DENTRO ALL’ALTROVE MUSICALE

Stamattina non ho resistito quando per l’ennesima volta sono passata davanti alla porticina aperta, in un altra dimensione, attirata dalla luce e dalla penombra. Così sono entrata, nella speranza di essere sola per cercare sollievo. Ho trovato un dono inaspettato: la musica…mi sono seduta nella prima panca ed è stato come parlarci. Senza preghiere ma dentro all’altro musicale.
#altrovemusicale #parlarci #sollievo #dono #zuccazoe #chiesadeiservi

Anche solo per un caffè

“Venire qui è come fare un lungo viaggio”…

Per spezzare la routine quotidiana del mattino, spesso cambio tragitto. Una volta prendo il 101, quando ho voglia di attraversare il portico più largo di Bologna, un’altra il 90, quando preferisco sfruttare tutto il tempo in autobus o se non voglio camminare, oppure il 94 per passare dalla grata con il corso d’acqua. E così facendo, la scorsa settimana mi sono fermata in un baretto che da tempo avevo notato. Minuscolo, sotto un portico rialzato e con una forte attrazione: la musica. Ho ordinato un caffè e un dolcetto strano dal sapore nuovo. Mi sono seduta fuori ammirando i piccoli particolari di arredo: i tavolini tondi gli sgabelli diversi e quell’atmosfera esotica che ho respirato tante volte nei viaggi lontani nella geografia e nel tempo. Il barista, una persona molto gentile e premurosa, mi ha offerto un altro dolcetto tipico e riversato l’acqua quando l’ho finita, con quel senso di ospitalità che sempre cerco. Infatti nella scelta di un baretto, oltre all’accoglienza, prediligo la gentilezza anche solo per un caffè.

“Solite visite” non solo di quartiere

Quello che più mi piace di Paolo e Roberto è che anche a distanza di anni garantiscono la “solita” visita. Perché che sia in un arena, come miliardi di anni fa, che si tratti di un sottopassaggio del centro o su un autobus turistico, l’effetto è sempre lo stesso: mi coinvolgono facendomi scoprire meraviglie e nefandezze (un vero termine alla Marcolino!) della “mai finita Bologna” e mi fanno ridere e sorridere amaramente, togliendo la distanza che di solito esiste tra pubblico e palcoscenico.

Ieri sera ho portato un’amica che incredibilmente non li conosceva e sono stata contenta della sua sorpresa. Insieme ad un gruppo di turisti nostrani, abbiamo conosciuto il centro sociale Ca’ del Gufo che affianca il fiume Savena, percorrendo prati e viottoli animati da animali sconosciuti e personaggi inquietanti; abbiamo inforcato una torcia per scoprire angoli nascosti e per illuminare le poesie di Padre Buozzi; abbiamo respirato a pieni polmoni l’indispensabile “leggerezza”; abbiamo cantato muovendo la testa e sbattendo il piede, una strabiliante canzoncina parrocchiale; ci siamo fatte trasportare in un piccolo mondo incantato, finito in una particolare intubazione, nell’ennesimo fantasioso spettacolo di Paolo Maria Veronica e Roberto Malandrino…

Marcolino e Padre Buozzi
La foto-sensibile
L’intubazione

Una ragazza dello Zecchino d’Oro

La storia del film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” ne racchiude tante, tra cui una, minuscola, striminzita, gioiosa e sofferta: la mia.

Quando scopro dalla Fondazione Mariele Ventre che gireranno il film, farei di tutto per  documentarlo nel sito di Testimonianze Musicali, che tratta proprio la storia dell’Antoniano! Pagherei oro per starmene immobile e muta in un angolo a guardare, fare foto, prendere appunti e scoprire come realizzano la storia che sento anche mia. Ma nessuno mi ascolta. Mi sento incompresa ma non ho nessun titolo per far parte di un lavoro cinematografico…nessun ruolo…non sono una giornalista ma una semplice blogger che resta appesa al suo filo molto sottile della scrittura amatoriale e una malinconica corista avvinghiata alle radici dell’infanzia.

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Proprio dalla terra di Padre Berardo

Ho puntato la sveglia presto per prepararmi con calma, come quando tengo particolarmente a qualcosa. Mi piacerebbe sentirmi gioiosa, come tutte le volte che incontro il mio caro coro ma oggi non ci riesco. Nella divisa che indosserò c’è un capo in più da aggiungere che rende tutto diverso, distante e strano. Stavolta non porterò Topo Gigio perché canteremo solo alla messa e devo ricordare il libretto per non scordare le parole che oggi, ahimè, canteremo senza basi. Sarà come uno spuntino dopo un lungo digiuno, infatti sono mesi che non ci troviamo, che non cantiamo, che restiamo uniti, appesi ad una chat in questa lontananza faticosa. Ho quasi paura a diventare felice, paura d’illudermi Continua a leggere

Un’altra me

Quest’avventura delle interviste in diretta se è vero che è un gioco ha comunque delle regole che mi sono data da sola. Prima fra tutte, la preparazione delle domande cercando più informazioni possibili sull’ospite; seconda, la soddisfazione di togliermi più curiosità immaginabili senza diventare invadente. Terza ma non ultima, la capacità di fare sedere nel mio salotto l’intervistato, cercando un’intimità amicale nonostante la distanza. E tutto ciò richiede un dispendio di energie enorme che ne trova forza dalla soddisfazione finale. Un’altra me.
#unaltrame #regole #intimità #zuccazoe

Il senso del Sentimento

Cerco una parola che descriva il mio stato d’animo che continuamente agisce, muovendomi cervello e cuore: “Sentimento”, la facoltà e l’atto del sentire. Sentire il battito che accelera, la pelle che si accartoccia, la curiosità che diventa ricerca, il pensiero che si allarga, la  scoperta che meraviglia, la costruzione che soddisfa. Tutto questo ha un senso, il mio senso, il senso del sentimento.

La mia isola felice

Il mio modo di reagire al disastro che s’insinua in ogni angolo del cervello, è questo. Tutto come se niente fosse nel mio piccolo studio dove mi rifugio, per saltellare nel mio mondo incantato. La passione costruita in questi anni ora più che mai ha un senso perché è diventata la mia àncora, la mia isola felice dove riesco a stare bene. Ci ho pensato molto all’impressione che potrei dare a chi legge i miei post , ora poi mi sono lanciata anche nei video…ma la necessità di reagire è più forte della paura del giudizio. Non voglio mancare di rispetto al Dolore che bussa incessante a qualsiasi porta ma solo farmici trovare con un lieve sorriso…