Ti aspetto

Mi piacerebbe vederti in autobus mentre chiacchieri con i tuoi amici. Vorrei scoprire che cosa scegli di mangiare quando mi dici che resti fuori a pranzo. Sarei curiosa di ascoltare i tuoi discorsi, di che argomenti trattano e come la pensi. Non riesco a immaginare che tipo di ragazzo ti potrebbe piacere e se mai ne hai avuto uno. Se hai già preso una cotta e se sei stata corrisposta. Non ho più il coraggio di confrontare la mia mano con la tua o i miei piedi mentre facciamo la bicicletta. Ma in tuttp questo buio resta accesa la luce di tutto quello che siamo state insieme. Ti aspetto a volte impaziente altre rassegnata, perché sono certa che tornerai.

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Per una manciata di minuti

Le cose cambiano, le persone, le situazioni. A volte per fortuna, altre purtroppo…Per me che ho vissuto la crescita dei miei figli, passo dopo passo, inciampo dopo inciampo, salto dopo salto, volo dopo volo fino alla loro distanza sempre maggiore il cambiamento pare enorme. Quando torno al mare poi l’impressione é ancora più nitida. Trascorrevamo giornate intere ad inventarci un tempo buono tra traversate nel mare dentro al canottino giallo, ricerche spasmodiche di bastoni e piume di gabbiano, pitture sui sassi, letture sullo sdraio, allevamenti di lumache nei giorni di pioggia e poi mi fermo sennò diventa una lista noiosa. C’erano ore in cui desideravo solo un pochino di solitudine e ora ne ho da vendere.

É giusto che accada e utile alla loro crescita. Stamattina proprio per caso ci siamo ritrovati per una manciata di minuti, ancora insieme, sulla strada della nostra edicola dove abbiamo comprato montagne di giornalini. Li guardavo da dietro dentro ai loro corpi e vestiti diversi e la sensazione é stata quella di aver fatto un buon lavoro. Nonostante tutto.

 

Su tutto

Stamattina sono stata a casa di un amico, padre di due bimbi piccoli. La madre non c’era perché era in palestra. Così mi sono chiesta com’ero io alla stessa età dei suoi figli e mi sono risposta. So per certo di aver dato tutta me stessa, anima e corpo, cuore e cervello, investendo tutto il mio tempo su loro. Spesso, soprattutto in questo periodo faticoso, mi dico che ho sbagliato perché questo investimento, volente o nolente, mi ha creato delle aspettative a volte inconsce, con il risultato che ogni loro fallimento era per me, doppio. Poi è arrivata l’adolescenza che ha creato scosse e strappi, lacrime e dispiaceri indispensabili a loro per staccarsi da me e a me per staccarmi da loro. Così prima che questo distacco diventasse voragine, mi sono cercata nelle mie passioni, nelle mie attitudini, nelle mie riflessioni. Ora mi sento una madre diversa che ha anche una propria identità che non è esclusivamente un prolungamento dei figli. La fatica più grande diventa il loro giudizio, spesso schiacciante. Ieri mentre giravo per negozi con mia figlia lei mi ha detto: “Mamma conteniti, non essere te stessa!”. Più tardi, tornando a casa in macchina, mi sono fatta seria e le ho chiesto:

“Ma tu mi stimi?”
E lei:” In che senso?”
E io: “Nel senso se hai stima per me, per come sono, per quello che faccio!”
E lei: “Si”
E io ancora: “Ma in cosa mi stimi?”
E lei: “Su tutto”.

Non so se fosse un guizzo di buonumore per il giro fatto insieme per negozi ma è stato molto, molto confortante.

Privilegiata e Fiera al Quirinale

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Quel mattino al Quirinale, ho pianto, ho riso, ho cantato e mi sono sentita, una privilegiata per aver fatto parte dell’Antoniano prima come corista poi come mamma.
Inoltre mi sono sentita fiera di essere italiana!
Le parole del Presidente Mattarella hanno valorizzato una storia, la storia musicale degli italiani, il patrimonio comune del nostro paese…