SOCIAL-MENTE UTILE

Tempo fa mi sono intrufolata in una lezione aperta nello studio televisivo dell’Antoniano, dove si parlava di video, tv, social e molto altro. Tra i vari argomenti (che spaziavano dall’inquadratura del soggetto, allo spessore di un cavo) mi ha colpito il messaggio sui modelli da non seguire! Finte e facili vite ci vengono proposte ogni giorno su YOUTUBE, Facebook, Instagram come fossero la normalità dove ragazzi giovani magri, belli, ricchi, abbronzati e sorridenti, condividono la loro quotidianità tra mille “casualissimi” sponsor. Il pubblico più ingenuo e influenzabile non s’immagina nemmeno quante persone esperte lavorino dietro a questi video amatoriali.

Così, ho maturato due idee.

La prima è che qualcuno dovrebbe utilizzare questa moda, al contrario, appassionando il pubblico alla semplicità dei comuni mortali, lasciando che si rispecchino e s’immedesimino, passando il messaggio che l’unicità rende speciali e liberi.

La seconda riflessione riguarda l’uso dei social che credo siano un’ampia forma d’espressione.
Per me, postare pensieri, rileggere episodi e riguardare foto diventano una specie di coscienza riflessa.
Io lo consiglio.

LA STANZA DEI BOTTONI

La stanza dei bottoni tratto da:
“MI MU MA di Mio, di Musica, di Mariele” di Francesca Bernardi
Durata: 3′.59″ narrato da F.C

In questo brano racconto com’era la prima sala d’incisione dell’Antoniano,
operativa fino al 1980.
Il ricordo è quello di una bambina, ex corista del Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre.

LA MATRIOSKA VUOTA

Mi cade l’occhio sulla donna di fronte che si accarezza il pancione stesa sullo sdraio, all’ombra di una tela rigata e un libro.
La invidio perché per me quello è stato il periodo più bello della mia vita.
Mi sentivo parte di qualcosa di superiore, di miracoloso, di divino come “custodire e crescere una vita“. Per cui era sufficiente occuparsi della propria salute, sapendo di farlo per due. E non avere quell’ansia del FARE, dell’ESSERE, del REALIZZARE. Infatti, già ogni singolo giorno era tutto ciò. Il cibo che si mangiava, l’aria che si respirava, il sonno che si dormiva, i passi che si camminavano.
Tutto così semplice ma così grande, superiore ai miseri sogni umani mai sazi.
In quello stato mi sentivo come un meraviglioso recipiente di vita…

A TUTTI I GENITORI DI ADOLESCENTI

Stamattina ti ho sentita di sfuggita al telefono e ho pensato a queste parole…


Una piccola parte di te
di Gianfranco Fasano – Fabrizio Berlincioni – Gianfranco Fasano

Quando crescono i figli, non li tieni più in braccio 
E diventi un ostaggio, per il loro futuro 
E si alza quel muro che non c’era mai stato 
Che segna il confine tra preteso e già dato… 
Quando crescono i figli non ti danno più retta 
Hanno sempre ragione, vanno troppo di fretta 
Sanno dirti soltanto Buonanotte o Buongiorno 
E ti accorgi che è meglio… se ti levi di torno… 
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UNA FORMA DEFORME

Il posto era perfetto: sole, mare, spiaggia a pochi metri, casa rimessa a nuovo, amici vicini. Da mesi cullavo l’idea di una parentesi inconsueta dove riuscire a ritrovare altre parti di me stessa, dove trascorrere tempo con mio marito, dove poter far vivere nuove esperienze ai miei figli. Ma, ma. Non eravamo soli e le dinamiche familiari hanno preso una forma deforme. Quindi eccoci a casa con l’orgoglio ferito e l’umore a terra. La convivenza con mio suocero non ha funzionato. Peccato perché le prerogative erano tutte positive. Alla fine il denaro vince su ogni cosa ma non per tutti…

IL VIAGGIO NEL SIGNIFICATO

All’incirca un anno fa, grazie a Ginetta Maria Fino è iniziato il viaggio attraverso la mia storia che ho depositato all’Archivio dei Diari:
https://zuccazoe.com/2016/08/10/otto-2/#more-14610
La mia infanzia, il mio coro, la mia
Mariele e tutte le esperienze che mi hanno formata. Mi sono specchiata nella mia vita poi l’immagine è uscita dallo specchio, mi ha preso per mano e mi ha portata fin qui. E consiglio a chiunque questo viaggio nell’incuriosirsi di sè, a tratti doloroso, ma necessario per una vita significativa.