Modelli di “Barbie”a cui ispirarsi?

Lo ammetto, la Barbie mi è sempre stata antipatica e l’unica che ho amato era la Skipper forse perché con un semplice gesto del braccio cresceva come avrei voluto crescere io…ma la Barbie proprio no con quella faccetta perfetta, il fisico mozzafiato e tanti capelli lunghi e biondi!
Ma i tempi cambiano e anche i produttori di giocattoli, che sono più attenti alle esigenze dei bambini di oggi (o ai genitori, bambini di ieri?). Quindi s’inventano le Barbie intelligenti, quelle colte, quelle sportive, quelle grasse, quelle basse e i Ken normali perché i bambini possano avere dei riferimenti più realistici cui potersi ispirare.
Nella nuova linea di Barbie che uscirà domani, in occasione della festa della donna, troviamo: una “Prima Ballerina”, una “Campionessa di Scherma”, una “Campionessa di Ginnastica Artistica”, una “Modella Curvy”, una “Campionessa di Pallavolo”, una “Chef di fama mondiale”, una “Artista indimenticabile”, una “Regista”, una “Matematica e Fisica alla Nasa”, una “Campionessa di Box”, una “Aviatrice e Pioniera”, una “Capitano della Nazionale femminile italiana”…
Lo slogan finale: “Puoi essere tutto ciò che desideri”.

Quindi lo standard della bellezza è stato sostituito dalla professione.
Manca ancora una cosa: “la normalità“…

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I cuori della Teresina

L’unica cosa che non dovevo fare era “sbagliare le parole” e invece l’ho fatto. Così mentre la telecamera passava veloce, nella mia testa la parola giocare e cantare cambiavano di posto, facendomi gelare il sangue dopo aver scoperto che sarebbe stata l’ultima ripresa! Sto parlando di “Cuore Bambino” una canzone realizzata grazie a Maria Federica Gabucci (testo), Gianfranco Fasano (musica) e Massimo Tagliata (arrangiamento) durante la trasmissione “L’attesa” che andrà in onda il 24 dicembre su Rai1 alle 17.55.
Dentro di me pensavo a quanto Mariele si sarebbe incavolata per una simile figuraccia…
Ma certamente non saranno tutti a guardare me che dei 60 partecipanti, ex Zecchino d’Oro, sono una delle meno note con la mia “La Teresina” del 1976. Infatti, anche nel video realizzato non apro bocca…


Un’esperienza singolare che mi ha dato l’occasione di conoscere un gruppo di sconosciuti, molti dei quali mi avevano scritto mesi prima per pubblicare la loro storia su Testimonianze Musicali, ma soprattutto ho ricantato con il Grillo!

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60 Zecchini dal posto A41

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Quella sera mi sentivo come se avessi bevuto, ubriaca di adrenalina.
Al pomeriggio i bimbi del coro avevano fatto le prove per la trasmissione serale e dopo cena, davanti all’albergo ci avevano distribuito i biglietti per l’ingresso.
Raggiunto lo studio abbiamo depositato giacca e borsa al guardaroba poi una ragazza ci ha accompagnato al posto. Poco prima di raggiungerlo abbiamo scherzato e io le ho detto che no, non l’avrei cambiato, infatti, senza saperlo era spettacolare! Mi trovavo in seconda fila, esattamente in mezzo, proprio di fronte al palco a pochissimi metri.

Posto

Il bello è che fino a che non è iniziata la trasmissione continuavo a ripetermi che no, mi avrebbero spostato. Ebbra di felicità, mi guardavo intorno e mi pregustavo la serata.
Poco prima della diretta del programma “60 Zecchini” Carlo Conti scaldava il pubblico con grande naturalezza, minacciando d’invertire i posti con quelli in fondo se non avessimo applaudito abbastanza…mi trovavo proprio dietro al Maestro Pinuccio Pirazzoli (arrangiatore di tutte le canzoni italiane dello Zecchino d’Oro tra il 1982 e il 1989) e mi piaceva seguirne le direttive…
Pirazzoli
Quindi è iniziato il galà dove personaggi dello spettacolo interpretavano dodici canzoni della memoria collettiva del patrimonio musicale dello Zecchino d’Oro, ahimè sempre le stesse. E mi è piaciuto sentirle ognuna così diversa da quella originale mentre guardavo gli attacchi che dava il Maestro Pirazzoli per ogni brano. Chiara è stata quella che ho preferito mentre Patty Pravo ha confessato di non averle neanche mai sentito le canzoni dello Zecchino d’Oro…Nino Frassica non si capiva se sbagliava per far ridere o se era talmente disinvolto da farlo passare per una gag e la sua esibizione ha fatto alzare tutti in piedi mentre i bambini erano sconcertati e sbalorditi…intanto la giuria criticava, apprezzava.  Christian De Sica scherzava come in un salotto tra amici, definendo “schifezza” il caffè della Peppina ma con una tale spontaneità da poterci ridere sopra mentre Iva Zanicchi raccontava di quella volta in cui il Piccolo Coro cantò al suo matrimonio celebrato da Padre Berardo. Proprio lei che nella mia stessa edizione cantò “Mamma tutto”, una delle prime canzoni straniere dello Zecchino d’Oro.

E poi all’improvviso il contributo a Mariele con delle immagini emozionanti, di lei così giovane, vispa ed energica.

Ho rivisto con grande commozione anche Topo Gigio, compagno di tante puntate e di tanti strapazzamenti di coccole al pupazzo di gomma che un anno ci regalarono!
Intanto il coro continuava ad accompagnare i brani in questa veste diversa ma sempre performante, anche quando Popoff sembrava rotolare fino al fiume Don…
Infine Marco Masini ha reinterpretato Lettera a Pinocchio al pianoforte, trasmettendomi una malinconia a dir poco straziante mentre Giuseppe Fiorello eseguiva 44 gatti con grande precisione. Ha vinto “Lettera a Pinocchio” che nel 1° Zecchino d’Oro  si classificò tra le ultime e decollò grazie alla versione di Johnny Dorelli.

Ognuno a modo suo ha dato un contributo, chi con leggerezza, chi con professionalità ma pur sempre con grande orgoglio.

Sono ancora tante le persone che non conoscono il significato più profondo di questa manifestazione che oltre alle canzoni, rappresenta quel mondo dell’infanzia che il tempo sta sempre più in fretta divorando.

Privilegiata e Fiera al Quirinale

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Quel mattino al Quirinale, ho pianto, ho riso, ho cantato e mi sono sentita, una privilegiata per aver fatto parte dell’Antoniano prima come corista poi come mamma.
Inoltre mi sono sentita fiera di essere italiana!
Le parole del Presidente Mattarella hanno valorizzato una storia, la storia musicale degli italiani, il patrimonio comune del nostro paese…

 

Nessuna lacrima grazie a Fabio Volo

Quel pomeriggio sarebbe arrivato all’Antoniano Fabio Volo e grazie alla collaborazione di Angela, ho avuto la possibilità di fargli qualche domanda per Testimonianze Musicali. Speravo di raccogliere un pezzetto della sua storia tempestandolo di domande sulle canzoni, facendo leva sui ricordi dell’infanzia, cercando un qualsiasi appiglio ma lui mi ha risposto come tutti quelli che non conoscono il mondo dello Zecchino d’Oro dicendo: “Noooo io da bambino giocavo fuori, non stavo davanti alla TV”, così io gli ho spiegato che la manifestazione dura solo 4/5 giorni all’anno…ma ciò nonostante ho raccolto qualcos’altro, molto di più.
Per incontrarlo sono scesa nella mensa dell’Antoniano, ho respirato il profumo del pane e ho trovato un ambiente tutto nuovo, accogliente, colorato, caldo. Non l’avevo ancora vista la mensa nuova e anche se il mio animo nostalgico si è stretto forte, è stato bello accadesse così. Non c’erano più il trenino, le sedie di legno rumorose, il pavimento color ruggine ma ne è rimasto il calore.

Dentro la lanterna magica

Sono arrivata con 10 minuti d’anticipo nello studio televisivo dell’Antoniano dove mi aspettava una diretta con i “Vecchioni di Mariele”. Un collegamento di una decina di minuti, nato grazie al ricordo in un angolino del cuore di un autore Rai, legato alla canzone “Ciao amico”, sigla ufficiale delle edizioni dello Zecchino d’Oro dal 1976 al 1984, proprio tutte quelle dove ho cantato prima allo Zecchino d’Oro poi nel Piccolo Coro con Mariele.
Ho spinto la grande porta in legno da saloon dello studio, 20171124_141008ho realizzato che cosa mi stava per accadere e fatto un bel respiro. Perché io che sembro tanto coraggiosa quando poi avvero i miei desideri, divento minuscola e fragile, vorrei tornare indietro e già solo essere arrivata fino a “prima di” mi gratifica. Ma per fortuna subentra la parte “seria” quella dell’impegno preso, del tempo speso che mi tiene stretta.
Ho trovato lo studio buio e deserto, così pian piano avvicinandomi, è accaduto qualcosa di veramente magico. Ho avuto un sussulto. Tutto a un tratto non ero più Francesca di 46 anni appena fatti, nello studio televisivo dell’Antoniano, ma ero Franceschina incantata, dentro ad una gigante lanterna magica: quella lampada per bambini che girando proietta immagini sui muri.
Prontamente ho filmato la magia mentre un ragazzo, gentilmente, mi chiedeva se ero autorizzata ed io con un sorriso a trentadue denti ( o trentasei?) rispondevo: “Sì”.

Poco dopo è comparsa Elisa Silvestrin, una bellissima ragazza che avrebbe fatto l’inviata del collegamento con “La vita in diretta”. Ci siamo conosciute, mi ha fatto delle domande e abbiamo cucito qualche risposta che accuratamente memorizzava sul cellulare, mentre arrivavano altri coristi e i tecnici dello studio.
L’atmosfera era quella che precede un sovra dosaggio da adrenalina mentre ci salutavamo appoggiando giubbotti e borse sulle poltroncine plastificate rosse, tra un ritocco del lucidalabbra e un commento sulla scelta dell’abbigliamento dei maschi! uno col collo alto grigio, l’altro con il girocollo bluette, un altro ancora con la camicia bianca mentre noi femmine, tutte col poncho di colori diversi, rigorosamente col distintivo!
Finalmente è arrivato il momento della prova audio ma eravamo tesi perché avremmo dovuto cantare senza la nostra direttrice che stava rientrando da un lungo viaggio, quindi tutti a fissare la telecamera 2. Mia sorella (che doveva cantare da solista!) stranamente era in ritardo ma per fortuna quando abbiamo preso posizione, è arrivata, come Dorothy nel paese di Oz, con le sue luccicanti scarpette dorate tra le risate generali, visto che le avevamo tutti (o quasi…) “nere” 20171124_151002e prontamente Palaferri si è preoccupato
d’inquadrarle con la telecamera!!!! Ma quanto abbiamo riso? …Quando una vecchiona è inciampata con un volo pazzesco nel gradino del palco, quando un’altra vecchiona non aveva un filo di voce e un’altra ancora raccontava di aver sperato tutta la mattina che i suoi alunni della materna non le vomitassero addosso…e poi durante il collegamento mentre ci urlavano: “Silenzioooooo” indisciplinati come non mai….
La prima prova è stata, pietosa, la seconda meglio.

Quindi alle 15.45 ci hanno fatto rimettere in posizione per il collegamento delle 15.50 con Francesca Fialdini alla “Vita in diretta”. Dal video seguivamo quello che succedeva nello studio di Roma mentre una psicologa e un critico musicale commentavano le canzoni di oggi e quelle di allora. Infine, la presentazione della Fialdini è stata:

E chi pur crescendo pur facendo i conti tutti i giorni davanti allo specchio con il tempo che passa davanti allo specchio, non riesce proprio a uscire da un mondo che ancora ci protegge sono i Vecchioni del Piccolo Coro Mariele Ventre o meglio i “Vecchioni di Mariele Ventre”….

Finalmente dopo un saluto abbozzato, abbiamo attaccato con “Ciao amico” e dopo qualche domanda ai coristi, “La ninna nanna del chicco di caffè” tra uno sbaglio di microfono e l’altro con i gestacci arrabbiati del tecnico…
Mentre cantavo, cercando di essere precisa e sorridente, per un attimo, ho realizzato cos’era successo e ho pensato: “Ma ti rendi conto? Avresti mai immaginato?” e tornavo  bambina quando cantare nello studio era una costante, poi nel presente con il cuore gonfio di gioia.

È stato un sogno ad occhi aperti che nemmeno avevo immaginato e credo che Mariele fosse dentro agli occhi di ognuno di noi.

 

 

 

Il panda di Gesù bambina

Spolverando ho spostato gli elefantini di legno bianco, quelli che la zia mi portò da uno dei suoi viaggi. Un’altra volta invece mi regalò un panda di peluche e avevo poco più di tre anni. Appena me lo diede non mi piacque poi diventò il mio pupazzo preferito che chiamai “Panda”. Lo accudivo con tanto amore, tanto che quando non stava bene, gli photo_2017-10-21_18-13-01mettevo il dentifricio dentro alle orecchie. Panda faceva anche un verso strozzato ma per sentirlo dovevi dagli delle botte sulla schiena oppure stritorarlo con le manine. Lo portavo dappertutto e addirittura dovettero assumerlo anche alla RAI…in quell’occasione interpretavo Gesù bambina (Monia era la Madonna, Enrico era Giuseppe, Debora l’angelo) e non c’era verso di farmelo mollare.
La traccia si trova in un qualche archivio nella registrazione televisiva della trasmissione: “LASCIATI DIRE BUON NATALE” (9-10-11-12 Dicembre 1975) con la regia di Cino Tortorella, condotta da Renato Rascel e da (Alarico) Enrico Zocca del Piccolo Coro che cantò: “Bambino Gesù” e “Quanno nascette Ninno”.