LAMPO D’OTTONE

I bimbi hanno dei poteri incredibili.
La loro energia è dirompente a qualsiasi ora del giorno fino a che non chiudono gli occhi.
La loro allegria, alle volte infastidisce, altre, riempie gli spazi bui.
La loro fantasia è faticosa da inseguire, soprattutto per chi è fuori allenamento.

Stasera eravamo sul lettone a leggere qualche capitolo della storia del GGG, uno dei compiti delle vacanze.
Gli zucchetti ridevano, ridevano, ridevano senza sosta.
Mi sono guardata intorno ma non capivo.
Ho ripreso a leggere e loro a ridere.
Mah!
Non c’era proprio nulla da ridere.
Mi stavo innervosendo.
Leggevo.
Ridevano.
Non riuscivano a fermarsi.

Fino a che non ho visto con la coda dell’occhio Zucchetta che faceva strani gesti con le mani sulla faccia.
Ma Zucchetto non poteva vederla essendo dalla parte opposta.
Poi in un lampo di luce ho visto.
Ho capito e mi sono unita alla risata.
Il faccino di Zucchetta era deformato sulla lampada d’ottone!

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NEL CASTELLO MAGICO

Ieri alle 19 siamo entrati nel Castello.

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Le nuvole erano minacciose ma non ci hanno rovinato la serata.
Appena varcato il portone, c’erano dei piedi di gigante nascosti, un’improntario, un albero delle monete magico, un nido di drago e dei fagioli magici in gabbia.

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D’improvviso eravamo entrati nel castello della fantasia, dove tutto era possibile.

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Zucchetta era eccitata e guardando la mappa, elencava tutti i posti che voleva visitare.

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Camminando siamo sbucati in una piccola piazza dove il sig. Mauro, disegnava caricature incantate.
Poco dopo è iniziato il primo spettacolo di magia del nostro illusionista preferito, tale Mattia.

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Le sue mani giocavano con carte ed anelli in un intrecciarsi di apparizioni e sparizioni.
Gli zucchetti non sapevano se guardare il caricaturista o lo spettacolo!
Poi ci siamo diretti in un giardino dove c’era una spada nella roccia, delle luci a stelline che giravano, un cavaliere che armeggiava la spada e “RediSè” il cantastorie, Re delle zucche.
Narrava la storia di Peppone e la sua scatola magica, avuta in dono dal vento dispettoso.
La sua mimica e la sua voce, t’incollavano al prato ed io l’avrei ascoltato per ore.
Sulla panchina abbiamo cenato con il pasto portato al sacco: panini, formaggi, uova sode e yogurt.
Poi siamo tornati per le viuzze dove un duo di “scozzesi romagnoli allegri” suonavano cornamusa e tamburo con una grinta travolgente.

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Zucchetta riprendeva tutto, con il suo Nintendo giallo limone.

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Dopo ci siamo fermati in un piccolo “laboratorio” dove gli zucchetti si sono costruiti le loro bacchette magiche con i materiali a disposizione: matite, pennarelli, cannucce, tessuti.
Piccoli banchetti artigianali vendevano cianfrusaglie e delizie: dalle coroncine di fiori ai cappelli da elfo e altro.

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Sbirciando, Zucco, ha trovato un anello d’argento che inseguiva da anni.
Lo stesso che compró nella nostra ultima vacanza all’estero. L
o stesso che per tante volte ha fatto aggiustare perchè ogni volta si rompeva.
Come se una sorta di maleficio gli ricordasse che non avrebbe più potuto tornare in vacanza.
Ritrovarlo gli ha dato fiducia. Una fiducia muta e segreta.
Per compensazione, Zucco ha voluto accontentare anche gli zucchetti facendogli un regalo;
per Zucchetto una splendida bacchetta che non aveva nulla da invidiare a quella di Harry Potter.
Per Zucchetta, una collana con un ciondolocchio. Tutti felicissimi insomma!
Poi eccoci in un altra piazza a guardare uno spettacolo di balli irlandesi.
Uno zampettare senza grazia con le braccia immobili come fantocci.
A me non è piaciuta anche se capivo la loro bravura.
Le scarpe da ballo erano delle specie di zoccoli neri ed il costume una specie di body con gonnellino e calze nere coprenti.
Un insieme di elementi di dubbio gusto sìa nell’estetica che nell’esecuzione.
Gli zucchetti l’hanno seguito proprio sotto al palco.

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Infine abbiamo chiuso in bellezza con lo spettacolo d’illusionismo di Mattia tra numeri nuovi ed altri già visti; Comunque, l’esibizione migliore della serata.
Stanchi e felici abbiamo oltrepassato il portone del castello e della stanchezza a mezzanotte passata.

“INVENTATOR” OVVERO L’ANTENATO DEL MORPHING

Oggi Zucchetta dal libro dei compiti, doveva fare un collage.
Finito il lavoro, Zucchetto ha iniziato a modificare tutte le foto che trovava nelle riviste sparse.
Da lì in poi è iniziato un delirio di risate senza fine.
Con niente si sono divertiti all’inverosimile.
Così, mi è tornato in mente che anche a me piaceva fare quel gioco.
Era liberatorio scarabocchiare a piacere facce di ogni tipo senza paura di sbagliare nè di rovinare niente.
Zucchetto ha dato libero sfogo alla fantasia, alimentata dagli urli di allegria della sorella.

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