Le Selezioni all’Apericena

Giovedì scorso, invece di fare le prove col coro dei “Vecchioni di Mariele”, nella scuola dell’Antoniano, siamo stai invitati alla Fondazione Mariele Ventre. Maria Antonietta ci ha offerto una splendida accoglienza, prima con un ricco apericena poi dandoci la possibilità di cantare in una delle sale. L’atmosfera era allegra e familiare mentre tra una foto di gruppo senza neanche tutti gli invitati, qualcuno si guardava intorno cercando pezzi di vita trascorsa. Paolo ispezionava la foto sul pianoforte di “Dancing Paradise” mentre Lorenzo fotografava premi appesi alle pareti. I cioccolatini con la mandorla facevano da tentatori mentre si brindava con lo spumante.

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Riempite le pance, abbiamo aperto le sedie e iniziata la selezione delle canzoni. Luciana, la direttrice, ha raccolto in una sacca di tela tutti i bigliettini dei presenti dov’erano scritte le canzoni preferite da poter aggiungere al repertorio concertistico! Quindi, tutti seduti abbiamo giocato allo spoglio delle canzoni. Luciana pescava i bigliettini, Maria Antonietta ne leggeva i titoli  mentre ognuno (più o meno nella confusione generale) motivava la sua scelta. Alcune sono uscite doppie, altre per molti sconosciute, a seconda del periodo di frequentazione dei vari coristi nel Piccolo Coro. Fabio aveva continue perdite di memoria e si divertiva a sabotare le mie riprese video. Fioccavano mescolanze assurde tra un brano di Walt Disney vicino ad una canzone per il terremoto, tra le varie ovazioni generali. Ma non contenti, dopo ogni scelta, ne cantavamo un pezzo, accendendoci come un jukebox! Le parole, i respiri, le note, tutto tornava alla mente come se l’avessimo cantato due giorni prima. E questo incanto che si ripete, altri non è che il frutto di tanto studio che, probabilmente  associato alle nostre singole emotività, è rimasto impresso nelle nostre memorie. E come non ridere, prendersi in giro o intenerirsi dinnanzi a tanta gioia?!
Meraviglioso…

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Le Coccole delle Francesche

Sul palcoscenico sono tutti educati e sorridenti poi, dietro le quinte, succedono cose inverosimili. Alcuni personaggi si trasformano in persone fredde e scostanti mentre altre diventano calorose e umane.
E pensare che di Francesca ho sempre pensato che fosse troppo “rigida” ma mi sono proprio dovuta ricredere…

Cos’hanno in comune i Dirotta su Cuba, gli Yessa e i Vecchioni di Mariele?

Ma perchè si formano le reunion?
Penso ai Dirotta su Cuba che mi facevano impazzire negli anni ’90 e ci riescono ancora oggi, penso agli Yessa che si chiamavano Taglia 42 e la cantante Serenella è un ex corista dell’Antoniano, penso ai Vecchioni di Mariele di cui faccio parte con grande orgoglio…

Devo ammettere che fino a qualche anno fa le reunion mi facevano tristezza e le vedevo come un goffo tentativo di rimettere insieme un patetico presente col passato. Poi dopo i quaranta, ho cambiato idea, rivalutando tutto. Mi sono chiesta che cosa spinga a “tornare indietro” e credo che sia una ricerca a quel “modo di stare” ripescando e valorizzando le cose realizzate con impegno e successo. Inoltre ritrovarsi dopo tanto tempo aggiunge la voglia di stare insieme e di riassaporare forte emozioni con una grinta ancora più grande, quella che ti sussurra che il tuo tempo non è infinito e che devi impegnarti a viverlo piacevolmente.
Almeno per me è stato così…

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Il panda di Gesù bambina

Spolverando ho spostato gli elefantini di legno bianco, quelli che la zia mi portò da uno dei suoi viaggi. Un’altra volta invece mi regalò un panda di peluche e avevo poco più di tre anni. Appena me lo diede non mi piacque poi diventò il mio pupazzo preferito che chiamai “Panda”. Lo accudivo con tanto amore, tanto che quando non stava bene, gli photo_2017-10-21_18-13-01mettevo il dentifricio dentro alle orecchie. Panda faceva anche un verso strozzato ma per sentirlo dovevi dagli delle botte sulla schiena oppure stritorarlo con le manine. Lo portavo dappertutto e addirittura dovettero assumerlo anche alla RAI…in quell’occasione interpretavo Gesù bambina (Monia era la Madonna, Enrico era Giuseppe, Debora l’angelo) e non c’era verso di farmelo mollare.
La traccia si trova in un qualche archivio nella registrazione televisiva della trasmissione: “LASCIATI DIRE BUON NATALE” (9-10-11-12 Dicembre 1975) con la regia di Cino Tortorella, condotta da Renato Rascel e da (Alarico) Enrico Zocca del Piccolo Coro che cantò: “Bambino Gesù” e “Quanno nascette Ninno”.

TUTTO IL RESTO

La memoria è necessaria per ricordare le cose brutte affinché non si ripetano, così come è necessaria per ricordare le cose belle perché accadano ancora.

Ieri sono tornata a Pieve Santo Stefano, in occasione del concorso Saverio Tutino che raccoglie storie di memoria grazie al mio scritto: “MI MU MA, di Mio, di Musica, di Mariele“, una storia fatta di musica e accudimento, di contraddizioni e famiglia.


E dentro questa storia, resta di spalle Mariele, una piccola donna dalle grandi imprese, prima fra tutte la capacità di inventare uno spazio educativo e musicale a misura di bambino, proteggendone la spontaneità pur richiedendo il massimo da ognuno.
Ed è proprio questo che avrei voluto trasmettere con la mia storia ma come spesso accade, forse, si vede solo lo Zecchino d’Oro e tutto il resto rimane sconosciuto.
Tutto il resto.
Ecco, questo per me, che sono diventata madre, è stato un modello educativo immenso che goffamente ho provato a seguire.

Servivano gli occhi gioiosi e lo sguardo aperto per riuscire a leggere oltre alle apparenze senza necessariamente dover trovare tragedie o brutture. E ringrazio di cuore Ivana, la lettrice che ha scelto il mio diario portandolo nella sezione della lista d’onore, aprendo un varco per la mia storia che in realtà è quella di tanti, tantissimi bambini grati.

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IL VASO DELLA DISCORDIA

Questo vaso l’abbiamo ereditato dalla proprietà precedente di questa casetta al mare. Un bel vaso di fiori finti che oltre a raccogliere polvere e portare via spazio, fa anche una gran tristezza. Inizialmente troneggiava in un angolo della cucina, poi é passato nella camera di mio suocero, poi in corridoio e infine…Oggi durante il riposino di mio suocero sono sgattaiolata in cantina dove c’era tutto lo spazio adatto e sufficiente…sono curiosa di vedere se se ne accorgerà…

… 

L’ANNUNCIO DEL VECCHIONE DI STRACCI

Stanotte nel bosco di una casa in un posto incredibile, abbiamo fatto un falò per bruciare il vecchione di Capodanno. Era un fantoccio dell’altezza di mio figlio che ho cucito la notte precedente con alcuni suoi vestiti diventati piccoli. Non sapevo da che parte cominciare e dopo i primi punti ho preso coraggio inventando la testa con uno straccio.  0
Alla mattina di capodanno mio figlio ha giocato col fantoccio Continua a leggere