Cartolina da Bologna

Siamo in un paradiso terrestre, seduti al tavolino in mezzo alla via, proprio vicino al palco, con una birra fresca, il vento caldo e la musica tutt’intorno. Si ma non una musica qualsiasi, sto parlando dei nostri sacri della Doctor Dixie Jazz Band. Esperienza, storia ed energia allo stato puro, alimentate da dieci elementi:

CHECCO CONIGLIO – trombone (lo stesso che giocava a tennis con papà…)
FRANCO FRANCHINI – piano
ANDREA ZUCCHI – sax
LUCA SODDU – sax
ANDREA SCORZONI – sax
GUIDO GUIDOBONI – tromba
MICHAEL HARDING – batteria
STEFANO DONVITO – basso
ANGELA SETTE – voce
VALENTINA MATTAROZZI – voce

Dalla mia posizione meravigliosa posso scrutare la scaletta dei brani, le frasi tra i musicisti, le movenze sugli strumenti con la mia solita curiosità…

La strada piena, trasformata in un salotto a cielo aperto in un rettangolo di Via Mascarella, dentro un atmosfera surreale. Vedo, ascolto e respiro così tanta bellezza che mi sento come dentro una cartolina di Bologna.

La scaletta
Angela Sette – Valentina Mattarozzi
Doctor Dixie Jazz Band
Il salotto di Via Mascarella
Franco Franchini
Stefano Donvito

Anche solo per un caffè

“Venire qui è come fare un lungo viaggio”…

Per spezzare la routine quotidiana del mattino, spesso cambio tragitto. Una volta prendo il 101, quando ho voglia di attraversare il portico più largo di Bologna, un’altra il 90, quando preferisco sfruttare tutto il tempo in autobus o se non voglio camminare, oppure il 94 per passare dalla grata con il corso d’acqua. E così facendo, la scorsa settimana mi sono fermata in un baretto che da tempo avevo notato. Minuscolo, sotto un portico rialzato e con una forte attrazione: la musica. Ho ordinato un caffè e un dolcetto strano dal sapore nuovo. Mi sono seduta fuori ammirando i piccoli particolari di arredo: i tavolini tondi gli sgabelli diversi e quell’atmosfera esotica che ho respirato tante volte nei viaggi lontani nella geografia e nel tempo. Il barista, una persona molto gentile e premurosa, mi ha offerto un altro dolcetto tipico e riversato l’acqua quando l’ho finita, con quel senso di ospitalità che sempre cerco. Infatti nella scelta di un baretto, oltre all’accoglienza, prediligo la gentilezza anche solo per un caffè.

La Storia – Concerto a Montefiore Conca

Ritrovo alle 9.15 all’Antoniano per partire alle 9.30 capitanati da Rosario, il nostro fedele autista. Trovare parcheggio è impossibile perché c’è la messa ma pian piano arriviamo tutti, con le nostre divise avvolte nelle custodie. Saliamo sul pullman mentre Luciana, vispa come un grillo, corre ad occupare un posto macchina a Laura, mamma di Simona, che ha parcheggiato sulle strisce gialle…

Ci siamo tutti mentre l’appello scandisce i presenti, con noi, anche Maria Antonietta, instancabile viaggiatrice. Inizia il viaggio con Continua a leggere

IL RESTO dei “Vecchioni di Mariele” allo Zoomarine

Abbiamo appena finito di vedere chi sarà l’animatore del nostro concerto: Amato Scarpellino  che incita il pubblico scatenato…siamo terrorizzati…


Ma eccoci finalmente all’ingresso dello Zoomarine dove spunta una mega insegna colorata. Tutti accaldati recuperiamo le varie borse e custodie mentre chiamo Irene, la dolce Irene con cui ho preso accordi telefonici per giorni. Non ho tenuto la conta della quantità di liste modificate tra coristi ed extra che si aggiungevano e toglievano ad intermittenza.
Nel frattempo arriva il responsabile del parco di cui avevo sentito parlare sul pullman come il sosia di Tom Cruise, nonché cugino delle sorelle Boriani. Ecco svelato il mistero del nostro invito! Perché sennò chi mai avrebbe potuto invitare in un posto così famoso il coro dei ” Vecchioni di Mariele?!”…non ci crediamo neanche noi! 
Poco dopo  spunta Irene con un grande sorriso e la sua solita gentilezza e all’ufficio informazioni recuperiamo tutti i pass necessari per l’ingresso: braccialetti e buoni pasto. Rispetto alla tabella di marcia siamo già in ritardo ma poco dopo capisco che i miei tempi si devono tarare al luogo e alla circostanza e non viceversa. Mano alla lista, con Irene e Luciana, depenniamo uno ad uno i presenti, distribuendo i braccialetti gialli. per un attimo penso al braccialetto della nascita e penso ridendo che siamo un po’ tutti figli di Mariele e dall’altra lo associo ai villaggi vacanze.
All’ingresso vediamo il palco che sembra avere un gradino troppo fragile per i nostri pesi…


Dopodiché appoggiamo tutte le nostre cose negli spogliatoi dei dipendenti e raggiungiamo Continua a leggere

I “Vecchioni di Mariele” allo Zoomarine – IL VIAGGIO

Alle 7.40 ritrovo davanti all’Antoniano per il viaggio a Roma (Pomezia) allo Zoomarine. No, non sto parlando del Piccolo Coro o meglio, non quello di oggi ma dei “Vecchioni di Mariele“. Ognuno sbuca con la sua divisa distesa nella custodia tranne le sorelle Boriani che con i loro metodi del sapersi arrangiare potrebbero tenere dei corsi. Io sono tranquilla e allegra anche se man mano che arrivavano i coristi mi preoccupo sempre più del pullman fantasma. Sono io che ho preso accordi con l’autista e mentre provo a chiamarlo cerco di non farmi sopraffare dalla mia fervida immaginazione. “Non ci siamo capiti, ha sbagliato giorno, orario, ci tira un bidone e…” BASTAAAA STAI ZITTA”. Continua a leggere

Prospettiva Disordine

Fino a un po’ di tempo fa, facevo questa passeggiata sperando di perdere un po’ di grasso, perdere un po’ di ciccia, sentirmi meno tonda, poi ho cambiato prospettiva e adesso cerco di fare un po’ di disordine nelle idee per distruggerle, spostarle, smontarle e crearne delle nuove e funziona! lo consiglio a tutti, basta un po’ di natura, qualche salita, un po’ di solitudine e tanta buona volontà…

L’asino che vola

Quante volte ho alzato la testa al cielo guardando il mio asino volante…fidandomi di tante belle parole…e mettendo le ali ogni volta…
Quante volte, ancora con la testa rivolta al cielo, ho creduto a quel cocciuto volante che vedevo solo io…
Quante volte ho sentito spaccarmi dentro, durante la caduta con il sedere a terra…
Prima si è rotta un’ala, poi si è bruciacchiata la coda, un’altra volta si è spezzato lo zoccolo…ma grazie alla resilienza…risaliva e tornava a volare…
Finché un giorno ho capito che quel somaro dovevo essere io a cavalcarlo e con la nostra cocciutaggine avremo volato insieme…