I Vecchioni di Mariele alla 189a Fiera di San Lazzaro

Prove alle 18.30 presso la corte comunale di San Lazzaro, precedute da chat su chat del nostro coro variegato dei Vecchioni di Mariele. Prima la conta, poi la mappa, poi la preoccupazione del parcheggio, la scaletta delle canzoni che stia dentro un’ora esatta di tempo, poi battute, foto superflue, domande ripetute…un insieme di caos e ordine sgomitanti. Sono la prima ad arrivare ma solo di pochi minuti perché incontro quasi subito Arcibaldo (il suo nome d’arte!) che con la camicina bianca comprata per l’occasione sta proprio bene (finché non se la apre e rovina tutto…). Raggiungiamo la corte che altro non è che il cinema all’aperto trasformato in palcoscenico. Carino!

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ISTRUZIONI DI TIZIANA!


Subito dopo arriva Luciana, la direttrice, stravolta e stralunata perché stasera si perde una grande festa organizzata tra parenti e amici. Mi sento in colpa, io che per ogni momento libero organizzerei solo concerti…anche lei apprezza il posto e pian piano arrivano gli altri coristi, alcuni già in divisa, altri in incognito… Antonella passa le basi al tecnico mentre ci accordiamo per i microfoni ( 2 fissi per il coro, uno per i solisti e uno per il presentatore). Inizia lo sparpagliamento tra borse sulle sedie, amici da salutare, fughe fugaci al bar e coristi in arrivo. Anche stavolta per fortuna c’è Alfredo, nominato come “addetto dell’ufficio stampa” che ha già iniziato a documentare! Stasera c’è anche una nuova corista che resta stupita della nostra adrenalina, perché forse non ha ancora capito che è uno degli ingredienti basilari per una buona riuscita! Poi arriva Giacomo, da uno dei suoi viaggi di lavoro, che ormai ho soprannominato “vice”, indispensabile colonna (vice presidente della nostra associazione, presentatore, mediatore, videomaker dei momenti topici…) Dopodiché saliamo nella sala comunale dove appoggiamo le nostre cose ma siamo rumorosi, ridacchianti e sembriamo più i bambini del Piccolo Coro che i Vecchioni di Mariele…poi finalmente, raggiungiamo il palco per iniziare le prove ma alcuni leggono le parole, altri parlottano e Luciana non c’è, perché continuamente sbaglia attacchi, suggerimenti, parti, mentre io la guardo smarrita. Una prova disastro, oltretutto senza alcuni solisti sostituiti alla spicciolata, altri che ritardano alcuni che decidono di non provare nemmeno e i suoni dalle casse che sono ingombranti,impastati con le nostre voci, mentre il fonico cerca di istruirci (ma non dovrebbe essere il contrario?!) Ma alle 19.30 dobbiamo smettere e i brani provati non sono nemmeno la metà…torniamo nella sala comunale per lasciare le nostre cose e ci sediamo appena fuori dalla corte, ai tavoli vicini di uno stand, per cenare con acqua e spianata, offerte gentilmente dall’organizzazione. Impugno il buono da 20 spianate e quando raggiungo lo stand, il ragazzo alla cassa alla parola “venti” sbianca ma la signora a fianco prende subito in mano la situazione. Così scrivo su un foglio le ordinazioni anch’esse confusionarie… perché “la delicata” è pur sempre la cotto e stracchino…io, Angela e Giulia ce le facciamo insacchettare perché preferiamo mangiare dopo il concerto (siamo le più giovani ma anche le più saggie…!?) Paolo è distrutto dai due lavori massacranti che sta facendo da tempo ma comunque c’è e la sua presenza costante lo rende unico. Occupiamo tre tavolate di Vecchioni e spianate ma il tempo stringe e inizio a sentirne la morsa, così ribadisco nella nostra chat l’ennesimo avviso dell’orario di ritrovo. Verso le 20.30 ci cambiamo nella sala comunale tra uno scatto e un ripasso di parole. E ovunque io mi giri provo meraviglia perché anche stasera abbiamo raggiunto un numero decente per sostenere un concerto! Via il vestito a pois e inizio sauna con pantalone e tennis bianche della divisa. In bagno sento Lorenzo che parla da solo e poco dopo posso decifrare il suo parlottio divertito, seguito da foto in chat…

Luciana spiega la disposizione per l’uscita nel solito caos…

infine raggiungiamo la scalinata per l’uscita al concerto (non prima di aver preso la carpetta per Giacomo in veste di presentatore e la nostra mascotte pelosa: Topo Gigio). Addirittura mancano ancora due coriste…mentre Luciana sparge raccomandazioni e disposizioni lampo incomprensibili…”e le parole di ZUM? Quando le raccogliamo? A chi le diamo?” Ora è tutto offuscato e teso per molti di noi. La corte inizia a riempirsi ma ci sono ancora molti posti liberi, d’altronde sono solo le 21 e il caldo è soffocante. Ecco, via, saliamo sul palco tutti in fila ed è la parte che più detesto perché vorrei già essere in modalità “canto”, evitando la passerella con tutti gli occhi addosso (mi sento talmente piccola…). Parte la sigla e finalmente cantiamo con le luci sparate addosso che fanno un caldo infernale ma confondono anche la vista, meglio. Sono curiosa di vedere chi è stato di parola ed è venuto, dopo le vagonate di inviti mandati ma non voglio guardare perché ora devo solo pensare a cantare, a guardare Luciana e ad entrare nella mia dimensione parallela. E ci riesco, canto, fisso Luciana che gronda sorridente e forse anche lei ora è nella sua dimensione. Cantiamo e pian piano la corte si riempie mentre il calore delle persone ci dà coraggio. E questa magia del canto scende intorno, sopra, di fianco, sotto come se entrassimo in un’enorme bolla di sapone, tutti dentro. Tutte le magagne delle prove sono rimaste insieme ai vestiti nella sala al piano di sopra. Cantiamo intervallati dalle presentazioni magistrali di Giacomo ed io sono così felice che lo potrei urlare. Ancora, ci siamo riusciti ancora a ritrovare la concentrazione, a fare uscire la nostra gioia e a riprendercela indietro raddoppiata. E questo accade in qualsiasi luogo dove scegliamo di cantare perché abbiamo addosso ancora tanta magia…

Non credo fossero in molti a conoscerci ma sul finale la corte è piena mentre chiedono a gran voce il bis!

Finito il concerto raccolgo altri tre possibili ingaggi da valutare con calma, saluto alcuni amici e festeggiamo con birra e risate. Poi invece di salire su cavalli o carrozze come succede nelle migliori favole, salgo felice sulla moto di Hey Joe (nonchè il grande Valerio con quella carezza di sua moglie) circondata dai miei cari Vecchioni per un vero e proprio lieto fine!

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