La fame di tutti

Sabato 22 dicembre. A mezzogiorno in punto esco dal negozio per raggiungere la Basilica dei Servi in pochi minuti. Sotto al portico corro alternando respiri profondi. Ormai ho fatto pace con l’agitazione che arriva puntuale ogni volta che tengo particolarmente a qualcosa. Tac, tac, tac, fiuuuu, fiuuu, fiuuu, tac, tac, tac, fiuuu, fiuuu, fiuuu.

Accaldata arrivo al portone e appena oltrepasso la soglia respiro un’atmosfera surreale: all’ingresso ci sono tanti tavoli apparecchiati che rendono la chiesa viva delle parole che la riempiono. Una ad una le preghiere diventano forchette, sorrisi, profumo di cibo. Mi sento subito a casa e con la mia solita vena malinconica ritorno piccina, nella mensa dell’Antoniano, quando facevamo piccoli concerti Continua a leggere

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Siamo tutti accesi

Alle 20 il corridoio della scuola é ancora pieno dei bambini e genitori del Piccolo Coro che si salutano frettolosamente scambiandosi gli auguri. Dopo un quarto d’ora sono sola ad aspettare “gli altri bambini: i Vecchioni di Mariele”. Nel silenzio gusto l’attesa. All’improvviso spunta “la Peppina”, Simonetta, con un cabaret di squisitezze, poi Claudia, la corista più recente e via via le sorelle Boriani, i fratelli Rubini, le sorelle Kuhn… ora la scuola é piena di bimbi cresciuti (o sperduti?!) che scherzano e ridono attorno a un tavolo pieno di leccornie. Senza metterci d’accordo é saltata fuori Continua a leggere

Come una piccola carovana viaggiante

15 dicembre 2018-10-08

Il primo Cantanatale al quale ho partecipato risale almeno a 15 anni fa.
Padre Berardo, ideatore di questo “spettacolo” pre natalizio, che veniva rappresentato nella Chiesa della Santissima Annunziata di Parma, dove era stato trasferito, telefonò a Carla e a Betta chiedendo se potevano radunare un piccolo gruppo di ex coristi del Piccolo Coro per cantare qualche brano di quelli storici imparati con Mariele.
I “Vecchioni” inteso come gruppo canoro, ancora non esisteva, ma, sarà per il “carisma” di Padre Berardo Continua a leggere

Bambini e bambole

Oggi cantiamo, che bello! facciamo un concertino col coro dei “Vecchioni di Mariele”!
Alle 15.30 sono davanti al cancello della Casa Residenza Anziani e finché non leggo la targa d’ingresso, non sono sicura di essere nel posto giusto.
Poi intravedo una corista che cerca di convincere il padre ad ascoltare la partita alla radio, più tardi, dopo il concerto, mentre con dolcezza gli sistema le gambe sulla sedia a rotelle. La madre intanto, con una splendida maglia a scacchi, cerca di consolare mio figlio che è arrabbiato per i jeans troppo stretti. Credono che ogni volta che viene, sia trascinato quando, in realtà, è proprio lui a voler partecipare. All’ingresso ci accoglie un altro signore sulla carrozzina con gli occhiali da sole e il sigaro. La sua espressione fa pensare a tutto tranne che alla tristezza che temevo di trovare. Continua a leggere

Ali al motore!

 


“Le cose belle richiedono fatica” risponde Pupi alla giornalista mentre, appoggiata al muro lo ascolto rapita. E annuisco con la testa, stravolta dalla stanchezza mentre penso a quante energie abbiamo impiegato qualche ora prima, per un esibizione di pochi minuti. Energie disperse con idee, telefonate, discorsi, pubbliche relazioni, sopralluoghi, conoscenze, numeri nuovi nella rubrica, accordi e disaccordi.


Tutto inizia con una telefonata di Cristina, durante una pausa pranzo di settembre. Esplode di entusiasmo anche se lei è sempre allegra ma stavolta ha un mezzo tono in più nella sua voce, mentre parla trafelata. Mi racconta che stanno organizzando una festa a sorpresa per i 50 anni di cinema di Pupi Avati e noi “Vecchioni di Mariele” potremmo partecipare. Cosí mi frulla il cervello cercando connessioni. La Doctor Dixie Jazz Band che sarà tra gli ospiti, sarebbe perfetta per ricreare la stessa scena, nello stesso luogo di trentasei anni fa, quando insieme girammo il film “Dancing Paradise”: loro i musicisti e noi gli angeli…

Conosco al telefono Chiara Caliceti dalla voce squillante, che organizza l’evento e le propongo l’idea che accoglie con entusiasmo. Dopodiché parte la ricerca dei contatti con i componenti della band tra messaggi e telefonate.

Iniziano i depennamenti sull’agenda brillantinata, nei tragitti in autobus al lavoro,  che mi fanno sperare nel traguardo di questa magica follia. Continua a leggere

IL RESTO dei “Vecchioni di Mariele” allo Zoomarine

Abbiamo appena finito di vedere chi sarà l’animatore del nostro concerto: Amato Scarpellino  che incita il pubblico scatenato…siamo terrorizzati…


Ma eccoci finalmente all’ingresso dello Zoomarine dove spunta una mega insegna colorata. Tutti accaldati recuperiamo le varie borse e custodie mentre chiamo Irene, la dolce Irene con cui ho preso accordi telefonici per giorni. Non ho tenuto la conta della quantità di liste modificate tra coristi ed extra che si aggiungevano e toglievano ad intermittenza.
Nel frattempo arriva il responsabile del parco di cui avevo sentito parlare sul pullman come il sosia di Tom Cruise, nonché cugino delle sorelle Boriani. Ecco svelato il mistero del nostro invito! Perché sennò chi mai avrebbe potuto invitare in un posto così famoso il coro dei ” Vecchioni di Mariele?!”…non ci crediamo neanche noi! 
Poco dopo  spunta Irene con un grande sorriso e la sua solita gentilezza e all’ufficio informazioni recuperiamo tutti i pass necessari per l’ingresso: braccialetti e buoni pasto. Rispetto alla tabella di marcia siamo già in ritardo ma poco dopo capisco che i miei tempi si devono tarare al luogo e alla circostanza e non viceversa. Mano alla lista, con Irene e Luciana, depenniamo uno ad uno i presenti, distribuendo i braccialetti gialli. per un attimo penso al braccialetto della nascita e penso ridendo che siamo un po’ tutti figli di Mariele e dall’altra lo associo ai villaggi vacanze.
All’ingresso vediamo il palco che sembra avere un gradino troppo fragile per i nostri pesi…


Dopodiché appoggiamo tutte le nostre cose negli spogliatoi dei dipendenti e raggiungiamo il punto ristoro dove uniamo i tavolini, spostiamo sedie e ci sistemiamo per il pranzo. Nel frattempo ci raggiungono Giacomo e Lorenzo con le rispettive famiglie. Benissimo, ci siamo tutti. Finalmente pranziamo e subito dopo saliamo la scalinata che porta al delfinario dove una grande macchia d’azzurro rende tutto ancora più inverosimile. Irene ci istruisce sulla piccola anteprima del concerto che canteremo proprio davanti alla piscina mentre Lorenzo si trasforma nella Fata Turchina. Come per magia cambia la voce, la postura e sfoggia il suo magnifico vestito rosa, posando con i passanti incuriositi e regalando incantesimi mentre tutti noi Vecchioni siamo piegati dalle risate! Ma la Fatina e la Peppina (o meglio, Simonetta, l’interprete del Caffè della Peppina!) sono l’accoppiata meglio assortita…

E tra una risata e l’altra si sente dal microfono l’animatore che ci sta presentando mentre ricopriamo Irene con le nostre borse per poi raggiungere il corridoio davanti alla vasca.
La Fatina apre le danze e Luciana lo segue (o la segue?!) a ruota, insieme a tutti i Vecchioni. Parte la base musicale ed intoniamo “Il caffè della Peppina” mentre Lorenzo, col vestito rosa e le ciabatte, improvvisa un balletto da rompersi l’osso del collo. Ma come si fa a cantare ridendo?

Il pubblico partecipa tra battiti di mani e brevi cantatine, dopodiché noi Vecchioni raggiungiamo il palco del concerto per la prova generale. Ogni distanza da un posto all’altro ci fa impiegare un sacco di tempo che corre inesorabile.
“Daiiiiii, forzaaaaa, saliteeee” ci incita Luciana mentre saliamo i gradini del palco. Iniziano le prove e per me anche il piacere, visto che cantare ha enormi effetti benefici, mentre Irene ci ascolta stupita. Le “antichità” si riparano dal sol leone, si parlotta, c’è elettricità. Cerco d’interpretare le reazioni dei passanti che sembrano divertiti e tra me e me spero di non essere ridicola, soprattutto per Mariele.
Il tecnico audio si sistema con Luciana che ad ogni canzone gli fa segno di alzare o abbassare il volume mentre noi coristi cerchiamo di coordinarci con i microfoni e le posizioni.

 Finita la prova torniamo agli spogliatoi per indossare le divise ma nella fretta, alcune Vecchione restano chiuse dentro mentre Carla con la sua solita calma ironica, mi fa notare il cartello che c’era attaccato sulla porta…
Ma un’operatore del parco dall’accento spagnolo, risolve con una semplice tessera, salvando le donzelle. Finalmente arriva l’orario del concerto e saliamo sul palco per cantare il primo brano “Ciao amico”. L’animatore è frizzante, veloce e reattivo mentre ci presenta tra un brano e l’altro.
Luciana interviene, accompagnata da Lorenzo, quindi tutto cambia per la terza volta. Luciana spiega il significato del nostro nome

e inauguriamo tre nuove (storiche) canzoni: “Nannì”, dedicata alla regione, il “Medley folk”

e il “Medley Disney”.

Il pubblico è di poche persone dal vivo (scopro dopo, un’ESAGERAZIONE sul web!) ma partecipi e reattive, soprattutto nel finale quando il presentatore le coinvolge nell’esecuzione dei versi degli animali ” Nella vecchia fattoria”

e ancora una volta faccio un salto all’indietro. Ricordo con calore Mario Cobellini quando durante i concerti mescolava sempre noi bambini con quelli del pubblico, come per esempio quando improvvisava delle gare incredibili di “ruba bandiera”.

28A Mario Cobellini

Mario Cobellini – Luciana Boriani

Il concerto vola veloce, grazie anche agli intermezzi spiritosi del presentatore e stravolti ma soddisfatti torniamo agli spogliatoi per riprendere le nostre cose e cambiarci. Nello spiazzo del parco (di cui non ho visto praticamente niente…) consumiamo tranci di pizza per poi finire con il ballo nella schiuma che ricopre qualcuno degli accompagnatori (bambini scatenati!) e dopo i vari saluti allo staff, risaliamo sul nostro bel pullman fiammante capitanato da Rosario (che ci ha ripreso col cellulare, l’ho vistoooo!)
Il rientro a Bologna è la parte più faticosa, soprattutto i tre quarti d’ora di pausa obbligatoria (e a noi tutti incomprensibili) degli autisti, ma ormai non possiamo che abbandonarci alla stanchezza tra chiacchiere sottovoce e teste pesanti che crollano. L’arrivo è all’Antoniano e la notte inghiotte ognuno in una direzione diversa ma con la stessa dose di gioia (almeno credo…!)

VIDEO DIRETTA ZOOMARINE

 

 

I “Vecchioni di Mariele” allo Zoomarine – IL VIAGGIO

Alle 7.40 ritrovo davanti all’Antoniano per il viaggio a Roma (Pomezia) allo Zoomarine. No, non sto parlando del Piccolo Coro o meglio, non quello di oggi ma dei “Vecchioni di Mariele“. Ognuno sbuca con la sua divisa distesa nella custodia tranne le sorelle Boriani che con i loro metodi del sapersi arrangiare potrebbero tenere dei corsi. Io sono tranquilla e allegra anche se man mano che arrivavano i coristi mi preoccupo sempre più del pullman fantasma. Sono io che ho preso accordi con l’autista e mentre provo a chiamarlo cerco di non farmi sopraffare dalla mia fervida immaginazione. “Non ci siamo capiti, ha sbagliato giorno, orario, ci tira un bidone e…” BASTAAAA STAI ZITTA”. Continua a leggere