un’aria pesante e sottile mentre il mio motore nel petto aumentava i giri.

Finalmente è iniziato l’inno e da dietro le quinte assaporavo il momento e il senso di fierezza era grande, ancora di più perché succedeva nella nostra città!

Sono stati bravi e il pubblico in sala era coinvolto…pur non vedendolo si sentiva anche da lì. Bravi non solo nel canto ma in quella compostezza ordinata ormai in via d’estinzione…

 

 

 

A TUTTI I GENITORI DI ADOLESCENTI

Stamattina ti ho sentita di sfuggita al telefono e ho pensato a queste parole…


Una piccola parte di te
di Gianfranco Fasano – Fabrizio Berlincioni – Gianfranco Fasano

Quando crescono i figli, non li tieni più in braccio 
E diventi un ostaggio, per il loro futuro 
E si alza quel muro che non c’era mai stato 
Che segna il confine tra preteso e già dato… 
Quando crescono i figli non ti danno più retta 
Hanno sempre ragione, vanno troppo di fretta 
Sanno dirti soltanto Buonanotte o Buongiorno 
E ti accorgi che è meglio… se ti levi di torno… 
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MENTRE ASPETTO

Capita, come stasera, che lo guardi nel sonno. Entro in camera nella luce fioca, mi avvicinò e lo bacio delicatamente. E lui muove le mani in una specie di movimento riflesso come quello dei neonati. Anche di notte é piccolo. E sono tante le persone che me lo ripetono come se fosse un difetto, come se la crescita debba essere uguale per tutti, come se dipendesse da lui. E io ascolto, sospiro, a volte sorrido, altre piango mentre aspetto.

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