SUL TAPPETO VOLANTE

Stamattina sono saltata in macchina con Zucchetto. Tra il verde dei campi ed il giallo del sole, abbiamo attraversato delle stradine di campagna per arrivare in un bel paesone.


Abbiamo cercato la biblioteca per assistere ad una rappresentazione dove si parlava di storia, di razzismo, di arte, di musica e di un tappeto volante fatto di tante piccole parti.

Un mix perfetto sulle parole della mia maestra di quinta elementare che non vedevo da quel tempo.
Così ho portato mio figlio alla mia stessa età di allora, come a rappresentare un’ altra possibilità. Perché di quel periodo ho solo brutti ricordi e molto buio.

Lui, la mia piccola luce, come a riaccendere una speranza morta. Perché la scuola ti può anche insegnare a non credere più in te. Ed io mi sentivo così fino a che non ho iniziato a lavorare.

Mentre ascoltavo la lettura della maestra che raccontava della sua dura infanzia io mi facevo piccola con lei.


  

Quindi quel magnifico tappeto che riempiva la sala della biblioteca ha fatto volare un pochino anche me con la mia piccola storia.

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5 Comments

  1. Non ricordo volentieri le elementari e nemmeno le medie, è stata una lunga sofferenza almeno fino alla 1a superiore.
    Comunque con la mia prima maestra (maestra unica, ricordiamo) andavo d’accordissimo anche se era molto all’antica, la seconda maestra invece non mi è piaciuta per nulla.

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