La musica del tagliaerba

Succede anche stamattina e ci faccio caso perché non sono distratta da impegni impellenti. Sento da lontano la musica di un tagliaerba esaltata dal sole e torno sempre lá, nel grande prato del circolo di tennis dove andavo qualche domenica con papà. Riprovo quella sensazione di libertà, di attesa e noia, di spensieratezza e solitudine quando per ore inventavo il modo di passare quel tempo tutto mio mentre papà giocava a tennis. Qualche volta portavo la mia Graziella bianca, altre incontravo Federico che aveva spesso il singhiozzo e Letizia mentre volavamo sul dondolo alla velocità massima. E nella musica del tagliaerba respiravo quel profumo verde di mattino assolato, di corse ed elemosina di grissini al ristorante del circolo. La trasgressione della bottiglia di vetro di Coca Cola, tutta per me, che scendeva con un rumore secco dal distributore delle bibite. La Lilla e Whisky, i miei amici preferiti, anzi, solo la Lilla visto che Wisky mi aveva morso. Papà sudato fradicio e contento nel suo paese dei balocchi, di racchette da tennis e palline bianche, rosse sporche di terra e gialle. Papà felice e giovane, bello, pieno di energia. Non giocavamo insieme ma la sua contentezza mi ha insegnato a vivere.

Gli angeli di Pupi

Gli Angeli di Pupi è uno dei miei viaggi di creatività senza senso, anzi un senso c’è ma lo capisco solo io. Mi piace progettare cose mai fatte, fare esperimenti, mettermi continuamente alla prova. A ottobre, in occasione di un’ospitata alla festa dei 50 anni del cinema di Pupi e Antonio Avati, il coro dei Vecchioni di Mariele ha partecipato con una fugace ma scenografica apparizione sul palco. Prima ancora di addentrarci in questa complicata avventura ho pensato subito di tesserci un filo che legasse tutte le varie fasi dell’evento: dalle prove al sopralluogo e via via ogni momento attinente. Così pezzetto per pezzetto ( o briciola per briciola visto che sono una formica…) ho messo da parte, copiato, tagliato e sistemato nella cartella chiamata “Gli Angeli di Pupi”. Continua a leggere

Ho visto Babbo Natale in vacanza!

Stamattina all’apertura del negozio ho sgranato gli occhi perché c’era proprio lui: Babbo Natale! Si ma non il solito ma IL MIO quello che ho adorato per anni sfogliando le avventure delle sue vacanze.

Infatti da bimba, vinsi per un concorso di disegno il premio di un libro che ho consumato: “Babbo Natale va in vacanza” di Raymond Briggs. Mi piaceva scoprire la vita del mio beniamino di cui si parlava solo un giorno all’anno! E il mio Babbo Natale trasformava la sua slitta in un camper, girava dalla Francia alla Scozia fino a Las Vegas, dentro disegni meravigliosi. Ma stamattina quel sogno era proprio lí in carne e ossa ma non ho avuto il coraggio di disturbarlo…

Un bicchiere di sole

Poco fa ero alla fermata dell’autobus stretta nei miei pensieri: cuffiette nelle orecchie e sguardo lontano. A un certo punto, la signora bionda che incontro tutte le mattine, mi ha fatto notare una lucertola. Dal vetro della pensilina della fermata, si vedeva il cespuglio rigoglioso di foglie e in alto, proprio in mezzo, una piccola lucertola avida di sole. Tutt’e due l’abbiamo fotografa e per un attimo sono diventata lucertola anch’io. Sola, in pericolo in alto sopra i cespugli, pur di vedere il sole.

L’ANNUNCIO DEL VECCHIONE DI STRACCI

Stanotte nel bosco di una casa in un posto incredibile, abbiamo fatto un falò per bruciare il vecchione di Capodanno. Era un fantoccio dell’altezza di mio figlio che ho cucito la notte precedente con alcuni suoi vestiti diventati piccoli. Non sapevo da che parte cominciare e dopo i primi punti ho preso coraggio inventando la testa con uno straccio.  0
Alla mattina di capodanno mio figlio ha giocato col fantoccio Continua a leggere

PRIMA DI

Mancavano pochi minuti al mio appuntamento cosí sono entrata in chiesa dove c’eravamo solo io, Sant’Antonio e il bimbo. Mi guardavano da lontano e avevo timore ad avvicinarmi. Come da bambina mi piaceva immaginare che le statue si animassero, l”ho fatto accadere. Cosí Sant’Antonio mi ha chiamata: “Franceschina!” mentre il bambinello rideva.

Infine, tesa com’ero, ho sciolto le spalle e ho respirato solo pace.

IL MISTERO NELL’ARIA DI BOLOGNA

Ieri sera era freddissimo soprattutto nella corrente dei portici del Pavaglione ma io e la mia amica non abbiamo desistito. Alle 20.19 eravamo le turiste numero uno al raduno in Piazza Galvani per la gita con Bologna Magica, alla scoperta di “Bologna Occulta 9 Misteri Per 9 Secoli Di Storia” con le passeggiate nei segreti della città.
Gli autori  e la direzione artistica di questo percorso sono dal 1995 Morena Poltronieri ed Ernesto Fazioli, dell’associazione culturale Mutus Liber.

Prima di iniziare il giro molte persone chiedevano informazioni a noi che nella nostra piccola ignoranza ci sentivamo lusingate…poi è accaduto qualcosa di strano…ci siamo scattate una foto e sullo sfondo è apparsa la scritta “scarpe” come una specie di segnale. Infatti io e lei abbiamo lavorato insieme per una vita in un negozio di scarpe e per altre strane coincidenze ci siamo ritrovate dopo tantissimi anni. Ma non so se siano coincidenze o segnali.

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