IL FESTIVAL DEL BUONSENSO

Quest’anno il direttore artistico del Festival di Sanremo sarà Claudio Baglioni (il mio primissimo concerto fu il suo!) che si definisce “conducente” e non “conduttore”.
Leggendo il notiziario ANSA scopro che chiunque degli invitati al Festival rimarrà fino all’ultima puntata riproponendo la propria canzone in varie versioni. Resterà il concorso ma cambierà la modalità, rendendo Sanremo simile a un festival del cinema o letterario.
E chissà che non sia l’inizio di “un altro modo di fare televisione”…

 

 

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ORGOGLIO BOLOGNESE

Ieri sera ho accompagnato i bimbi all’Europa Auditorium perché con il Piccolo Coro Mariele Ventre, avrebbero cantato l’inno in occasione dell’apertura della stagione teatrale.
Alle 18.30 siamo entrati nel teatro e poco dopo i bambini hanno fatto le prove.
photo_2017-09-21_11-21-59Microfoni, posizioni, brusio e quella atmosfera eccitante che si vive durante un’attesa.
Dopodiché ci hanno riservato una sala dove abbiamo cenato con un ricco buffet mentre nel corridoio passavano personalità e sconosciuti.

Intorno alle 21 ci hanno fatto attraversare varie sale fino ad arrivare dietro al palcoscenico dove in silenzio i coristi prendevano posizione guidati da Sabrina.

Ed è incredibile la spinta che ho sentito quando girandomi ho visto il retro del palcoscenico, che mi ha fatto tornare piccola come un bambino. Entravo in silenzio un mondo parallelo fatto di cavi, luci intermezzate da un’aria pesante e sottile mentre il mio motore nel petto aumentava i giri.

Finalmente è iniziato l’inno e da dietro le quinte assaporavo il momento e il senso di fierezza era grande, ancora di più perché succedeva nella nostra città!

Sono stati bravi e il pubblico in sala era coinvolto…pur non vedendolo si sentiva anche da lì. Bravi non solo nel canto ma in quella compostezza ordinata ormai in via d’estinzione…

 

 

 

TUTTO IL RESTO

La memoria è necessaria per ricordare le cose brutte affinché non si ripetano, così come è necessaria per ricordare le cose belle perché accadano ancora.

Ieri sono tornata a Pieve Santo Stefano, in occasione del concorso Saverio Tutino che raccoglie storie di memoria grazie al mio scritto: “MI MU MA, di Mio, di Musica, di Mariele“, una storia fatta di musica e accudimento, di contraddizioni e famiglia.


E dentro questa storia, resta di spalle Mariele, una piccola donna dalle grandi imprese, prima fra tutte la capacità di inventare uno spazio educativo e musicale a misura di bambino, proteggendone la spontaneità pur richiedendo il massimo da ognuno.
Ed è proprio questo che avrei voluto trasmettere con la mia storia ma come spesso accade, forse, si vede solo lo Zecchino d’Oro e tutto il resto rimane sconosciuto.
Tutto il resto.
Ecco, questo per me, che sono diventata madre, è stato un modello educativo immenso che goffamente ho provato a seguire.

Servivano gli occhi gioiosi e lo sguardo aperto per riuscire a leggere oltre alle apparenze senza necessariamente dover trovare tragedie o brutture. E ringrazio di cuore Ivana, la lettrice che ha scelto il mio diario portandolo nella sezione della lista d’onore, aprendo un varco per la mia storia che in realtà è quella di tanti, tantissimi bambini grati.

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SELEZIONE DELLE SELEZIONI

Non era mia intenzione, proprio oggi, finire all’Antoniano, visto che non c’era lezione di coro ma la selezione finale per i bambini dello Zecchino d’Oro. Passando dalla scuola al cinema, sono riuscita a vedere lo studio sventrato mentre con un amico ci dicevamo che sembrava molto più grande. Per un attimo ho spento i colori immaginandomelo molto tempo fa, come ho visto tante volte dalle foto in bianco e nero. Poi tornata nell’atrio chiassoso del cinema si respirava un’aria di attesa, di speranza, di tensione. Molti genitori dei bambini delle selezioni, sparpagliati sulle poche sedie, sugli scalini, in piedi e in ogni spazio, mentre io mi sentivo un’intrusa che respirava un’eccitazione non sua. Così prima della proclamazione me ne sono andata.

SOTTO SETTE GRU

Martedì scorso, abbiamo assistito ad uno spettacolo, sotto sette gru, nella piazza Duomo dell’Aquila*: “Mani che…parlano” Donne della vita” . Siamo stati invitati dal gentile Paolo Del Vecchio, che ha presentato, aprendo il calendario delle manifestazioni della 723a Perdonanza, organizzato dalla Cna. Protagonista della serata l’arte e l’estro femminile nella sua evoluzione.

Raggiunta la cittadina, le crepe sparse sui palazzi sembravano cicatrici e le persone sedute nel pubblico, eroi. E mentre assistevo allo spettacolo provavo ad immaginare che cosa avessero passato quelle persone dopo quel terremoto del 2009 e alla loro resilienza…a quanto dolore era stato ricucito in quella piazza e con quanta dignità era stato imbastito quello spettacolo!photo_2017-08-28_14-29-10 (2)

Dopo un filmato sulla storia del CNA, una dimostrazione di ritmica, poi hanno sfilato bambini e donne presentando abbigliamento, accessori e vestiti da sposa inserendo anche vestiti d’epoca realizzati dall’artigianato locale e perfino la sfilata di carrozze antiche con cavalli. Inoltre ha cantato Sandro Argentieri, che non conoscevo, con grande trasporto.
L’evento era degno di una qualsiasi piazza italiana tra luci, scenografia, sfilate, presentatore e cantanti. Il freddo era pungente ma il concerto finale di Fiordaliso ci ha fatto resistere fino all’ultima nota.

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Ancora una volta mi sono detta quanto sia importante risollevarsi e andare avanti a testa alta. Quelli aquilani ne erano l’esempio.


Da Wikipedia L’Aquila: *Il motto “Immota manet” significa “Resta ferma”. L’espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda.

LA STANZA DEI BOTTONI

La stanza dei bottoni tratto da:
“MI MU MA di Mio, di Musica, di Mariele” di Francesca Bernardi
Durata: 3′.59″ narrato da F.C

In questo brano racconto com’era la prima sala d’incisione dell’Antoniano,
operativa fino al 1980.
Il ricordo è quello di una bambina, ex corista del Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre.

BRAVI RAGAZZI!

Partiti da Fano, le strade erano deserte, l’aria fresca e non sembrava una sera d’estate. Raggiunta Senigallia abbiamo trovato macchine parcheggiate ovunque a conferma che non avevamo sbagliato data, infatti dal 27 luglio è iniziato il Summer Jamboree Festival
ovvero il Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’America anni ’40 e ’50.

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