Un’insalata da sola in compagnia

Venerdì 17 agosto. Sono seduta ad un piccolo delizioso tavolo, il n°3 di una trattoria nel centro di Bologna. Scelgo un’insalata per la linea che é sempre più curva ma poi mi faccio tentare dall’accompagarla con la piada calda, fatta a mano che per pochi minuti mi fa perdere in un’altra dimensione. Mentre aspetto mi guardo intorno incuriosita dai vari quadretti che raccontano del locale ma le scritte sono troppo piccole e per leggerle dovrei alzarmi dal mio angolino. Così rileggo il menù e poco dopo arriva il pranzo. Tanti ingredienti serviti con una bella composizione che disfo in pochi secondi. Ma il piatto Continua a leggere

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La regina del funky italiano e la formica

Sono in spiaggia seduta sulla sabbia mentre curioso Instagram e scorgo una foto dei Dirotta su Cuba in bianco e nero. Sotto, le info sul loro concerto a Tollo. Cerco su Google maps e scopro che é solo a un’ora di distanza! Convinco mio marito (che in realtá accetta immediatamente) e subito dopo mi balena l’idea che potrei fare un’intervista a Simona Bencini, che un paio di anni fa ha allietato il mio compleanno al Bravo Caffé a Bologna. Così le scrivo un messaggio da instagram chiedendole un’intervista per www.testimonianzemusicali.com e lei mi risponde: “certo”! È fatta! Ma voglio essere sicura cosí scrivo ad una conoscenza comune che rafforza la mia richiesta. Mi conferma l’intenzione di Simona che riferisce di andare molto prima, quando fanno la prova del suono. Perfetto. Al pomeriggio partiamo in direzione Tollo (viva il navigatore!) Continua a leggere

Contagio marino

Oggi ho portato il mio cagnolino nel mare, in braccio, tra le piccole onde. Lui sembrava impaurito ma dopo l’immersione era felice mentre infilava il muso nella sabbia e si rotolava a schiena in su. Poi ha iniziato a correre scatenato, saltando sui teli dei vicini e dimostrando tutta la sua gioia che é diventata contagiosa.

Capitomboli Indispensabili

Oggi é uno di quei giorni in cui mollerei la spugna, che mi sento una stupida che combatte contro i mulini a vento che proprio col vento si muovono. E allora m’incupisco, mi arrabbio perché tutti si lamentano e criticano ma nessuno cerca di cambiare le cose. E allora io ci metto la faccia, i pensieri e il cuore, diventando la fanatica, la rompiscatole, l’illusa. E allora dico “adesso basta” e guardo in alto alzando le braccia. E allora sono in tanti a pensare che cerchi solo visibilità o denaro ma tutti i piccoli segni che trovo mi cercano. E quando guardo quella foto in braccio allora mi dico che tutto quello che ho ricevuto deve avere un senso.

E allora ogni volta dimentico che i capitomboli ingrandiscono la mia creatività e si tratta solo di tempo…

Per una manciata di minuti

Le cose cambiano, le persone, le situazioni. A volte per fortuna, altre purtroppo…Per me che ho vissuto la crescita dei miei figli, passo dopo passo, inciampo dopo inciampo, salto dopo salto, volo dopo volo fino alla loro distanza sempre maggiore il cambiamento pare enorme. Quando torno al mare poi l’impressione é ancora più nitida. Trascorrevamo giornate intere ad inventarci un tempo buono tra traversate nel mare dentro al canottino giallo, ricerche spasmodiche di bastoni e piume di gabbiano, pitture sui sassi, letture sullo sdraio, allevamenti di lumache nei giorni di pioggia e poi mi fermo sennò diventa una lista noiosa. C’erano ore in cui desideravo solo un pochino di solitudine e ora ne ho da vendere.

É giusto che accada e utile alla loro crescita. Stamattina proprio per caso ci siamo ritrovati per una manciata di minuti, ancora insieme, sulla strada della nostra edicola dove abbiamo comprato montagne di giornalini. Li guardavo da dietro dentro ai loro corpi e vestiti diversi e la sensazione é stata quella di aver fatto un buon lavoro. Nonostante tutto.

 

IL RESTO dei “Vecchioni di Mariele” allo Zoomarine

Abbiamo appena finito di vedere chi sarà l’animatore del nostro concerto: Amato Scarpellino  che incita il pubblico scatenato…siamo terrorizzati…


Ma eccoci finalmente all’ingresso dello Zoomarine dove spunta una mega insegna colorata. Tutti accaldati recuperiamo le varie borse e custodie mentre chiamo Irene, la dolce Irene con cui ho preso accordi telefonici per giorni. Non ho tenuto la conta della quantità di liste modificate tra coristi ed extra che si aggiungevano e toglievano ad intermittenza.
Nel frattempo arriva il responsabile del parco di cui avevo sentito parlare sul pullman come il sosia di Tom Cruise, nonché cugino delle sorelle Boriani. Ecco svelato il mistero del nostro invito! Perché sennò chi mai avrebbe potuto invitare in un posto così famoso il coro dei ” Vecchioni di Mariele?!”…non ci crediamo neanche noi! 
Poco dopo  spunta Irene con un grande sorriso e la sua solita gentilezza e all’ufficio informazioni recuperiamo tutti i pass necessari per l’ingresso: braccialetti e buoni pasto. Rispetto alla tabella di marcia siamo già in ritardo ma poco dopo capisco che i miei tempi si devono tarare al luogo e alla circostanza e non viceversa. Mano alla lista, con Irene e Luciana, depenniamo uno ad uno i presenti, distribuendo i braccialetti gialli. per un attimo penso al braccialetto della nascita e penso ridendo che siamo un po’ tutti figli di Mariele e dall’altra lo associo ai villaggi vacanze.
All’ingresso vediamo il palco che sembra avere un gradino troppo fragile per i nostri pesi…


Dopodiché appoggiamo tutte le nostre cose negli spogliatoi dei dipendenti e raggiungiamo il punto ristoro dove uniamo i tavolini, spostiamo sedie e ci sistemiamo per il pranzo. Nel frattempo ci raggiungono Giacomo e Lorenzo con le rispettive famiglie. Benissimo, ci siamo tutti. Finalmente pranziamo e subito dopo saliamo la scalinata che porta al delfinario dove una grande macchia d’azzurro rende tutto ancora più inverosimile. Irene ci istruisce sulla piccola anteprima del concerto che canteremo proprio davanti alla piscina mentre Lorenzo si trasforma nella Fata Turchina. Come per magia cambia la voce, la postura e sfoggia il suo magnifico vestito rosa, posando con i passanti incuriositi e regalando incantesimi mentre tutti noi Vecchioni siamo piegati dalle risate! Ma la Fatina e la Peppina (o meglio, Simonetta, l’interprete del Caffè della Peppina!) sono l’accoppiata meglio assortita…

E tra una risata e l’altra si sente dal microfono l’animatore che ci sta presentando mentre ricopriamo Irene con le nostre borse per poi raggiungere il corridoio davanti alla vasca.
La Fatina apre le danze e Luciana lo segue (o la segue?!) a ruota, insieme a tutti i Vecchioni. Parte la base musicale ed intoniamo “Il caffè della Peppina” mentre Lorenzo, col vestito rosa e le ciabatte, improvvisa un balletto da rompersi l’osso del collo. Ma come si fa a cantare ridendo?

Il pubblico partecipa tra battiti di mani e brevi cantatine, dopodiché noi Vecchioni raggiungiamo il palco del concerto per la prova generale. Ogni distanza da un posto all’altro ci fa impiegare un sacco di tempo che corre inesorabile.
“Daiiiiii, forzaaaaa, saliteeee” ci incita Luciana mentre saliamo i gradini del palco. Iniziano le prove e per me anche il piacere, visto che cantare ha enormi effetti benefici, mentre Irene ci ascolta stupita. Le “antichità” si riparano dal sol leone, si parlotta, c’è elettricità. Cerco d’interpretare le reazioni dei passanti che sembrano divertiti e tra me e me spero di non essere ridicola, soprattutto per Mariele.
Il tecnico audio si sistema con Luciana che ad ogni canzone gli fa segno di alzare o abbassare il volume mentre noi coristi cerchiamo di coordinarci con i microfoni e le posizioni.

 Finita la prova torniamo agli spogliatoi per indossare le divise ma nella fretta, alcune Vecchione restano chiuse dentro mentre Carla con la sua solita calma ironica, mi fa notare il cartello che c’era attaccato sulla porta…
Ma un’operatore del parco dall’accento spagnolo, risolve con una semplice tessera, salvando le donzelle. Finalmente arriva l’orario del concerto e saliamo sul palco per cantare il primo brano “Ciao amico”. L’animatore è frizzante, veloce e reattivo mentre ci presenta tra un brano e l’altro.
Luciana interviene, accompagnata da Lorenzo, quindi tutto cambia per la terza volta. Luciana spiega il significato del nostro nome

e inauguriamo tre nuove (storiche) canzoni: “Nannì”, dedicata alla regione, il “Medley folk”

e il “Medley Disney”.

Il pubblico è di poche persone dal vivo (scopro dopo, un’ESAGERAZIONE sul web!) ma partecipi e reattive, soprattutto nel finale quando il presentatore le coinvolge nell’esecuzione dei versi degli animali ” Nella vecchia fattoria”

e ancora una volta faccio un salto all’indietro. Ricordo con calore Mario Cobellini quando durante i concerti mescolava sempre noi bambini con quelli del pubblico, come per esempio quando improvvisava delle gare incredibili di “ruba bandiera”.

28A Mario Cobellini

Mario Cobellini – Luciana Boriani

Il concerto vola veloce, grazie anche agli intermezzi spiritosi del presentatore e stravolti ma soddisfatti torniamo agli spogliatoi per riprendere le nostre cose e cambiarci. Nello spiazzo del parco (di cui non ho visto praticamente niente…) consumiamo tranci di pizza per poi finire con il ballo nella schiuma che ricopre qualcuno degli accompagnatori (bambini scatenati!) e dopo i vari saluti allo staff, risaliamo sul nostro bel pullman fiammante capitanato da Rosario (che ci ha ripreso col cellulare, l’ho vistoooo!)
Il rientro a Bologna è la parte più faticosa, soprattutto i tre quarti d’ora di pausa obbligatoria (e a noi tutti incomprensibili) degli autisti, ma ormai non possiamo che abbandonarci alla stanchezza tra chiacchiere sottovoce e teste pesanti che crollano. L’arrivo è all’Antoniano e la notte inghiotte ognuno in una direzione diversa ma con la stessa dose di gioia (almeno credo…!)

VIDEO DIRETTA ZOOMARINE

 

 

I “Vecchioni di Mariele” allo Zoomarine – IL VIAGGIO

Alle 7.40 ritrovo davanti all’Antoniano per il viaggio a Roma (Pomezia) allo Zoomarine. No, non sto parlando del Piccolo Coro o meglio, non quello di oggi ma dei “Vecchioni di Mariele“. Ognuno sbuca con la sua divisa distesa nella custodia tranne le sorelle Boriani che con i loro metodi del sapersi arrangiare potrebbero tenere dei corsi. Io sono tranquilla e allegra anche se man mano che arrivavano i coristi mi preoccupo sempre più del pullman fantasma. Sono io che ho preso accordi con l’autista e mentre provo a chiamarlo cerco di non farmi sopraffare dalla mia fervida immaginazione. “Non ci siamo capiti, ha sbagliato giorno, orario, ci tira un bidone e…” BASTAAAA STAI ZITTA”. Continua a leggere