Un coro di silenzio

Solito appuntamento alle 20.30 nella scuola, per le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”. Insolito scenario grazie a nuovi ospiti…tante le cose da realizzare, poca la concentrazione, infatti prevale sempre la voglia di divertirsi tra continue interruzioni. Finalmente stasera c’è Luciana, la direttrice che a modo suo ci tiene tutti a bada, riuscendo a farci concludere qualcosa, nonostante tutte le sorprese. Una di queste, Sara che non vedevamo da tempo, poi Claudio un ragazzo dell’accademia del cinema, che è venuto per realizzare un video ed Eloisa, ex corista che con la musica non ci gioca e basta ma l’ha scelta come pane quotidiano.

Nel pomeriggio, con Angela e Claudio siamo stati al teatro dove prossimamente canteremo per un paio di minuti. Un paio di minuti con alle spalle tantissimi ragionamenti, accordi, disaccordi e tutto quello che richiede un’esibizione come si deve! Dovevamo capire gli spazi, le posizioni, gli spostamenti, le luci, i costumi e salire su quel pavimento scricchiolante era già musica!


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Il mio “qualcosa di buono” al PalaDozza

Se devo proprio essere sincera a me del basket non é mai importato nulla ma semplicemente accompagnavo il mio fidanzato a vedere le partite. Lui, invece, era un tifoso sfegatato che durante le partite dava il peggio di sé per un fallo o un passi o uno dei mille nomi che indicavano una regola a me incomprensibile. Ci provava a spiegarmele e dopo un po’ facevo di si con la testa perché più entrava nei particolari e meno capivo. Quelle erano le mie domeniche di riposo, visto che lavoravo in negozio tutta la settimana. Parliamo del 1989. La nostra postazione era sull’anello, dove per avere un pezzettino di transenna libera dovevi arrivare con largo anticipo. Ricordo molto bene quanto fosse frastornato il mio mancato senso dell’orientamento da quel cerchio tremendo dove il mio fidanzato, invece, si orientava a meraviglia e non so ancora come sono riuscita, anni dopo, a diventare cassiera del palazzo per qualche anno. Fissavo la piantina del palazzo come un geroglifico e depistavo le domande specifiche degli aquirenti con sorrisi e gentilezza. Ma tornando al girone dell’anello, dove faceva un caldo tremendo, era anche l’occasione per incontrare gente, soprattutto prima della partita (mentre uno dei due occupava la transenna conquistata) o tra un tempo e l’altro. Quindi anch’io ero una tifosa Virtus ma non tanto del basket ma dell’energia di massa in cui m’infilavo, a volte a disagio, altre piacevolmente. Mi piaceva vedere i tifosi esultare, adoravo le coreografie spalmate sulle gradinate e assorbivo per osmosi qualcosa di buono. Il bello é che sono dovuta tornare nell’anello per chiudere il cerchio e capire cosa fosse quel “qualcosa di buono”, infatti proprio ieri ho assistito al docufilm al Paladozza: “Tutto il palazzo” sempre con lo stesso fidanzato, ora marito, di allora.

Non voglio svelare il mio “qualcosa di buono” e invito tutti i bolognesi a trovare il proprio, dopo la visione del film!

TRAILER:

https://video.repubblica.it/edizione/bologna/tutto-il-palazzo-il-trailer-del-film-sulla-storia-del-paladozza/301787/302416

Modelli di “Barbie”a cui ispirarsi?

Lo ammetto, la Barbie mi è sempre stata antipatica e l’unica che ho amato era la Skipper forse perché con un semplice gesto del braccio cresceva come avrei voluto crescere io…ma la Barbie proprio no con quella faccetta perfetta, il fisico mozzafiato e tanti capelli lunghi e biondi!
Ma i tempi cambiano e anche i produttori di giocattoli, che sono più attenti alle esigenze dei bambini di oggi (o ai genitori, bambini di ieri?). Quindi s’inventano le Barbie intelligenti, quelle colte, quelle sportive, quelle grasse, quelle basse e i Ken normali perché i bambini possano avere dei riferimenti più realistici cui potersi ispirare.
Nella nuova linea di Barbie che uscirà domani, in occasione della festa della donna, troviamo: una “Prima Ballerina”, una “Campionessa di Scherma”, una “Campionessa di Ginnastica Artistica”, una “Modella Curvy”, una “Campionessa di Pallavolo”, una “Chef di fama mondiale”, una “Artista indimenticabile”, una “Regista”, una “Matematica e Fisica alla Nasa”, una “Campionessa di Box”, una “Aviatrice e Pioniera”, una “Capitano della Nazionale femminile italiana”…
Lo slogan finale: “Puoi essere tutto ciò che desideri”.

Quindi lo standard della bellezza è stato sostituito dalla professione.
Manca ancora una cosa: “la normalità“…

Le Selezioni all’Apericena

Giovedì scorso, invece di fare le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”, nella scuola dell’Antoniano, siamo stai invitati alla Fondazione Mariele Ventre. Maria Antonietta ci ha offerto una splendida accoglienza, prima con un ricco apericena poi dandoci la possibilità di cantare in una delle sale. L’atmosfera era allegra e familiare mentre tra una foto di gruppo senza neanche tutti gli invitati, qualcuno si guardava intorno cercando pezzi di vita trascorsa. Paolo ispezionava la foto sul pianoforte di “Dancing Paradise” mentre Lorenzo fotografava premi appesi alle pareti. I cioccolatini con la mandorla facevano da tentatori mentre si brindava con lo spumante.

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Riempite le pance, abbiamo aperto le sedie e iniziata la selezione delle canzoni. Luciana, la direttrice, ha raccolto in una sacca di tela tutti i bigliettini dei presenti dov’erano scritte le canzoni preferite da poter aggiungere al repertorio concertistico! Quindi, tutti seduti abbiamo giocato allo spoglio delle canzoni. Luciana pescava i bigliettini, Maria Antonietta ne leggeva i titoli  mentre ognuno (più o meno nella confusione generale) motivava la sua scelta. Alcune sono uscite doppie, altre per molti sconosciute, a seconda del periodo di frequentazione dei vari coristi nel Piccolo Coro. Fabio aveva continue perdite di memoria e si divertiva a sabotare le mie riprese video. Fioccavano mescolanze assurde tra un brano di Walt Disney vicino ad una canzone per il terremoto, tra le varie ovazioni generali. Ma non contenti, dopo ogni scelta, ne cantavamo un pezzo, accendendoci come un jukebox! Le parole, i respiri, le note, tutto tornava alla mente come se l’avessimo cantato due giorni prima. E questo incanto che si ripete, altri non è che il frutto di tanto studio che, probabilmente  associato alle nostre singole emotività, è rimasto impresso nelle nostre memorie. E come non ridere, prendersi in giro o intenerirsi dinnanzi a tanta gioia?!
Meraviglioso…