La parola io

Il mio Io l’avevo ignorato, trascurato poi addirittura perduto.
Ma da quando sono nati i miei figli ho iniziato a osservare le nostre reciproche crescite e invece di accontentarmi della maternità, ho ricercato anche me stessa.
Il mio blog Zucca Zoe è stato fondamentale perché ha specchiato molto del mio Io.
Oggi credo che senza quell’Io mi sentirei una donna apatica, concentrata solo sull’adolescenza dei miei figli e triste, molto triste.
Ho capito quanta vita bella ho perduto per essere rimasta a lungo addormentata sulla superficie…


L’io di Gaber esagera, il mio cerco di tenerlo a bada…

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La formica che non può mica!

Lo so, dovrei ascoltare il Grillo che mi dice di fermarmi e magari di mettermi in fila, in ordine, insieme alle altre formichine.
Lo so, dovrei concentrarmi su poche cose, semplici e normali, magari facendo lavorare meno i pensieri.
Lo so, dovrei galleggiare sopra una vita tranquilla, facendomi trasportare dalle correnti, magari stando solo attenta a non cadere.
Lo so, dovrei dormire sonni beati ora che ho trovato un lavoro, che la salute è buona e che la famiglia sta bene, magari apprezzando le mie fortune.
Lo so, dovrei smetterla di cercare briciole dai sapori diversi e magari percorrere sempre lo stesso sentiero.

Lo so, ma non posso essere diversa da quella che sono.

La ragione ragionevole

Da pochi giorni ho iniziato un nuovo lavoro e ho capito una cosa importantissima! L’intelligenza non sta nella soluzione che trovo affrontando le cose ma nel modo di fronteggiarle.
Sto accantonando la brutta abitudine dell’aver ragione per dare spazio alla sola ragione. Modellarsi a seconda delle circostanze stando bene in ogni luogo, con ogni persona, in ogni situazione.

C’è tutto quello che tu l’hai fatta diventare

Ci sono cose che non si possono cambiare…come una canzone, per esempio.
Dentro a una canzone non ci sono solo le parole, il ritmo e le note ma tutte le emozioni incollate da ogni lato.
C’è tutto quello che tu l’hai fatta diventare.
Quindi quando sento un nuovo arrangiamento è come se guardassi una foto ritagliata e con i soggetti cancellati col pennarello. Può essere anche una meraviglia ma per chi l’ha vissuta è un emozione che non si può trasformare.

Modelli di “Barbie”a cui ispirarsi?

Lo ammetto, la Barbie mi è sempre stata antipatica e l’unica che ho amato era la Skipper forse perché con un semplice gesto del braccio cresceva come avrei voluto crescere io…ma la Barbie proprio no con quella faccetta perfetta, il fisico mozzafiato e tanti capelli lunghi e biondi!
Ma i tempi cambiano e anche i produttori di giocattoli, che sono più attenti alle esigenze dei bambini di oggi (o ai genitori, bambini di ieri?). Quindi s’inventano le Barbie intelligenti, quelle colte, quelle sportive, quelle grasse, quelle basse e i Ken normali perché i bambini possano avere dei riferimenti più realistici cui potersi ispirare.
Nella nuova linea di Barbie che uscirà domani, in occasione della festa della donna, troviamo: una “Prima Ballerina”, una “Campionessa di Scherma”, una “Campionessa di Ginnastica Artistica”, una “Modella Curvy”, una “Campionessa di Pallavolo”, una “Chef di fama mondiale”, una “Artista indimenticabile”, una “Regista”, una “Matematica e Fisica alla Nasa”, una “Campionessa di Box”, una “Aviatrice e Pioniera”, una “Capitano della Nazionale femminile italiana”…
Lo slogan finale: “Puoi essere tutto ciò che desideri”.

Quindi lo standard della bellezza è stato sostituito dalla professione.
Manca ancora una cosa: “la normalità“…

Mi sono sempre piaciute le scimmie perchè assomigliano tanto al genere umano e soprattutto perchè sono buffe e curiose. Da bambina per un certo periodo erano la mia passione…

Oggi ho trovato un video in rete che ha catturato la mia attenzione proprio grazie alle scimmie e per “un’appassionata (fissata?) di significati” come sono io, ne ho trovati veramente tanti.

Oggi, rispetto al video, sono una scimmia “arrampicata alla scala” che dondola, ad un’altezza smisurata. Per anni ho allenato la mia creatività partendo dall’osservazione minuziosa poi passando alla scrittura. Sono uscita dal branco cercando la mia strada, trasformando la frase odiosa:

è sempre stato così
in
è sempre stato così perché e potrebbe (o non dovrebbe) diventare…

Ho inseguito l’intuitività salendo i gradini della scala, molte volte sbattendo il sedere per terra! Ora sono salita ancora, ma il casco di banane nemmeno lo vedo, mentre dondolo penzolante ma pur sempre appassionata…