COLORE, PESO E CONSISTENZA

Ci mancava poco che diventassi “incolore” grazie al lavoro che facevo e alla vita che conducevo. Poi sono nati i miei figli e ogni cosa ha cambiato colore, peso e consistenza.
Infatti continuo a credere che “i figli siano un’ottima occasione per crescere” (come ho ascoltato tante volte da Daniela Pozzana e Teresa Mazzoni..!)
E crescere significa essere curiosi, avere coraggio, mettersi in discussione, scoprire, cambiare idea, conoscere, sbagliare e ancora sbagliare,  ma correndo a braccia aperte verso il mondo…

 

 

LINEA RETTA

Questo atteggiamento del dover nascondere la tristezza non lo condivido. Fa parte del quotidiano, succede, piomba addosso, alcune volte senza neanche un motivo apparente ma forse può bastare anche un cielo grigio, un’insicurezza, una delusione. Ecco, io oggi mi sento triste ma non ho voglia di sentirmi anche in colpa per questo…e la consolazione che mi da sollievo è che prediligo alti e bassi ad una linea retta…quella linea della fila, della media, della bocca senza espressione….

Stamattina verso le 11 mi ha telefonato la bidella della scuola, dicendomi di andare a prendere mio figlio che non stava bene. Prima di riattaccare ha aggiunto: “la aspettiamo con ansia”. CON ANSIA? È bastata questa semplice parolina a farla venire a me l’ansia…e ho iniziato a pensare alle peggio cose che gli potevano essere successe…”magari è caduto…o ha sbattuto la testa…si è rotto qualcosa…” e in questo stato di agitazione mi sono precipitata a scuola. Arrivata nell’atrio, l’ho visto, intero, seduto sulla panca con la faccia sbattuta e gli ho subito chiesto che cosa gli fosse successo: mal di pancia.
Così mentre firmavo il permesso per l’uscita anticipata, ho spiegato alla bidella che prima di usare certe parole al telefono dovrebbe pensarci….lei è caduta dalle nuvole ma ha capito e si è scusata. Ecco, ancora una volta avrei potuto starmene zitta, prendere mio figlio contenta e portarmelo a casa. Invece no.

In macchina mio figlio non faceva che giustificarsi perchè temeva non lo credessi. Spiegava nei dettagli che cosa gli era successo, che cosa aveva detto la prof. e che altri compagni si erano sentiti male. Tempo fa ero molto rigida e qualche volta mettevo in dubbio certi atteggiamenti. Invece no. Oggi credo che una richiesta di aiuto non debba mai essere negata.

L’ENNESIMA MORALE DEL CANTAESOPO

Avevo tre, forse quattro anni quando ascoltavo le canzoni del Cantaesopo del 1973 con le musiche del Maestro Giovanni Bruno Martelli e le voci del Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre. Il disco raccoglie 13 favole di Esopo cantate e narrate, dove, i protagonisti sono degli animali che insegnano una morale grazie alle loro storie. Pillole di saggezza.
Sola nella mia camera, ascoltavo a ripetizione il disco, infilandomi nelle fiabe e finendo ora in uno stagno e subito dopo nella casa di un contadino. Le voci erano di bambini che conoscevo, poiché mia sorella cantava nel Piccolo Coro prima di me. C’erano Cristiana, mia sorella Barbara, Arcibaldo e tanti altri ma la mia preferita era Luciana.

La voce di Luciana

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