GLI STUDENTI COME STAMPINI

Prima di dormire nella penombra dove si ragiona meglio, gli ho chiesto, come vorresti la scuola?

Le sue risposte sono state:
“Mi piacerebbe che non dividessero gli amici perché chiacchierano , perché se uno è felice impara meglio.
Vorrei che insegnassero lasciando sbagliare.
Dovrebbero dare una seconda possibilità e non subito una nota.
Vorrei che ridessero e scherzassero un po’ anche se certi professori già lo fanno.
Dovrebbero avere pazienza quando uno non capisce e spiegare un’altra volta.
Le verifiche dovrebbero esser fatte come se fossero un divertimento.
Dovrebbero far fare qualcosa di creativo come disegnare perché stimola la fantasia.”

E io che mi aspettavo risposte tipo: meno giorni di scuola, intervalli più lunghi e sparizione dei compiti….

Cari Dirigenti, Professori, Educatori, Insegnanti è ora di smetterla di trattare gli studenti come stampini…

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IL PICCOLO GRANDE ZEUS

Ieri pomeriggio c’è stata la recita di Natale della classe di Zucchetto.
Una lettura animata con canti.
A lui piacciono molto queste cose e si entusiasma nell’ imparare il copione, le musiche ed inventare il travestimento.

Zeus
La maestra, che ha capito queste sue doti, le valorizza con grande enfasi.
Durante lo spettacolo, interpretava Zeus ed era il solista di varie canzoni.
Era visibilmente a disagio nelle parti insicure, stava distante dal microfono e non si atteggiava a divo.
Perché far parte del piccolo coro può dare effetti collaterali…

In mezzo ai compagni era microscopico ma la grinta con cui partecipava era incredibile. Con il copione copriva completamente il viso ma la sua voce risuonava forte!

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