Le Selezioni all’Apericena

Giovedì scorso, invece di fare le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”, nella scuola dell’Antoniano, siamo stai invitati alla Fondazione Mariele Ventre. Maria Antonietta ci ha offerto una splendida accoglienza, prima con un ricco apericena poi dandoci la possibilità di cantare in una delle sale. L’atmosfera era allegra e familiare mentre tra una foto di gruppo senza neanche tutti gli invitati, qualcuno si guardava intorno cercando pezzi di vita trascorsa. Paolo ispezionava la foto sul pianoforte di “Dancing Paradise” mentre Lorenzo fotografava premi appesi alle pareti. I cioccolatini con la mandorla facevano da tentatori mentre si brindava con lo spumante.

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Riempite le pance, abbiamo aperto le sedie e iniziata la selezione delle canzoni. Luciana, la direttrice, ha raccolto in una sacca di tela tutti i bigliettini dei presenti dov’erano scritte le canzoni preferite da poter aggiungere al repertorio concertistico! Quindi, tutti seduti abbiamo giocato allo spoglio delle canzoni. Luciana pescava i bigliettini, Maria Antonietta ne leggeva i titoli  mentre ognuno (più o meno nella confusione generale) motivava la sua scelta. Alcune sono uscite doppie, altre per molti sconosciute, a seconda del periodo di frequentazione dei vari coristi nel Piccolo Coro. Fabio aveva continue perdite di memoria e si divertiva a sabotare le mie riprese video. Fioccavano mescolanze assurde tra un brano di Walt Disney vicino ad una canzone per il terremoto, tra le varie ovazioni generali. Ma non contenti, dopo ogni scelta, ne cantavamo un pezzo, accendendoci come un jukebox! Le parole, i respiri, le note, tutto tornava alla mente come se l’avessimo cantato due giorni prima. E questo incanto che si ripete, altri non è che il frutto di tanto studio che, probabilmente  associato alle nostre singole emotività, è rimasto impresso nelle nostre memorie. E come non ridere, prendersi in giro o intenerirsi dinnanzi a tanta gioia?!
Meraviglioso…

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“GNIGNI” al Festival di Sanremo 2018

“Non mi avete fatto niente” nel senso che non mi avete squalificato?!

GNIGNI è la spiegazione logica per cui abbia vinto il Festival di Sanremo una canzone che non fosse inedita…se nemmeno il conduttore era originale…

 

 

 

Il grillo non vuole fare cri cri

Quel pomeriggio continuava a ripetere che no, non avrebbe cantato. Gli avevo girato il brano da imparare con largo anticipo ma no, non c’era verso. Accampava scuse dicendo che era troppo difficile, che non era capace, che era stonato e non c’era verso di convincerlo. Allora cos’era venuto a fare nella sala di registrazione? Avremmo dovuto cantare insieme…non si poteva tirare indietro ma allo stesso tempo si vergognava. Così prima ho cantato da sola per fargliela sentire poi una frase alla volta si è convinto unendosi al canto.

E solo la musica può fare questi miracoli, come quello di fare cantare due persone insieme a tre anni poi a quarantasei.

 

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“A Trèb” con i Vecchioni di Mariele

photo_2017-12-28_17-50-42  Freddo e buio alle 17.30 davanti alla fontana zampillante di Piazza Trento Trieste a Bologna. A piccoli gruppi di due, tre, ci ritroviamo con il coro dei “Vecchioni di Mariele” per salire sul pullman diretti a Forlì. La direttrice si è tagliata i capelli e si lamenta del photo_2017-12-28_17-50-42 (2)gonfiore, una corista chiede al volo l’indirizzo per il marito che ci vuole raggiungere mentre la voglia di vivere questa nuova avventura è la protagonista. Io ho scelto una collana rossa di panno lenci che è proprio adatta alle feste natalizie e una borsa piccola per non avere seccature. Sul pullman si fa l’appello e Luciana recita l’Ave Maria mentre il mio vicino bofonchia. E allora anche “Ave Maria, piena di grazia…” ritorna una preghiera familiare, un rito carezzevole dell’infanzia prima di ogni viaggio con il Piccolo Coro dell’Antoniano. Ci siamo vestiti tutti di rosso e nero, ognuno con il suo stile personale, per partecipare come ospiti alla trasmissione “A TREB” di Video Regione capitanata da Pier Giuseppe Bertaccini. Durante il viaggio si ride, si scherza e ci si fanno tante domande sullo svolgimento della serata. Arriviamo in anticipo e appoggiamo le nostre cose in una grande stanza mentre la signora Patrizia, gentilmente mi mostra lo studio televisivo

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e mi presenta il signor Bertaccini con cui avevo parlato al telefono. Indossa un buffo cappello di paglia rotto, un paio di occhiali stile “Buggles” che la racconta sul suo modo di essere!
Poco dopo facciamo una prova di alcuni brani, testando posizioni e microfoni poi ci sediamo nelle due file che ci hanno riservato. Alle 19.30 inizia la registrazione della trasmissione che fila liscia come l’olio, senza intoppi né ripetizioni, come se fosse una diretta. Intanto smangiucchiamo pizzette, crescioni, bicchieri di vino in cartone, che danno il via a risatine soffocate e rossori di guance. Nella fila dietro i coristi esagerano ma non si sa il perché le sgridate e le occhiatacce della direttrice, arrivano tutte solo alla prima fila…perchè “il levapelucchi” in omaggio, pubblicizzato dallo

sponsor o le battutacce sulla suocera, sono irresistibili per un gruppo di mattacchioni come noi! Quindi trascorriamo tutta la serata dalle 19.30 alle 23.30 assistendo alla registrazione di tre puntate del programma tra le poesie in dialetto della signora Rosalba, i balli delle Comete di Romagna, le barzellette di Bertaccini con il colonnello, le canzoni di Rosy Forte e i brani che cantiamo tra una pausa e l’altra (due a puntata) come se fossimo ospiti a casa di qualcuno. Ma la cosa più incredibile è che l’impegno che ci mettiamo è sempre lo stesso, dalla trasmissione alla messa, con le braccia dietro alle spalle, lo sguardo attento sulla direttrice e il buio intorno.

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Io mentre canto entro in una dimensione speciale in cui il tempo non esiste ma solo un grande movimento di sensazioni forti. Intanto il pubblico applaude, il fonico sorride e ad ogni brano, il conduttore fa qualche domanda alla direttrice e Antonio Dal Muto ci regala una caricatura strepitosa! Contenti di aver noleggiato il pulmino, torniamo a casa “stancucci” mentre Simonetta ripensa alla sua sveglia delle 6.30 e Sissi distribuisce Baci Perugina dopo l’appello.photo_2017-12-28_17-50-36

Che dire? Che più cantiamo e più è bello cantare, che più ci troviamo e più è bello ritrovare qualcosa che non è mai finito.

 

 

I cuori della Teresina

L’unica cosa che non dovevo fare era “sbagliare le parole” e invece l’ho fatto. Così mentre la telecamera passava veloce, nella mia testa la parola giocare e cantare cambiavano di posto, facendomi gelare il sangue dopo aver scoperto che sarebbe stata l’ultima ripresa! Sto parlando di “Cuore Bambino” una canzone realizzata grazie a Maria Federica Gabucci (testo), Gianfranco Fasano (musica) e Massimo Tagliata (arrangiamento) durante la trasmissione “L’attesa” che andrà in onda il 24 dicembre su Rai1 alle 17.55.
Dentro di me pensavo a quanto Mariele si sarebbe incavolata per una simile figuraccia…
Ma certamente non saranno tutti a guardare me che dei 60 partecipanti, ex Zecchino d’Oro, sono una delle meno note con la mia “La Teresina” del 1976. Infatti, anche nel video realizzato non apro bocca…


Un’esperienza singolare che mi ha dato l’occasione di conoscere un gruppo di sconosciuti, molti dei quali mi avevano scritto mesi prima per pubblicare la loro storia su Testimonianze Musicali, ma soprattutto ho ricantato con il Grillo!

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4 canzoni per 400 applausi

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Ci troviamo alle 19.15 al Teatro Dehon per una prova, in occasione dello spettacolo: “Guarda un po’ chi ti presento” dove partecipiamo con quattro brani, noi, Vecchioni di Mariele. Entro da una porta nascosta e incontro un ragazzino che mi racconta che cosa avrebbe fatto durante lo spettacolo: pattinato e saltato la corda e mentre per pura cortesia mi chiede che cosa avrei fatto io, mescola lo Zecchino con la televisione e il coro in una confusione totale. Arrivati al teatro aspettiamo il nostro turno tra risatine e quel solito nostro modo contento di salutarci. photo_2017-12-15_19-54-10Giunto il momento saliamo sul palcoscenico e tutte le persone del teatro ci guardano con curiosità. Attaccata la musica c’è uno spalancamento di bocche generale che non si capisce come interpretare. Terminata la piccola prova usciamo per mangiare un boccone e finiamo in un piccolo bar in chiusura che gentilmente prolunga l’apertura per noi. Toast, calzoni e ultime rimanenze con un bicchiere di birra, stretti e allegri. Un bel brindisi, di nascosto dalla cara direttrice che photo_2017-12-15_19-53-55tornerà più tardi…Poi serrati nei giubbotti ci dirigiamo al teatro e appoggiando le nostre cose scopriamo i camerini e il dietro le quinte, la parte più affascinante.
Intanto incrociamo un signore distinto che prova dei passi di ballo o una sposa cadavere dall’abito lungo, sparpagliandoci dove riusciamo.

Finalmente arriva il nostro turno e mentre scendiamo le scale, Luciana si raccomanda di fare piano mentre i vari tacchi “rumorano” a più non posso! Intanto io mi raccomando che il nome del coro venga detto giusto: “I Vecchioni di Mariele!” mentre Cristina sostiene la mia pesantezza! Eccoci tutti dietro le quinte, di corsa prendiamo posizione mentre la tenda è tirata e il presentatore spiega chi siamo. Ascolto attenta e tutto fila liscio poi ecco che si apre il sipario e inizia la musica mentre il teatro è pieno e il riflettore dritto in faccia. Per un attimo tocco il cielo con un dito e rivivo qualcosa difficile da spiegare. Una sensazione piacevole che precede qualcosa di grande e gioioso come il cantare in coro. Parte “Il caffè della Peppina” e Simonetta canta convinta mentre il pubblico si scalda. Seguono “Sorridi sorridi”, “La ninna nanna del chicco di caffè” e per finire in bellezza “La vecchia fattoria” e ad ogni canzone gli applausi aumentano e si sente un calore crescente. E cosa c’è di più bello di uno scambio di gioia? Soddisfatti usciamo dal sipario anche se ci chiedono il bis…

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