Stavolta non solo per noi…

photo_2019-02-19_22-40-42.jpg

Quando si organizza un evento è veramente difficile prevederne le presenze. Anche le prenotazioni possono trasformarsi in posti vuoti, così come le promesse via messaggio, mail, telefonata. Ma l’incognita fa parte dell’adrenalina da attesa.

Appuntamento alle 17.30 con Luciana, in perfetto orario. Entriamo nello splendido oratorio San Filippo Neri, scorgo l’organizzatore e scorro velocemente i nomi attaccati alle poltroncine mentre mi dico che sta per accadere di nuovo, che non è solo un sogno infantile. Anche oggi si realizzerà il Docu-Concerto “ZUM ZUM ZUM Zumando dal Piccolo Coro ai Vecchioni di Mariele” ideato e realizzato da Testimonianze Musicali con il coro Vecchioni di Mariele.
Saluto il tecnico e poco dopo Continua a leggere

Annunci

Siamo tutti accesi

Alle 20 il corridoio della scuola é ancora pieno dei bambini e genitori del Piccolo Coro che si salutano frettolosamente scambiandosi gli auguri. Dopo un quarto d’ora sono sola ad aspettare “gli altri bambini: i Vecchioni di Mariele”. Nel silenzio gusto l’attesa. All’improvviso spunta “la Peppina”, Simonetta, con un cabaret di squisitezze, poi Claudia, la corista più recente e via via le sorelle Boriani, i fratelli Rubini, le sorelle Kuhn… ora la scuola é piena di bimbi cresciuti (o sperduti?!) che scherzano e ridono attorno a un tavolo pieno di leccornie. Senza metterci d’accordo é saltata fuori Continua a leggere

Un coro di silenzio

Solito appuntamento alle 20.30 nella scuola, per le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”. Insolito scenario grazie a nuovi ospiti…tante le cose da realizzare, poca la concentrazione, infatti prevale sempre la voglia di divertirsi tra continue interruzioni. Finalmente stasera c’è Luciana, la direttrice che a modo suo ci tiene tutti a bada, riuscendo a farci concludere qualcosa, nonostante tutte le sorprese. Una di queste, Sara che non vedevamo da tempo, poi Claudio un ragazzo dell’accademia del cinema, che è venuto per realizzare un video ed Eloisa, ex corista che con la musica non ci gioca e basta ma l’ha scelta come pane quotidiano.

Nel pomeriggio, con Angela e Claudio siamo stati al teatro dove prossimamente canteremo per un paio di minuti. Un paio di minuti con alle spalle tantissimi ragionamenti, accordi, disaccordi e tutto quello che richiede un’esibizione come si deve! Dovevamo capire gli spazi, le posizioni, gli spostamenti, le luci, i costumi e salire su quel pavimento scricchiolante era già musica!


Continua a leggere

Il mio “qualcosa di buono” al PalaDozza

Se devo proprio essere sincera a me del basket non é mai importato nulla ma semplicemente accompagnavo il mio fidanzato a vedere le partite. Lui, invece, era un tifoso sfegatato che durante le partite dava il peggio di sé per un fallo o un passi o uno dei mille nomi che indicavano una regola a me incomprensibile. Ci provava a spiegarmele e dopo un po’ facevo di si con la testa perché più entrava nei particolari e meno capivo. Quelle erano le mie domeniche di riposo, visto che lavoravo in negozio tutta la settimana. Parliamo del 1989. La nostra postazione era sull’anello, dove per avere un pezzettino di transenna libera dovevi arrivare con largo anticipo. Ricordo molto bene quanto fosse frastornato il mio mancato senso dell’orientamento da quel cerchio tremendo dove il mio fidanzato, invece, si orientava a meraviglia e non so ancora come sono riuscita, anni dopo, a diventare cassiera del palazzo per qualche anno. Fissavo la piantina del palazzo come un geroglifico e depistavo le domande specifiche degli aquirenti con sorrisi e gentilezza. Ma tornando al girone dell’anello, dove faceva un caldo tremendo, era anche l’occasione per incontrare gente, soprattutto prima della partita (mentre uno dei due occupava la transenna conquistata) o tra un tempo e l’altro. Quindi anch’io ero una tifosa Virtus ma non tanto del basket ma dell’energia di massa in cui m’infilavo, a volte a disagio, altre piacevolmente. Mi piaceva vedere i tifosi esultare, adoravo le coreografie spalmate sulle gradinate e assorbivo per osmosi qualcosa di buono. Il bello é che sono dovuta tornare nell’anello per chiudere il cerchio e capire cosa fosse quel “qualcosa di buono”, infatti proprio ieri ho assistito al docufilm al Paladozza: “Tutto il palazzo” sempre con lo stesso fidanzato, ora marito, di allora.

Non voglio svelare il mio “qualcosa di buono” e invito tutti i bolognesi a trovare il proprio, dopo la visione del film!

TRAILER:

https://video.repubblica.it/edizione/bologna/tutto-il-palazzo-il-trailer-del-film-sulla-storia-del-paladozza/301787/302416