Arcibaldo, i Trusti e gli Zappelli

Ieri sera c’è stata la prova generale del coro dei “Vecchioni di Mariele” per il concerto che ci sarà domenica allo Zoomarine. Sorpresa delle sorprese abbiamo recuperato Arcibaldo che a parte il continuo brusio del suo vocione, si è messo sotto a studiare per entrare nel coro. Era da tempo che ci speravo e quando ho smesso di crederci è accaduto!

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Nascosti dietro al praticabile abbiamo provato l’entrata iniziale mentre Luciana ci sgridava ricordandoci la perfezione dei bimbi del coro.. ma eravamo in troppi, tutti stipati, così, mentre Massimo parlava sorridente al telefono, abbiamo riprovato entrando dalla porta della scuola ma il risultato è rimasto disastroso. Lorenzo, scelto come presentatore, urlava le frasi del copione con una voce stridula che sembrava posseduto. In effetti poco dopo ho capito che lo era, posseduto, dall’imbarazzo di non essersi preparato. Io pian piano ribollivo perché il copione scritto non veniva seguito mentre all’impronta abbiamo deciso di inserire anche Luciana nel ruolo di maestra bacchettona (che le riesce benissimo!) e Giacomo (nel ruolo del secchione) che con la sua aplomb infonde sicurezza. E mentre tranquillo diceva di ricordarsi sicuramente la data di un riferimento, Luciana lo contraddiceva dicendogli che l’avrebbe certamente dimenticato come per le quattro parole della canzone quando canta “volevo un gatto nero”…

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Abbiamo ripassato le parole delle canzoni nuove (tipo Nanní e qualche frase ostica dei medley) e anche in quel momento ho rivissuto un ricordo di milioni di anni fa, quando a gruppi, ripetevamo i testi senza musica, sotto lo sguardo vigile di Liliana.Poi Luciana cercava di trovare dei gesti che ci ricordassero certe parole che si confondono (tipo “le code attorcigliate con quelle dritte dritte”) e semplificava frasi con dei ragionamenti logici (tipo S.S.S “Se dal Suono può sembrare Spaventoso”) tra una canzone e l’altra. Ma la sua espressione facciale dello “spaventoso e del curioso” era identica anche se quando gliel’ho fatto notare mi ha chiesto se avrei voluto andare io al suo posto!!!
Tra una canzone e l’altra sfruttavo Riccardo come tecnico video visto che, come Antonella (che canta in mille cori) era venuto alle prove pur non partecipando al concerto. Intanto Angela scriveva nella chat che il concerto andrà benissimo come da copione visto che la prova non prometteva granché…Tiziana sottolineava che domenica dovremo avere TUTTI le scarpe bianche mentre Paolo faceva il somaro con i suoi balletti. Cristina mi ricordava di chiedere a tutti per il prossimo impegno, io e Betta ci spalleggiavamo per le parole della “banda dello zoo” e Luciana cercava un sostituto per quando lei non riesce ad esserci. Zoomarine - Home - Google ChromePoi abbiamo deciso che l’anteprima del concerto allo Zoomarine sarà “Il caffè della Peppina” visto il post promozionale su Facebook.
Insomma, tante cose, come sempre. Tanta confusione ordinata. Tante voci in una.
Alla fine  è andata, anche se il copione è certamente da ripassare per una buona improvvisazione, soprattutto in base al pubblico che avremo.
Dopo le prove alcuni di noi hanno fatto tappa da Agnese per stare un po’ in compagnia e i “trusti e gli zappelli” sono stati l’argomento finale della serata, giusto per chiudere in bellezza…

 

 

 

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Il coro allo Zoo

Ormai da qualche giovedì, giorno di prove, ci stiamo preparando col coro dei “Vecchioni di Mariele” al prossimo concerto che sarà allo Zoomarine di Roma. Da una parte non vedo l’ora, perché il nostro cantare é benefico anche senza pubblico, dall’altra parte sono terrorizzata perché non ho idea di come andrà! Infatti al di là del divertimento che ci aspetta, regna sovrano il perfezionismo che in certi casi diventa un limite. La ragazza con cui ho preso accordi per l’organizzazione é molto paziente e anche per la locandina dell’evento mi ha dato ascolto. A parte l’errore sul nome, sono certa che mi avrà preso per una rompi… fanatica quando mi sono opposta alla foto del coro che ne ritraeva solo una parte! Le ho spiegato che il coro é come una squadra di calcio dove devono esserci tutti gli elementi. Ma il grafico a quel punto ha tagliato la testa al toro, togliendola! O tutti o nessuno, meglio così.

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Sotto a un cielo di gioia

Il 24 giugno la Fondazione Mariele Ventre organizza un’occasione di ricordo a Padre Berardo, nella sua terra d’origine: Pavullo.
Noi coro dei “Vecchioni di Mariele” siamo ospiti per animare la messa al mattino e la conferenza al pomeriggio.
Il luogo da raggiungere é inaccessibile col pullman, così ci organizziamo con le macchine, arrivando a grappoli.
Il sole é caldo e probabilmente, come avrebbe detto Padre Berardo (e l’ho saputo da Maria Antonietta) è una “Marielata” che nelle occasioni canore, stravolge le previsioni del tempo!
Finalmente siamo tutti pronti, sotto al tendone bianco davanti alla piccola anzi piccolissima chiesetta che pare un dipinto. Indossiamo la divisa nuova: camicione di lino e pantaloni e scarpe bianchi le donne e camicia bianca e pantalone blu gli uomini. Luciana, la direttrice, appena ci vede sussurra: “Siete bellissimi” che è il suo modo di dirci che ci vuole bene!
Carla é pronta per manovrare il nuovo impianto, rubato da casa Palaferri, una cassa e un tablet con tutte le basi su MP3. Tra una base e l’altra rimbomba una sonora goccia “plik” che ci riporta ai giorni nostri. Perché ci sono momenti in cui é tutto così intenso che non ho più un’età.
Padre Secondo celebra la messa e diventiamo una voce dentro a quel quadro in un paesino tra le colline. Mentre cantiamo succede sempre che divento “lieve” e lo scopro grazie alla poesia di Vico Faggi che riesce a dare forma a quella sensazione. La leggo oggi per la prima volta a Montorso…

“Lievi” diventano anche i miei pensieri come la farfalla gialla che all’improvviso svolazza sotto al tendone e che per me è Francesco Miceli, passato a salutarci (la stessa farfalla capeggia sulla copertina di un suo libro!)
All’ultimo canto mi emoziono quando per un attimo padre Secondo mi sembra padre Berardo e mentre vedo Alarico che ci ascolta serio e Donatella che scattando foto le scappano le parole dei canti dalla bocca.
Al termine della messa ci aspetta un aperitivo squisito preparato dalla famiglia che ci ospita in quell’angolo di paradiso e subito dopo Giacomo mi aiuta a realizzare un’intervista perfetta a padre Secondo per Testimonianze Musicali.
E poi saliamo tutti sulle balle di fieno per una foto di gruppo sotto a un cielo di gioia.

Riusciamo a ritornare alle macchine per raggiungere Montorso dove entrando nella piccola chiesa, improvvisiamo una cantata con un’acustica meravigliosa! ogni occasione è buona…
Maria Antonietta Ventre sembra contenta…

Dopodichè pranziamo allegramente dentro un panorama mozzafiato! e qualcuno ne approfitta per fare un pisolino…risvegliato bruscamente dagli ordini di Luciana di venire a cantare (ancora) per ringraziare i cuochi!
Quindi iniziamo con “Nella vecchia fattoria”, proseguiamo con “Sorridi sorridi” e improvvisiamo una zoppicante “Popoff” con Valter presente tra gli ospiti! per terminare con “Il caffè della Peppina” proprio prima di berlo.

Infine, ultimo trasferimento per partecipare alla conferenza dal titolo «Raimondo Montecuccoli nella storia politica e militare del Seicento», tenuta dal colonnello Franco Di Santo, dove cantiamo dei brani di San Francesco. Al termine conosciamo il colonnello che parlando del Piccolo Coro torna bambino e ancora una volta mi nutro di quella magia che ha colpito tante persone, tutte incantate dalla musica.

 

Essere sopra le righe e non dentro ai quadretti

Eccoci proprio “sotto al palco” di Piazza Maggiore, per il concertone dello Stato Sociale, noi genitori del Piccolo Coro, increduli. Come tutti i fans più accaniti abbiamo raggiunto la posizione migliore grazie al PASS GUEST. Mentre cerchiamo di capire come disporci, la maschera (la stessa dello studio televisivo!) urla sbracciandosi che dobbiamo uscire da quella zona. Era troppo bello per essere vero e ancora una volta invidio fortemente lo staff per la posizione ravvicinata. Così cerco di non rovinarmi la serata e sfruttando la mia piccolezza, m’intrufolo con grinta in mezzo alla folla mentre mio marito m’insegue rassegnato. Subito dopo si sentono le prime note della sigla: ” Siamo noi lo Zecchino siamo noi…”e penso che sia poi naturale che il pubblico lo nomini “il coro dello Zecchino…!”

Sfumature.
Macché sfumature!

Ma a quel punto accantono le polemiche perché è troppa la gioia di ascoltare il Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni (lo so anch’io che è un nome lungo ma lo sono anche 55 anni di storia!) nella piazza più importante del mondo, il mio mondo: Bologna!

Devo ammettere che questa accoppiata “Lo Stato Sociale” col “Piccolo Coro” mi lascia perplessa per i due pubblici che deve unire ma per quanto “forte”, è un bell’esempio di tolleranza. Una specie di Don Peppone e Camillo? Macchè Camillo! Camomillo come il torero…

Il  Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni canta:

IL COCCODRILLO COME FA?
UNA PAROLA MAGICA
MEDLEY STORICO ZECCHINO D’ORO
MEDITERRANEAMENTE
MEDLEY RECENTE ZECCHINO D’ORO

5ba09dd7c4.jpgIntorno a noi solo ragazzi di tutte le età. Mi aspetto il peggio quando invece cantano ballando felici come bambini “Il coccodrillo come fa” e ascoltano con attenzione “Una parola magica” mentre volano complimenti intorno che raccolgo contenta, perché si sa che a quell’età i ragazzini sono spietati e non regalano niente. Solo una ragazza dice “abbiamo sbagliato concerto” con tono acidino per poi ricredersi dopo i primi ritornelli. E io sto attenta osservando incredula la partecipazione che mi circonda, mi abbraccia, mi stringe il cuore, regalando sorrisi a tutti quelli che si uniscono al coro. E poi adesso invece, sono contenta di non essere sotto al palco ma proprio “dentro al concerto” anche se non vedo quasi nulla, sono accaldata e stanca. Le canto tutte e mi guardo con gli occhi esterni, vedendomi come una madre patetica che segue il figlio, proiezione dei suoi desideri. Poi arriva l’altra me, quella che se ne frega e godo dell’euforia e della gioia di mio figlio quando canta.

Mi piace che nella mia città ci sia partecipazione, mi piace quando le persone si accorgono della bravura del coro e della professionalità del Maestro Sabrina Simoni (che quando viene nominato “Sabry” non ne capisco il senso.”)

Ci risiamo? Non riesci proprio a stare zitta?” ”
No, non sarei io…e poi se si tollerano tutte le parolacce dello Stato Sociale…!”

E poi decido di partecipare a questa specie di rito primitivo che è stare in mezzo a una folla di gente, per l’esattezza 12.500 persone. Mi sembra giusto ripagare questo pubblico entusiasta con la stessa moneta e invece di raggiungere una posizione comoda, voglio ascoltare, ballare, cantare e saltare dall’inizio alla fine, le canzoni dello Stato Sociale visto che non le conosco.
Il primo brano è tutto un “mi sono rotto il c…o” (scopro poi che era di De Andrè!!!!) e rido tra me e me pensando a Daniela…intanto devo stare attenta nei momenti di “salto di gruppo” a non farmi schiacciare come una formica! E dopo un po’ il mio animo ribelle si risveglia orgoglioso, regalandomi la sensazione di essere tra le più giovani spettatrici. Tanti testi, tanti concetti li sento miei dandomi la prospettiva di quanto sia fondamentale credere in se stessi, avere una direzione, essere sopra le righe e non dentro ai quadretti.
Questo concerto mi piace anche se non capisco certe parole, non apprezzo granché certe canzoni ma la voce di Lodo è piacevole, intonata.

 

Poi c’è il finalone cantato dallo Stato Sociale col Piccolo Coro “Mariele Ventre” che scatena la folla con “Una vita in vacanza” mentre scatenata, sventolo la t-shirt “Voglio fare il baby-pensionato” pastrocchiata a pennarello qualche tempo fa.


Sto bene, tremendamente bene in questa dimensione musicale in una serata d’estate all’aperto mentre le statue sopra a San Petronio sembrano proprio rivolte verso il palco ad ascoltare il concerto.
E mi dico che ci può sempre essere un tempo migliore anche grazie alla musica!

 

 

Ch-Edi-vertimento!

Stasera é tornata a trovarci Edi, la sorella di un corista, con un altro vestito colorato. Abbiamo ripassato i brani per l’occasione del 24 giugno a Pavullo con la Fondazione Mariele Ventre. A scaglioni entravano i coristi dei “Vecchioni di Mariele” tra le varie ovazioni, come se non ci vedessimo da mesi. Il cd saltava continuamente, insieme alla direttrice che sembrava un grillo…ed era molto difficile trattenere la risata quando faceva l’espressione del “fuoco” durante “San Francesco e il lupo” o il balletto su “Funiculí funiculá”, infatti io non mi trattenevo alimentando gioia alle canzoni. Intanto mio marito si acquattava negli angoli per fare filmati strepitosi… Ma prima ancora c’è stata una sfilata di camicioni in lino per la scelta della nuova divisa che, ancora senza sponsor, sia fresca, “di tutte le taglie” ed economica. Ma accontentare tutti é impossibile e mentre Antonella proponeva il modello con taschina e bottone, Angela indossava il modello alle ginocchia sfilandosi la gonna…! Intanto Giacomo si sentiva Sandy Marton con la coreana bianca, intonando “People from Ibiza”. Paolo brontolava ma ormai fa parte del consueto (potrei soprannominarlo Brontolo!) e le varie coriste provavano i camicioni portati dalle sorelle Boriani tra sghignazzate e critiche.

Alla fine abbiamo deciso per il modello del pakistano alla festa del PD delle Due Madonne. La raccolta dei soldi poi é stata anche peggio mentre Elisabetta voleva pagarne due , appollaiata al finestrino della sua macchina e la Nene scriveva e spuntava la lista. Una gabbia di matti ecco cosa sembriamo! Ma di quei matti che mettono allegria …una comitiva di “bimbi sperduti” (il pensiero lo devo a Paolo D’Errico!) . Finite le prove abbiamo fatto la foto con Edi che continuava a ripetere di essere tornata apposta, facendomi sentire orgogliosa del mio post precedente…(https://zuccazoe.com/2018/06/01/due-amiche-una-voce-e-un-velo/) quindi tutti sul praticabile prima sbraitando per sorridere “ceci-ceci-ceci” e poi personalizzandolo in “Edi-Edi-Edi”.  Prima di andarsene ci ha detto che Mariele si sente, presente tra noi…
Dopo abbiamo smangiucchiato delle bontà portate da Sissi continuando a chiederci se piovesse o no, per chiudere  la serata in bellezza con la spedizione di gruppo dal “divisaio pakistano” nel pacciugo del prato della festa alle Due Madonne. La contrattazione sul prezzo è stata quasi inesistente mentre ognuno commentava i colori dei camicioni…”il verde, questo è bello!” “ma no, non sta bene con quell’altro” per poi finire tutti (o quasi) a brindare con una birra fresca per il compleanno imminente di Paol..hem Brontolo!


Ma si, insomma, un’altra seratona!

 

 

Due amiche, una voce e un velo

Ancora sorprese,ancora meraviglia. Mi riferisco a ieri sera, durante le prove del coro dei “Vecchioni di Mariele.”

La prima é stata una visita inaspettata, la sorella di un corista che é venuta a salutarci con tutta la sua abbronzatura e i colori del vestito. Avrei voluto tanto farle una foto col gruppo intero ma aveva fretta, inoltre il confine tra il privato e il pubblico é così sottile che temo sempre di superarlo, finendo per spettacolizzare tutto. Ma vedere arrivare all’Antoniano una persona che pochi giorni prima ha scritto la sua storia su Testimonianze Musicali, mi sembra un avvenimento importante e bellissimo! Come se chi scrive, si sentisse nuovamente bene accetto.

La seconda sorpresa é stata discreta e silenziosa. Un’altra ex corista si é aggiunta al coro e tutta la sera ha cantato con noi come se fosse lí da sempre. Io avrei voluto farle festa a modo mio ma sto imparando a fermarmi, cercando di riconoscere la reciprocità.

La terza sorpresa é stato mio figlio. Presente alle prove ma assente grazie al cellulare, a un certo punto della serata, é venuto a sedersi vicino a me e sbirciando le parole ha iniziato a cantare. Pochi minuti. Ma intensi, fusi, difficili da spiegare.

Infine la meraviglia d’indossare una canzone. Come una coperta o un velo, come una sensazione ritrovata, nota per nota con la solita meraviglia di ricordare ancora tutte le parole.

Il Nettuno “d’oro” o il silenzio?!

La settimana é iniziata con gli articoli nelle prime pagine dei quotidiani che parlano dell’annullamento del concerto in Piazza Maggiore il 12 giugno con “Lo Stato sociale.”

Valore culturale inadeguato per la Soprintendenza.

Lasciando da parte i giudizi sulla scelta, resto amareggiata dall’ennesima delusione giornalistica bolognese. Innanzitutto la notizia non é completa, visto che al concerto avrebbe partecipato per metà, anche il Piccolo Coro “Mariele Ventre”  (infatti mi domandavo come avrebbero gestito quest’accoppiata musicale, considerandoli opposti nel linguaggio e nel pubblico).

La seconda amarezza é che le “notizie cattive” tolgono sempre spazio a quelle buone. Se magari si fosse riportata, con la giusta visibilità  la notizia della consegna del 14 maggio del Nettuno d’Oro al Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni, la Soprintendenza non avrebbe potuto contraddirsi. In effetti é lo Stato Sociale che avrebbe fatto un concerto col Piccolo Coro (di anni 55 di carriera) non viceversa…

 

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