Il Nettuno “d’oro” o il silenzio?!

La settimana é iniziata con gli articoli nelle prime pagine dei quotidiani che parlano dell’annullamento del concerto in Piazza Maggiore il 12 giugno con “Lo Stato sociale.”

Valore culturale inadeguato per la Soprintendenza.

Lasciando da parte i giudizi sulla scelta, resto amareggiata dall’ennesima delusione giornalistica bolognese. Innanzitutto la notizia non é completa, visto che al concerto avrebbe partecipato per metà, anche il Piccolo Coro “Mariele Ventre”  (infatti mi domandavo come avrebbero gestito quest’accoppiata musicale, considerandoli opposti nel linguaggio e nel pubblico).

La seconda amarezza é che le “notizie cattive” tolgono sempre spazio a quelle buone. Se magari si fosse riportata, con la giusta visibilità  la notizia della consegna del 14 maggio del Nettuno d’Oro al Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni, la Soprintendenza non avrebbe potuto contraddirsi. In effetti é lo Stato Sociale che avrebbe fatto un concerto col Piccolo Coro (di anni 55 di carriera) non viceversa…

 

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“I fanatici” del Piccolo Coro “Mariele Ventre”

Oggi c’è stato un concerto del Piccolo Coro “Mariele Ventre” per le selezioni del 61° Zecchino d’Oro. L’ultimo brano eseguito: “Una vita in vacanza”, ha fatto esplodere un gruppo di adulti che hanno iniziato a saltare e cantare scatenati. Non contenti, mimavano le mosse della canzone e la gioia si poteva quasi toccare. Non era mai successo ma sono andati fin sotto al palco continuando nella follia di gruppo. Certamente il pubblico in sala avrá pensato: “Che fanatici” e non hanno sbagliato. Infatti quei fanatici sono i primi fans del Piccolo Coro: “i genitori!”

C’è da fare a Radio Deejay!

Quel pomeriggio che Fabio Volo è venuto all’Antoniano, io ci ho provato a chiedergli di raccontarmi la sua storia per il sito di Testimonianze Musicali. C’è quasi sempre un punto di contatto tra le canzoni dello Zecchino d’Oro, quelle del Piccolo Coro e l’infanzia di chi ti trovi di fronte. E se è un’artista che quasi fiero  (e magari un po’ ignorante) ti risponde che è cresciuto col jazz o il rock o che ne so (e allora spesso chiedo: “Daresti mai dei tortellini a un neonato? O prima gli omogeneizzati?! – come se nella musica non dovesse esistere un tempo di ascolto – ) allora a quel punto faccio domande sui figli (ma quasi sempre si seguono le proprie orme) o sulle esperienze recenti.
Fabio niente, inattaccabile, anzi, impossibile intervistarlo. Poi leggo una notizia di Radio Deejay che parla dell’ultimo video del coro con Lo Stato Sociale…e allora si riaffaccia una speranza… prima o poi torno alla carica!
Ma che senso ha raccogliere interviste o storie da chi non conosce questa realtà? Il piacere è inverso: quello di fargliela conoscere trasmettendogli il grande e storico valore…E se Radio Deejay nomina il Piccolo Coro “Mariele Ventre”, “Zecchino d’Oro”…c’è da fare!

https://www.deejay.it/news/lo-stato-sociale-il-video-della-versione-dello-zecchino-doro-di-una-vita-in-vacanza-e-stupendo/553321/

È tanto facile sgonfiare palloni!

Nelle poltroncine rosse dello studio televisivo, osservavo curiosa lo svolgimento del video del Piccolo Coro “Mariele Ventre” per la canzone: “Una vita in vacanza”.
I bimbi erano tutti sul palco e stava succedendo qualcosa di diverso (non di nuovo).
Qualche annetto fa altri piccoli coristi dell’Antoniano cantavano di palloni gonfi “da pungere”…

Abituati a cantare nelle loro postazioni possibilmente senza troppi movimenti, quel pomeriggio, invece, dovevano muoversi, ballare, inventare mosse. e se alla prima prova sembravano tutti dei piccoli burattini di legno, mano a mano si scioglievano, distaccandosi con le mosse l’uno dall’altro e rivelando le loro varie personalità. Ma la cosa più buffa era che dovevano farlo rimanendo comunque sul praticabile e credo che quella sia stata la difficoltà più grossa: cambiare dallo stesso luogo in cui erano abituati a stare in un certo modo, come una specie di luogo sacro. Poi li hanno fatti travestire e quello credo sia stato il divertimento più grande, come una bella festa di carnevale a sorpresa! Sabrina, la direttrice era diventata un’elegante signora sui tacchi a spillo che si godeva la vacanza tra occhiolini e sorsi di cocktail. Ed io nel mio angolino buio ero contenta di far parte di un cambiamento e di poterlo osservare in prima persona seppure con tutte le mie irrinunciabili critiche!

Le Selezioni all’Apericena

Giovedì scorso, invece di fare le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”, nella scuola dell’Antoniano, siamo stai invitati alla Fondazione Mariele Ventre. Maria Antonietta ci ha offerto una splendida accoglienza, prima con un ricco apericena poi dandoci la possibilità di cantare in una delle sale. L’atmosfera era allegra e familiare mentre tra una foto di gruppo senza neanche tutti gli invitati, qualcuno si guardava intorno cercando pezzi di vita trascorsa. Paolo ispezionava la foto sul pianoforte di “Dancing Paradise” mentre Lorenzo fotografava premi appesi alle pareti. I cioccolatini con la mandorla facevano da tentatori mentre si brindava con lo spumante.

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Riempite le pance, abbiamo aperto le sedie e iniziata la selezione delle canzoni. Luciana, la direttrice, ha raccolto in una sacca di tela tutti i bigliettini dei presenti dov’erano scritte le canzoni preferite da poter aggiungere al repertorio concertistico! Quindi, tutti seduti abbiamo giocato allo spoglio delle canzoni. Luciana pescava i bigliettini, Maria Antonietta ne leggeva i titoli  mentre ognuno (più o meno nella confusione generale) motivava la sua scelta. Alcune sono uscite doppie, altre per molti sconosciute, a seconda del periodo di frequentazione dei vari coristi nel Piccolo Coro. Fabio aveva continue perdite di memoria e si divertiva a sabotare le mie riprese video. Fioccavano mescolanze assurde tra un brano di Walt Disney vicino ad una canzone per il terremoto, tra le varie ovazioni generali. Ma non contenti, dopo ogni scelta, ne cantavamo un pezzo, accendendoci come un jukebox! Le parole, i respiri, le note, tutto tornava alla mente come se l’avessimo cantato due giorni prima. E questo incanto che si ripete, altri non è che il frutto di tanto studio che, probabilmente  associato alle nostre singole emotività, è rimasto impresso nelle nostre memorie. E come non ridere, prendersi in giro o intenerirsi dinnanzi a tanta gioia?!
Meraviglioso…

Sorridi e vola…

“Dovete sorridere e portare gioia quando cantate !” ci diceva Mariele quando cantavamo nel Piccolo Coro e lo sottolineava quando avevamo a che fare con i malati. Ecco, appunto, sabato pomeriggio, con il coro dei “Vecchioni di Mariele”, siamo stati all’Istituto di Montecatone per un concerto, il secondo. Sapevo già che cosa mi avrebbe aspettato ma per qualche secondo ho ceduto, anche se il committente non se n’è accorto. Eravamo tutti disposti vicino alla camera di un paziente fisso per cantargli “Sorridi, sorridi”, la canzone per eccellenza riservata a queste circostanze.

LorellaMa all’improvviso mi sono chiesta con che coraggio potevo dire io ad un malato fermo per sempre in un letto di sorridere. Poi la forza è tornata
insieme alla gioia di cantare. Ma quei pochi minuti pigiati nel corridoio dell’ospedale, mi hanno fatto capire che queste esperienze sono un grande dono che si riceve.
Durante il pomeriggio ci sono state tante sorprese: la prima, la partecipazione al concerto di Cristina (che viene dalla Grecia), la seconda, i complimenti del mitico Padre Paul e infine il festeggiamento del compleanno di Lorella.

Ancora di più è cresciuta la voglia di cantare, di organizzare, di inventare con questo coro magico che fa volare leggeri per qualche ora.