Il grillo non vuole fare cri cri

Quel pomeriggio continuava a ripetere che no, non avrebbe cantato. Gli avevo girato il brano da imparare con largo anticipo ma no, non c’era verso. Accampava scuse dicendo che era troppo difficile, che non era capace, che era stonato e non c’era verso di convincerlo. Allora cos’era venuto a fare nella sala di registrazione? Avremmo dovuto cantare insieme…non si poteva tirare indietro ma allo stesso tempo si vergognava. Così prima ho cantato da sola per fargliela sentire poi una frase alla volta si è convinto unendosi al canto.

E solo la musica può fare questi miracoli, come quello di fare cantare due persone insieme a tre anni poi a quarantasei.

 

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“A Trèb” con i Vecchioni di Mariele

photo_2017-12-28_17-50-42  Freddo e buio alle 17.30 davanti alla fontana zampillante di Piazza Trento Trieste a Bologna. A piccoli gruppi di due, tre, ci ritroviamo con il coro dei “Vecchioni di Mariele” per salire sul pullman diretti a Forlì. La direttrice si è tagliata i capelli e si lamenta del photo_2017-12-28_17-50-42 (2)gonfiore, una corista chiede al volo l’indirizzo per il marito che ci vuole raggiungere mentre la voglia di vivere questa nuova avventura è la protagonista. Io ho scelto una collana rossa di panno lenci che è proprio adatta alle feste natalizie e una borsa piccola per non avere seccature. Sul pullman si fa l’appello e Luciana recita l’Ave Maria mentre il mio vicino bofonchia. E allora anche “Ave Maria, piena di grazia…” ritorna una preghiera familiare, un rito carezzevole dell’infanzia prima di ogni viaggio con il Piccolo Coro dell’Antoniano. Ci siamo vestiti tutti di rosso e nero, ognuno con il suo stile personale, per partecipare come ospiti alla trasmissione “A TREB” di Video Regione capitanata da Pier Giuseppe Bertaccini. Durante il viaggio si ride, si scherza e ci si fanno tante domande sullo svolgimento della serata. Arriviamo in anticipo e appoggiamo le nostre cose in una grande stanza mentre la signora Patrizia, gentilmente mi mostra lo studio televisivo

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e mi presenta il signor Bertaccini con cui avevo parlato al telefono. Indossa un buffo cappello di paglia rotto, un paio di occhiali stile “Buggles” che la racconta sul suo modo di essere!
Poco dopo facciamo una prova di alcuni brani, testando posizioni e microfoni poi ci sediamo nelle due file che ci hanno riservato. Alle 19.30 inizia la registrazione della trasmissione che fila liscia come l’olio, senza intoppi né ripetizioni, come se fosse una diretta. Intanto smangiucchiamo pizzette, crescioni, bicchieri di vino in cartone, che danno il via a risatine soffocate e rossori di guance. Nella fila dietro i coristi esagerano ma non si sa il perché le sgridate e le occhiatacce della direttrice, arrivano tutte solo alla prima fila…perchè “il levapelucchi” in omaggio, pubblicizzato dallo

sponsor o le battutacce sulla suocera, sono irresistibili per un gruppo di mattacchioni come noi! Quindi trascorriamo tutta la serata dalle 19.30 alle 23.30 assistendo alla registrazione di tre puntate del programma tra le poesie in dialetto della signora Rosalba, i balli delle Comete di Romagna, le barzellette di Bertaccini con il colonnello, le canzoni di Rosy Forte e i brani che cantiamo tra una pausa e l’altra (due a puntata) come se fossimo ospiti a casa di qualcuno. Ma la cosa più incredibile è che l’impegno che ci mettiamo è sempre lo stesso, dalla trasmissione alla messa, con le braccia dietro alle spalle, lo sguardo attento sulla direttrice e il buio intorno.

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Io mentre canto entro in una dimensione speciale in cui il tempo non esiste ma solo un grande movimento di sensazioni forti. Intanto il pubblico applaude, il fonico sorride e ad ogni brano, il conduttore fa qualche domanda alla direttrice e Antonio Dal Muto ci regala una caricatura strepitosa! Contenti di aver noleggiato il pulmino, torniamo a casa “stancucci” mentre Simonetta ripensa alla sua sveglia delle 6.30 e Sissi distribuisce Baci Perugina dopo l’appello.photo_2017-12-28_17-50-36

Che dire? Che più cantiamo e più è bello cantare, che più ci troviamo e più è bello ritrovare qualcosa che non è mai finito.

 

 

I cuori della Teresina

L’unica cosa che non dovevo fare era “sbagliare le parole” e invece l’ho fatto. Così mentre la telecamera passava veloce, nella mia testa la parola giocare e cantare cambiavano di posto, facendomi gelare il sangue dopo aver scoperto che sarebbe stata l’ultima ripresa! Sto parlando di “Cuore Bambino” una canzone realizzata grazie a Maria Federica Gabucci (testo), Gianfranco Fasano (musica) e Massimo Tagliata (arrangiamento) durante la trasmissione “L’attesa” che andrà in onda il 24 dicembre su Rai1 alle 17.55.
Dentro di me pensavo a quanto Mariele si sarebbe incavolata per una simile figuraccia…
Ma certamente non saranno tutti a guardare me che dei 60 partecipanti, ex Zecchino d’Oro, sono una delle meno note con la mia “La Teresina” del 1976. Infatti, anche nel video realizzato non apro bocca…


Un’esperienza singolare che mi ha dato l’occasione di conoscere un gruppo di sconosciuti, molti dei quali mi avevano scritto mesi prima per pubblicare la loro storia su Testimonianze Musicali, ma soprattutto ho ricantato con il Grillo!

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4 canzoni per 400 applausi

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Ci troviamo alle 19.15 al Teatro Dehon per una prova, in occasione dello spettacolo: “Guarda un po’ chi ti presento” dove partecipiamo con quattro brani, noi, Vecchioni di Mariele. Entro da una porta nascosta e incontro un ragazzino che mi racconta che cosa avrebbe fatto durante lo spettacolo: pattinato e saltato la corda e mentre per pura cortesia mi chiede che cosa avrei fatto io, mescola lo Zecchino con la televisione e il coro in una confusione totale. Arrivati al teatro aspettiamo il nostro turno tra risatine e quel solito nostro modo contento di salutarci. photo_2017-12-15_19-54-10Giunto il momento saliamo sul palcoscenico e tutte le persone del teatro ci guardano con curiosità. Attaccata la musica c’è uno spalancamento di bocche generale che non si capisce come interpretare. Terminata la piccola prova usciamo per mangiare un boccone e finiamo in un piccolo bar in chiusura che gentilmente prolunga l’apertura per noi. Toast, calzoni e ultime rimanenze con un bicchiere di birra, stretti e allegri. Un bel brindisi, di nascosto dalla cara direttrice che photo_2017-12-15_19-53-55tornerà più tardi…Poi serrati nei giubbotti ci dirigiamo al teatro e appoggiando le nostre cose scopriamo i camerini e il dietro le quinte, la parte più affascinante.
Intanto incrociamo un signore distinto che prova dei passi di ballo o una sposa cadavere dall’abito lungo, sparpagliandoci dove riusciamo.

Finalmente arriva il nostro turno e mentre scendiamo le scale, Luciana si raccomanda di fare piano mentre i vari tacchi “rumorano” a più non posso! Intanto io mi raccomando che il nome del coro venga detto giusto: “I Vecchioni di Mariele!” mentre Cristina sostiene la mia pesantezza! Eccoci tutti dietro le quinte, di corsa prendiamo posizione mentre la tenda è tirata e il presentatore spiega chi siamo. Ascolto attenta e tutto fila liscio poi ecco che si apre il sipario e inizia la musica mentre il teatro è pieno e il riflettore dritto in faccia. Per un attimo tocco il cielo con un dito e rivivo qualcosa difficile da spiegare. Una sensazione piacevole che precede qualcosa di grande e gioioso come il cantare in coro. Parte “Il caffè della Peppina” e Simonetta canta convinta mentre il pubblico si scalda. Seguono “Sorridi sorridi”, “La ninna nanna del chicco di caffè” e per finire in bellezza “La vecchia fattoria” e ad ogni canzone gli applausi aumentano e si sente un calore crescente. E cosa c’è di più bello di uno scambio di gioia? Soddisfatti usciamo dal sipario anche se ci chiedono il bis…

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Fantascienza “Cuore Bambino”

Questa foto sembra “fantascienza”, infatti riunire 60 elementi da tutta Italia, che nemmeno si conoscono tra loro, per cantare una canzone, ha dell’incredibile. Ma proprio chi crede fortemente in qualcosa è destinato a realizzarlo, soprattutto quando il suo credo si allarga ad un valore, una radice, un flusso buono.

“Una generazione che ignora la storia non ha passato… né futuro.”

Non l’ho detto io ma Robert Anson Heinlein che, guarda caso, è stato un autore di fantascienza…

“L’Attesa” è breve per scoprire di che cosa si tratta…basta aspettare fino al pomeriggio della vigilia di Natale, su RAI1 nel programma: “L’attesa”.

Un musical d’oro zecchino

Seduta nella fila P al numero 12 ho aspettato curiosa l’inizio del musical. La prima sensazione provata, un brivido lungo le braccia, vedendo l’omino della luna, bianco, esile, aggraziato e tanto simile all’uomo di latta del mago di Oz che, col suo luccichio, mi ha riportata indietro nel tempo, quando m’incantavo a guardare i brillantini delle sfere di Natale. E poi ecco Alice e la sua mamma, due donne morbide nelle forme (finalmente!) e nelle voci, in una camera da letto che tanto mi ricordava un film di Walt Disney dalle tinte rassicuranti mentre uno degli attori si mimetizzava in una montagna di giocattoli. Finalmente le musiche che dovevano essere diverse ma non snaturate e che ho trovato sorprendentemente appropriate. La storia cucita con semplicità e gusto tra i miagolii di Biancolatte, il gatto che doveva essere nero, una fantastica cattiva, la strega Obscura e tanti altri personaggi legati alle canzoni come la signora Peppina con la sua caffettiera gigante, il carciofo che ballava e cantava con delle verdure spassose, un buffissimo Aladino “girante” e cambi di scena veloci e di effetto senza noia nè fretta, dentro un’armonia scorrevole. Mi sono piaciuti tanto anche gli attori: Giada Maragno (la strega Obscura) Enzo Forleo (l’omino della luna) Stefano Colli (il carciofo) Maddalena Luppi (la Peppina) Rebecca Pecoriello (Alice) Gennaro Cataldo (il torero) tutti misurati nella musica e nei movimenti, piacevoli le canzoni e i balletti senza mai cadere nel ridicolo.
Insomma io ero contenta, grande e bambina insieme, divertita e rammollita nel sentir parlare della “nostalgia”, scatenata negli applausi e curiosa nell’ascolto in un’insieme di emozioni che mi ha fatto bene. Sì, perché vedere cose belle fa bene e scoprire quante belle cose si possano realizzare con le musiche dello Zecchino è la conferma di quanto sia importante, non solo per una fanatica come me. Certo mi sarebbe piaciuto ritrovare la mia “Teresina” ma chissà?!…Magari questo potrebbe essere il primo di una lunga serie considerando la vastità del repertorio Zecchino nelle musiche e nelle tematiche!

La moneta dello zecchino d’oro e le sue canzoni sono stati il filo conduttore del musical, testimoniando ancora una volta come si possano mescolare a meraviglia passato e presente, semplicità e bravura.

Ciliegina sulla torta quando ho scoperto che la maestra di canto della strega è stata una bambina dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro, perché la storia fa dei bellissimi giri.

Infine poche parole con Patrizio Maria D’Artista, autore degli arrangiamenti e Raffaele Latagliata (che oggi festeggiava il suo compleanno!)  con quella semplicità che rende grandi le persone!