Gita ad Ascoli Piceno

Venerdì abbiamo visitato Ascoli Piceno con una guida speciale che ci ha portato per le vie della città vuota e avvolta dal vento caldo da sembrare irreale. La prima visita, quella del ponte che mozzava il fiato, dove s’intravedeva un vecchio ponte immerso nel verde e sospeso sull’acqua limpida del fiume.

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E sventolavano i pantaloni a pois di Samantha come vele, mentre la seguivamo nel suo itinerario fatto di chiese, piazze, fontane, lavatoi, stradine, ponti che avrà percorso chissà quante volte in un misto per la sua città, di rassegnazione e fierezza. Le case di roccia e alcune chiese spoglie rimandavano una veste seriosa finché non spiccavano i graffiti spruzzati sull’asfalto in occasione di una manifestazione importante.


E tra un’oliva all’ascolana e uno yogurt da una signora antipatica, abbiamo scorto la colonnina più piccola d’Europa nella Piazza del Popolo, proprio di fianco al bar storico. E le colonne grandi, tutte diverse, donate un tempo dalle famiglie facoltose che facevano a gara per regalare quella più bella!


Mentre ci godevamo la compagnia ai tavolini, un uomo, forse un prete, rischiava la vita per togliere delle erbacce dal tetto della chiesa, appeso (probabilmente) solo alla sua fede…Nella cripta di una chiesa un mosaico si è sgretolato mentre in un altra era sparita la lampada della bontà mentre io fotografavo i motivi delle pareti da vicino.

Infine le chiacchiere seduti a un altro tavolino ma ora con un approccio diverso, forse più confidenziale.


Alla sera di ritorno dalla gita, rivedere alcuni luoghi visitati e addirittura la stessa guida in un documentario è stato stranissimo, per quello strano modo che ha la televisione di amplificare. La stessa TV che tutto inghiotte, mi ha fatto conoscere Samantha che ci ha regalato un incantevole pomeriggio d’agosto!

ATTRAVERSO IL PAESAGGIO SILENZIOSO

Mi sono alzata presto per ritrovare quel paesaggio silenzioso che ogni tanto attraverso, sola, in estate.

Prima il mare con il tappeto di sassi…

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Il luna park addormentato…

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Il molo con qualche pescatore e la torre del bagnino…

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La casetta scrostata di “Tittincubo”

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Lo spazzino, gli sdrai in fila, la passeggiata vuota…

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Le bandiere, la rotonda e la rosa dei venti

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Infine due sculture…poi ho sentito dei goccioloni e sono tornata indietro…

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UNA FORMA DEFORME

Il posto era perfetto: sole, mare, spiaggia a pochi metri, casa rimessa a nuovo, amici vicini. Da mesi cullavo l’idea di una parentesi inconsueta dove riuscire a ritrovare altre parti di me stessa, dove trascorrere tempo con mio marito, dove poter far vivere nuove esperienze ai miei figli. Ma, ma. Non eravamo soli e le dinamiche familiari hanno preso una forma deforme. Quindi eccoci a casa con l’orgoglio ferito e l’umore a terra. La convivenza con mio suocero non ha funzionato. Peccato perché le prerogative erano tutte positive. Alla fine il denaro vince su ogni cosa ma non per tutti…

IL VIAGGIO NEL SIGNIFICATO

All’incirca un anno fa, grazie a Ginetta Maria Fino è iniziato il viaggio attraverso la mia storia che ho depositato all’Archivio dei Diari:
https://zuccazoe.com/2016/08/10/otto-2/#more-14610
La mia infanzia, il mio coro, la mia
Mariele e tutte le esperienze che mi hanno formata. Mi sono specchiata nella mia vita poi l’immagine è uscita dallo specchio, mi ha preso per mano e mi ha portata fin qui. E consiglio a chiunque questo viaggio nell’incuriosirsi di sè, a tratti doloroso, ma necessario per una vita significativa.

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Giovedì mattino era nuvolo ma avevamo qualche ora libera prima delle prove del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, al Festival di Sanremo. Dalla finestra di Villa San Giuseppe si vedeva la spiaggia ed è stato naturale volerla raggiungere… così, dopo una bomba alla crema siamo usciti nel fruscio delle palme.
La passeggiata del lungomare di San Bartolomeo al Mare era piena di alberi e quasi deserta.
Abbiamo camminato in silenzio Continua a leggere

ANDATA

Il viaggio di ieri è filato liscio tranne una scenata all’autogrill per un pacco gigante di caramelle, sotto gli sguardi interrogativi delle persone intorno e il mio arrovellamento. Quasi sei ore di pullman e arrivo in albergo alla sera con cena alle 21 passate.Noi tre siamo finiti in un tavolo soli perché nessuno dei bimbi aveva gli amici preferiti nello stesso albergo. Perché alla fine i gruppi e le preferenze sono inevitabili.. certo siamo in “un coro” ma “di bambini” con le loro simpatie e i loro umori volubili.

Stasera il pigiama party è stato vietato così anche se mia figlia aveva già organizzato tutto, abbiamo raggiunto la camera e guardato un po’ di Sanremo (un bel po’…).

Stanchi e ognuno con i suoi pensieri ci siamo addormentati in un nuovo letto con il vento che sbatteva le palme.