Prospettiva Disordine

Fino a un po’ di tempo fa, facevo questa passeggiata sperando di perdere un po’ di grasso, perdere un po’ di ciccia, sentirmi meno tonda, poi ho cambiato prospettiva e adesso cerco di fare un po’ di disordine nelle idee per distruggerle, spostarle, smontarle e crearne delle nuove e funziona! lo consiglio a tutti, basta un po’ di natura, qualche salita, un po’ di solitudine e tanta buona volontà…

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OCCHI APERTI

Oggi è accaduto qualcosa d’inverosimile.
Ho aperto gli occhi…Sola sulla collina ho camminato immersa nella natura. E ogni cosa che incontravo lungo il sentiero era viva, interessante e unica. In silenzio ho ascoltato ogni fruscio, caduta di ghianda e spostamento d’erba mentre la salita mi ha ricordato quanto sia fondamentale per godere la discesa. E i colori erano accesi, gli steli poesia e la terra ritorno. Oggi ho compreso che farmi un tutt’uno con la natura mi rivitalizza. I pensieri brutti hanno cambiato forma e quelli bui hanno ripreso luce.

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Il volo

Ieri mattina durante il tragitto da casa a scuola io e mio figlio abbiamo trovato una tortora che non riusciva a volare. Affossata nell’erba del parco, cercava di muoversi ma la coda era storta e la zampetta immobile. Cosí mio figlio ha sollecitato la mia coscienza dicendomi di fare qualcosa e io tra un “corri che é tardi” e un “non ti preoccupare” l’ho rassicurato. Quando è entrato a scuola ho ripercorso lo stesso tragitto e la tortorella era ancora lí, viva e ferma. Cosí tra ricerche google e telefonate ho cercato, invano, una soluzione. Ogni numero me ne dava un altro tra infinite attese.  Nel frattempo, al parco, un nonno col nipotino collaborava solo a distrarmi con i suoi racconti dei vari incidenti avuti con animali. Alla fine sono tornata a casa senza aver trovato il modo di salvarla. L’idea di raccoglierla l’avevo subito scartata considerando quanto sono schizzinosa e poi quel movimento tra le mani non l’avrei contenuto.
Uscito da scuola mio figlio era arrabbiato perché aveva rivisto la tortorella ancora lí mentre i miei sensi di colpa crescevano. Così, alla fine, mi sono fatta convincere e nel bel mezzo del mio lavoro e dei suoi compiti, siamo tornati al parco in macchina. Abbiamo portato una scatola di cartone, un paio di guanti e un crostino di pane, determinati nella nostra missione di salvataggio. Arrivati nell’erba la tortora cercava di svolazzare mentre mio figlio indossava i guanti per prenderla.

Non sapeva da che parte sollevarla mentre l’ala si muoveva agitata. E tra un incitamento e una carezza sulla piccola testa, Continua a leggere

ATTRAVERSO IL PAESAGGIO SILENZIOSO

Mi sono alzata presto per ritrovare quel paesaggio silenzioso che ogni tanto attraverso, sola, in estate.

Prima il mare con il tappeto di sassi…

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Il luna park addormentato…

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Il molo con qualche pescatore e la torre del bagnino…

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La casetta scrostata di “Tittincubo”

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Lo spazzino, gli sdrai in fila, la passeggiata vuota…

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Le bandiere, la rotonda e la rosa dei venti

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Infine due sculture…poi ho sentito dei goccioloni e sono tornata indietro…

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LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Giovedì mattino era nuvolo ma avevamo qualche ora libera prima delle prove del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, al Festival di Sanremo. Dalla finestra di Villa San Giuseppe si vedeva la spiaggia ed è stato naturale volerla raggiungere… così, dopo una bomba alla crema siamo usciti nel fruscio delle palme.
La passeggiata del lungomare di San Bartolomeo al Mare era piena di alberi e quasi deserta.
Abbiamo camminato in silenzio Continua a leggere

Mi sono vista come un toro con due parti amputate che non riesce a passare da una porta….straziante ma meraviglioso che qualcuno sia riuscito a descrivere così la mia vivacità. Una vivacità che cerca continuamente di uscire, esplodere, vivere. Ed esplode quando canto, s’insinua quando ballo, mi scappa qualche volta quando scrivo ma sopratutto la porto con me nello sguardo. E più mi conosco più lei, la vivacità si fa largo sguaiata e maleducata perché non chiede più neanche il permesso. Appiccicata come una seconda pelle, attaccata come un braccio questa vivacità inquieta, elettrica mai sazia.