Ma tu chi sei?

Camminando mi guardo in una vetrina e non mi riconosco. Lo specchio non riflette l’immagine che ho di me.

Annunci

Se, Ma

Se appena torno dal lavoro non vedo l’ora di accendere il pc qualcosa vuol dire. Se faccio tardi finché un video non é caricato nel modo giusto, continuo a capire. Se tutta la mia creatività cresce e mi sussurra cose al cervello allora non posso rimanere indifferente. Ma soprattutto la mia natura ha preso il sopravvento sul mio io quotidiano e continua a farmi notare chi sono, cosa so fare, cosa voglio.

Per i bambini di tutto il mondo: poche parole e molta musica


La manifestazione dello Zecchino era per noi coristi, un’occasione per conoscere bambini di ogni nazionalità con una curiosità sempre rinnovata. Infatti, sei delle canzoni partecipanti erano straniere come i loro interpreti.
Mi piacquero da morire un cinese e uno spagnolo, solisti di altre due edizioni. Era divertente imparare tutti i pezzetti stranieri, era in un certo modo un’apertura al cervello, al mondo, alla bocca che doveva trovare nuove posizioni. E anche se per pochi giorni, si riusciva a fare amicizia pur non sapendo la stessa lingua, grazie al linguaggio universale fatto di gesti, sorrisi, smorfie.
Io credo che questa mescolanza musicale sia stata fondamentale per la mia crescita.
L’Antoniano grazie a questa scelta è entrato nelle case di tantissimi paesi stranieri ed ha invogliato molti bambini ad imparare l’italiano, molte emittenti televisive a trasmettere la trasmissione dello Zecchino d’Oro. Questo valore è più importante di mille canzoni con tante belle parole.

La luce accesa per 55 anni

Succede che quando sono contenta non ho paura di nulla. Infatti alla fine dello spettacolo ho afferrato il sindaco Merola per il braccio per fare una foto con i Vecchioni di Mariele!

E stasera la contentezza correva dentro di me all’impazzata perché il coro, il mio coro, il nostro coro, il vostro coro ha vinto un premio speciale: “Il Nettuno d’Oro”.

E tutto quel brillare era la luce rimasta accesa per 55 anni. La luce dei coristi e delle loro direttrici.

E se ripenso a qualche anno fa ricordo Sabrina Simoni che alla fine dei primi concerti dei miei figli, guardava stupita la mia faccia sconvolta dal pianto per l’emozione. Altre volte mi guardava stupita per la mia incredulità ai concerti mezzi vuoti. Altre ancora mi guardava stupita per tutta quella passione che animava i miei discorsi.

Ma oggi ero io a guardarla stupita mentre dirigeva il Piccolo Coro dopo 23 anni.