La mia storia con Pupi

Devo partire dall’inizio, dal 1981 quando, per un bellissimo caso della fortuna, partecipai al film “Dancing Paradise” di Pupi Avati con il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre. Cantammo qualche canzone travestiti da angeli nel Teatro Comunale di Budrio. Ricordo che fu bellissimo perché eravamo senza genitori e perché l’atmosfera era quella di un sogno, anche se di palcoscenici ne avevamo già saliti parecchi. Lì eravamo degli angeli che cantavano in mezzo ad un’orchestra strepitosa!


Da quel 1981 arriviamo ad un mese fa Continua a leggere

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UNA GIORNATA CON PUPI

Ho puntato la sveglia prestino per lavarmi i capelli, mettermi la crema e prepararmi con calma. Mentre faceva colazione gli ho detto: “Amore, stamattina vai da solo a scuola” e lui mi ha risposto:”va beene mamma” ributtandosi dentro il video di Laion. Quando stava per uscire di casa, con lo zaino e la borsa di ginnastica a tracolla, l’ho visto diverso o forse ero io ad essere diversa. Ho chiuso delicatamente la porta di casa e sono tornata ad occuparmi di me, solo di me, ripensando agli ultimi preparativi prima di uscire anche se ogni volta che scendevo le scale poi le risalivo scordando qualcosa. “Allora, devo ricordare i copioni, ma tanto io non recito…i documenti? ma si, meglio prenderli…se poi non mi fanno entrare? photo_2017-10-14_23-51-03La borsa di juta…mi serve a busta e poco ingombrante…il braccialetto con le note portafortuna che mi ha regalato Claudia, il panino! l’acqua, i soldi, le cuffiette, gli occhiali, le cicles e anche il caricatore del cellulare, che se faccio molte foto!” Mia figlia dormiva e mio marito si era appena alzato e sonnecchiante cercava i vestiti per imbiancare. “Bè, lui imbianca e io vado a fare l’artista…ma è felice?!” E con questo pensiero l’ho salutato e sono uscita di casa. Continua a leggere

SOTTO SETTE GRU

Martedì scorso, abbiamo assistito ad uno spettacolo, sotto sette gru, nella piazza Duomo dell’Aquila*: “Mani che…parlano” Donne della vita” . Siamo stati invitati dal gentile Paolo Del Vecchio, che ha presentato, aprendo il calendario delle manifestazioni della 723a Perdonanza, organizzato dalla Cna. Protagonista della serata l’arte e l’estro femminile nella sua evoluzione.

Raggiunta la cittadina, le crepe sparse sui palazzi sembravano cicatrici e le persone sedute nel pubblico, eroi. E mentre assistevo allo spettacolo provavo ad immaginare che cosa avessero passato quelle persone dopo quel terremoto del 2009 e alla loro resilienza…a quanto dolore era stato ricucito in quella piazza e con quanta dignità era stato imbastito quello spettacolo!photo_2017-08-28_14-29-10 (2)

Dopo un filmato sulla storia del CNA, una dimostrazione di ritmica, poi hanno sfilato bambini e donne presentando abbigliamento, accessori e vestiti da sposa inserendo anche vestiti d’epoca realizzati dall’artigianato locale e perfino la sfilata di carrozze antiche con cavalli. Inoltre ha cantato Sandro Argentieri, che non conoscevo, con grande trasporto.
L’evento era degno di una qualsiasi piazza italiana tra luci, scenografia, sfilate, presentatore e cantanti. Il freddo era pungente ma il concerto finale di Fiordaliso ci ha fatto resistere fino all’ultima nota.

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Ancora una volta mi sono detta quanto sia importante risollevarsi e andare avanti a testa alta. Quelli aquilani ne erano l’esempio.


Da Wikipedia L’Aquila: *Il motto “Immota manet” significa “Resta ferma”. L’espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda.

ORIZZONTE

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Ieri ho replicato il giro mattutino e ho trovato una piacevole sorpresa. Ero già molto stanca quando ho raggiunto la passeggiata del Lisippo (la passeggiata più lunga dell’Adriatico!) ma appena ho intravisto dei colori, mi si è riacceso l’entusiasmo per proseguire. Così mi sono fermata a fotografare tutti i murales che costeggiavano il mare.
Si tratta del progetto “Orizzonte” inaugurato il 24 giugno, che proseguirà a settembre, Continua a leggere

IL POETA DELLA CRETA

La curiosità fa strani scherzi e spinta da un’energia inspiegabile, sola, con 30 gradi, mi sono decisa ad andare alla mostra di Cleto Tomba a Castel San Pietro. Come al solito ci ho messo “un po’ più di tempo” a trovare il posto, nonostante il navigatore, ma ormai convivo con questo mio grande limite. Arrivata alla mostra, mi sono infilata giù per una scalinata silenziosa per poi sbucare in una sala dove una signora molto gentile mi porgeva la mappa. Per gentilezza l’ho presa pur sapendo che mi sarebbe servita ben a poco. Poi ho iniziato a guardare le piccole vetrine con le sculturine di Cleto Tomba, suddivise per tema. E avvicinandomi era incredibile notare la quantità di particolari che rendevano le figure così realiste. Intanto mi scappava l’occhio perché in realtà speravo di trovare qualche scultura del Piccolo Coro ma poco dopo mi sono accorta che non erano state esposte. Magari si trovano proprio all’Antoniano…Poi ho ascoltato qualche spiegazione del curatore, Piero Degliesposti che riusciva a fare rivivere quelle sagome con le sue parole.
Così mi sono gustata quelle sorprendenti opere d’arte sentendomi piccola come ogni volta che mi trovo di fronte a qualcosa di grande.

 

UN ABBRACCIO A PATRIZIA

C’è stato un periodo in cui al sabato mattina portavo mio figlio a lezioni di teatro, in una saletta di fianco al comune. Lui si divertiva ma, egoisticamente, molto di più io che, alla fine di ogni appuntamento, rimanevo per lungo tempo a chiacchierare con la sua insegnante. Una donna che sprizza energia e simpatia da tutti i pori!
Oggi compie gli anni e anche se questo è un miliardesimo dei lavori che ha fatto (e credo quello meno importante) rido ogni volta che la vedo…

Auguri Patrizia!