Il senso del Sentimento

Cerco una parola che descriva il mio stato d’animo che continuamente agisce, muovendomi cervello e cuore: “Sentimento”, la facoltà e l’atto del sentire. Sentire il battito che accelera, la pelle che si accartoccia, la curiosità che diventa ricerca, il pensiero che si allarga, la  scoperta che meraviglia, la costruzione che soddisfa. Tutto questo ha un senso, il mio senso, il senso del sentimento.

IL VOLO A MEZZ’ARIA

A mezzanotte meno due smangiucchio una fetta ai tre cereali dopo la trasgressione di aver aperto la bottiglia calda di Fragolino. Ondeggio in piedi nel bel mezzo della cucina e mi guardo intorno. Tutto quello che mi circonda ha un significato: i due peperoncini di legno appesi, comprati in Sardegna milioni di anni fa, le stelle fiorate secche della montagna raccolte in una vacanza, le calamite regalate da mio figlio dopo una gita, le stesse che il gatto butta giù con prepotenza ogni volta che esige il pasto, il Pinocchietto nell’altra parete comprato a Firenze in un giorno di sole, il lampadario di rame e gocce di vetro infilato in valigia da Sharm in quella sera che volevo comprarli tutti, il depliant del paradiso dei giardini del Casoncello, meta paradisiaca, il bottiglino con la sabbia azzurra, esperimento scolastico. Tutto ha un significato o meglio a tutto do un significato. E se da un lato è meraviglioso e poetico, dall’altro è una trappola da cui non riesco ad uscire. Tutto questo pensare è faticoso e impegnativo. In alcuni momenti fa volare alto ma talmente alto da sentirmi sola. È la mia condizione che rifiuta il volo a mezz’aria…

SCAPPARE DAL PROPRIO NOME

Quando non sapevo più chi ero ho cambiato nome. Mi sono cercata in una nuova identità, quella di Zucca Zoe, una blogger libera di reinventarsi, con il mio nuovo nome potevo essere qualcun’altro. Ho scelto il logo di un occhio spalancato e il motto “incuriosirsi di sè”. Attraverso la scrittura ho osservato il mio mondo in modo diverso, più attento, più aperto e alla continua ricerca di significati. Così facendo “il mio mondo” si è allargato al mondo che mi circonda. Sono partita dai miei figli che continuamente mi danno spunti di riflessione e di crescita ma soprattutto m’impongono un miglioramento. Non mi sentivo all’altezza di essere un esempio perché non conoscevo a fondo i miei talenti quindi non li potevo esprimere, nè i miei limiti, le mie mancanze ed i lati bui del mio carattere. Ma è tuttora un lavoro molto faticoso e sono ripartita da zero, dalla mia storia, dalla mia famiglia, dal mio vissuto, scontrandomi continuamente tra Francesca Bernardi e Zucca Zoe. Ho scoperto che spesso i fastidi più grandi sono parti di me inesplorate su cui devo fare luce. E questo lavoro di conoscenza non finisce mai perché cambio ogni giorno e non smetto di cercarmi per vivere al meglio.

Il mio nome è la mia identità da cui non voglio più scappare.

Il premio di San Luca

Ritrovo al Meloncello alle 8.30 di domenica mattina per rispolverare una vecchia tradizione, suggerita da Sissi: il giro a San Luca. Agli albori del Piccolo Coro era “il premio” per i bambini che si erano comportati bene…una di quelle sfacchinate che detestavamo ma che in realtà ci hanno fatto crescere in un certo modo…

TUTTO SU SAN LUCA

Purtroppo siamo in pochi, anzi “poche” ma siamo comunque riuscite a diventare un coro quando Luciana propone dei pezzetti di canzoni tra un portico e l’altro, tra un’Ave Maria e una lettura. Con noi presente, Maria Antonietta che quel tragitto lo fa spesso di domenica mattina, facendomi comprendere ancora di più la sua vitalità, “nonostante la vecchiezza” come direbbe lei!

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Mescoliamo piacevolmente musica, confidenze e sforzo fisico, considerando il caldo atroce di questi giorni. Incontriamo la sorella maggiore delle Boriani e quella di Chiara che da lontano ci ha riconosciute. Arrivate in cima ai portici, proprio sotto alla croce, intoniamo due brani ed io è in quel momento che mi sento più vicina allo spirito di preghiera. Continua a leggere

Se, Ma

Se appena torno dal lavoro non vedo l’ora di accendere il pc qualcosa vuol dire. Se faccio tardi finché un video non é caricato nel modo giusto, continuo a capire. Se tutta la mia creatività cresce e mi sussurra cose al cervello allora non posso rimanere indifferente. Ma soprattutto la mia natura ha preso il sopravvento sul mio io quotidiano e continua a farmi notare chi sono, cosa so fare, cosa voglio.

Per i bambini di tutto il mondo: poche parole e molta musica


La manifestazione dello Zecchino era per noi coristi, un’occasione per conoscere bambini di ogni nazionalità con una curiosità sempre rinnovata. Infatti, sei delle canzoni partecipanti erano straniere come i loro interpreti.
Mi piacquero da morire un cinese e uno spagnolo, solisti di altre due edizioni. Era divertente imparare tutti i pezzetti stranieri, era in un certo modo un’apertura al cervello, al mondo, alla bocca che doveva trovare nuove posizioni. E anche se per pochi giorni, si riusciva a fare amicizia pur non sapendo la stessa lingua, grazie al linguaggio universale fatto di gesti, sorrisi, smorfie.
Io credo che questa mescolanza musicale sia stata fondamentale per la mia crescita.
L’Antoniano grazie a questa scelta è entrato nelle case di tantissimi paesi stranieri ed ha invogliato molti bambini ad imparare l’italiano, molte emittenti televisive a trasmettere la trasmissione dello Zecchino d’Oro. Questo valore è più importante di mille canzoni con tante belle parole.