Il Nettuno “d’oro” o il silenzio?!

La settimana é iniziata con gli articoli nelle prime pagine dei quotidiani che parlano dell’annullamento del concerto in Piazza Maggiore il 12 giugno con “Lo Stato sociale.”

Valore culturale inadeguato per la Soprintendenza.

Lasciando da parte i giudizi sulla scelta, resto amareggiata dall’ennesima delusione giornalistica bolognese. Innanzitutto la notizia non é completa, visto che al concerto avrebbe partecipato per metà, anche il Piccolo Coro “Mariele Ventre”  (infatti mi domandavo come avrebbero gestito quest’accoppiata musicale, considerandoli opposti nel linguaggio e nel pubblico).

La seconda amarezza é che le “notizie cattive” tolgono sempre spazio a quelle buone. Se magari si fosse riportata, con la giusta visibilità  la notizia della consegna del 14 maggio del Nettuno d’Oro al Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni, la Soprintendenza non avrebbe potuto contraddirsi. In effetti é lo Stato Sociale che avrebbe fatto un concerto col Piccolo Coro (di anni 55 di carriera) non viceversa…

 

Potrebbe interessarti: http://www.bolognatoday.it/cronaca/stato-sociale-concerto-piazza-maggiore-soprintendenza.html
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L’amore non si spiega

In questo periodo sto provando sulla mia pelle questo tipo d’amore che mai avrei creduto di saper accogliere…”il mistero”, “la diversità”, “l’indolenza” e molto, molto altro. Ti amo perché sei tu, perché sei unica, perché non so nemmeno spiegarlo.

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20 anni e sentirli tutti

Proprio oggi, 20 anni fa ero a casa dei miei, in salotto con la finestra aperta mentre Silvia mi faceva bella. Stranamente ero calma, estremamente calma al contrario di tutte le persone intorno. Dopo mesi di preparativi e pianificazioni è arrivato il 17 maggio insieme a 130 invitati con relative bomboniere confezionate una ad una da papà. Avevo assoldato il fidanzato di mia sorella perché controllasse la puntualità dello sposo perché arrivare davanti alla chiesa per prima sarebbe stato tremendo…il mio vestito era perfetto perché era semplice e comodo…un po’ meno le scarpe (che erano costate di piu dell”abito)…prima di arrivare al portone della chiesa, ho convinto la mia amica/autista a fermarsi davanti al bar Rosso Blu per fumarmi una paglia mentre mio padre era spazientito…scesa dalla macchina, sarei risalita perché tutti quegli occhi addosso appesantivano il momento…lo sposo era incredibilmente in orario! elegante e imbarazzato mentre la messa é stata celebrata da un prete odioso nonostante la mia sete di condivisione…mio padre commosso quando mi ha consegnata allo sposo davanti all’altare…la fede che non entrava nel dito del futuro sposo..il mio pianto singhiozzante sull’Ave Verum cantata da un gruppo di amici, ex coristi del Piccolo Coro…l’uscita dalla chiesa raggiante e i festeggiamenti gioiosi e goderecci “(hanno” mangiato tutti benissimo!)

Poi grazie al video posso mantenere vivi molti ricordi di quel giorno che alla sera avevo dimenticato perché il mio cervello non aveva posto sufficiente per tutte quelle emozioni contrastanti.

Però ricordo bene il giorno dopo quando io e il mio sposo novello, sotto ai portici del nostro nuovo paese di residenza, abbiamo pensato: “Cavolo siamo sposati” con una sensazione spiacevole. Lo desideravamo da tempo e non c’era nessuna gravidanza in corso ma in quel momento ci siamo spaventati.

20 anni sono tanti soprattutto per due come noi che ci siamo vissuti tanto anche grazie alle scelte lavorative. Intanto siamo cresciuti, siamo invecchiati, siamo cambiati e di quella sbarbina di 20 anni fa non trovo molte cose in comune. É stato bello ma é stato anche brutto, é stato facile ma anche estremamente difficile.

La luce accesa per 55 anni

Succede che quando sono contenta non ho paura di nulla. Infatti alla fine dello spettacolo ho afferrato il sindaco Merola per il braccio per fare una foto con i Vecchioni di Mariele!

E stasera la contentezza correva dentro di me all’impazzata perché il coro, il mio coro, il nostro coro, il vostro coro ha vinto un premio speciale: “Il Nettuno d’Oro”.

E tutto quel brillare era la luce rimasta accesa per 55 anni. La luce dei coristi e delle loro direttrici.

E se ripenso a qualche anno fa ricordo Sabrina Simoni che alla fine dei primi concerti dei miei figli, guardava stupita la mia faccia sconvolta dal pianto per l’emozione. Altre volte mi guardava stupita per la mia incredulità ai concerti mezzi vuoti. Altre ancora mi guardava stupita per tutta quella passione che animava i miei discorsi.

Ma oggi ero io a guardarla stupita mentre dirigeva il Piccolo Coro dopo 23 anni.

“I fanatici” del Piccolo Coro “Mariele Ventre”

Oggi c’è stato un concerto del Piccolo Coro “Mariele Ventre” per le selezioni del 61° Zecchino d’Oro. L’ultimo brano eseguito: “Una vita in vacanza”, ha fatto esplodere un gruppo di adulti che hanno iniziato a saltare e cantare scatenati. Non contenti, mimavano le mosse della canzone e la gioia si poteva quasi toccare. Non era mai successo ma sono andati fin sotto al palco continuando nella follia di gruppo. Certamente il pubblico in sala avrá pensato: “Che fanatici” e non hanno sbagliato. Infatti quei fanatici sono i primi fans del Piccolo Coro: “i genitori!”