IL LAVORO BRUCIATO

L’altro pomeriggio ho ricevuto una telefonata da una signora sconosciuta che voleva fissare un colloquio di lavoro!
“Ma tu guarda!” ho pensato, “proprio a me che ho un curriculum così semplice”… però prima ancora ho sentito un’altra vocetta che mi diceva “certo! con la crisi che c’è corrono tutti a cercare me!”.
Infatti durante il colloquio telefonico ero scettica soprattutto quando chiedendo di che cosa si trattasse, la signora ha sviato dicendo che avrebbe preferito parlarne di persona. Mah…
Ho chiesto il nome della ditta e facendo una piccola ricerca corrispondente all’indirizzo (Imperial?) non risultava niente. Ho chiesto come avesse avuto il mio recapito telefonico e mi ha riferito del ragazzo cui avevo lasciato il mio curriculum (ma io lo avevo dato a lui! e non è un mio amico…). Quindi dopo aver fissato l’appuntamento ho passato qualche giorno un po’ sospeso come quando speri nel colpo di fortuna ma al tempo stesso non ci credi…

Oggi mi sono presentata nel posto e appena varcata la soglia ho capito che era una fregatura.
Ed è stata proprio la Musica il mio segnale d’allarme, perché era troppo alta e inadatta per una sala d’attesa.
Una ragazza sorridente mi ha dato un modulo da compilare e quando le ho chiesto che cosa trattasse la ditta mi ha risposto che l’avrei scoperto al colloquio. Nel frattempo continuavano ad entrare persone a ciclo continuo di ogni età e razza. Avevamo tutti la stessa espressione smarrita…Poi ho avuto la fortuna d’incontrare una ragazza che conosco di vista e mi ha riferito di essere al secondo appuntamento ma di non avere ancora capito di che cosa si trattasse mentre un’altra sussurrava che nessuno l’aveva capito. Così continuavo a fissare il foglio da compilare con aria interrogativa, cercando di capire qualcosa. Giravo la scheda e la ragazza alla reception mi diceva che la parte dietro non importava, come a volermi convincere di compilarla in fretta.
Avevo solo scritto nome e cognome e ho riconsegnato il modulo dicendo di non essere interessata mentre la ragazza mi fissava allibita.

No, mi spiace ma io valgo ancora qualcosa e non mi svendo così facilmente…
Anche se non ho studiato, anche se non ho diplomi ne lauree ma ho imparato a darmi valore e potrà pure sembrare presunzione.
Ho iniziato a lavorare a sedici anni e credo di avere almeno un po’ di fiuto.
E ho sentito solo puzza di bruciato…
Poco dopo ho scoperto con una piccola ricerca, che si trattava di una ditta che vende di tutto: dai materassi alle macchine del caffè con una sorta di sistema piramidale e di passaparola….

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