Il panda di Gesù bambina

Spolverando ho spostato gli elefantini di legno bianco, quelli che la zia mi portò da uno dei suoi viaggi. Un’altra volta invece mi regalò un panda di peluche e avevo poco più di tre anni. Appena me lo diede non mi piacque poi diventò il mio pupazzo preferito che chiamai “Panda”. Lo accudivo con tanto amore, tanto che quando non stava bene, gli photo_2017-10-21_18-13-01mettevo il dentifricio dentro alle orecchie. Panda faceva anche un verso strozzato ma per sentirlo dovevi dagli delle botte sulla schiena oppure stritorarlo con le manine. Lo portavo dappertutto e addirittura dovettero assumerlo anche alla RAI…in quell’occasione interpretavo Gesù bambina (Monia era la Madonna, Enrico era Giuseppe, Debora l’angelo) e non c’era verso di farmelo mollare.
La traccia si trova in un qualche archivio nella registrazione televisiva della trasmissione: “LASCIATI DIRE BUON NATALE” (9-10-11-12 Dicembre 1975) con la regia di Cino Tortorella, condotta da Renato Rascel e da (Alarico) Enrico Zocca del Piccolo Coro che cantò: “Bambino Gesù” e “Quanno nascette Ninno”.

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Prospettiva Disordine

Fino a un po’ di tempo fa, facevo questa passeggiata sperando di perdere un po’ di grasso, perdere un po’ di ciccia, sentirmi meno tonda, poi ho cambiato prospettiva e adesso cerco di fare un po’ di disordine nelle idee per distruggerle, spostarle, smontarle e crearne delle nuove e funziona! lo consiglio a tutti, basta un po’ di natura, qualche salita, un po’ di solitudine e tanta buona volontà…

Il lato B

Ieri camminando frettolosamente verso la posta, mi sono vista riflessa nella vetrina di un negozio ed…è successo qualcosa di nuovo. Catturando con lo sguardo una parte di me, ho provato compiacimento. Quel lato b che cercavo d’ignorare, è uscito dal giubbottino in pelle corto, senza vergogna. E mi sono venuti in mente tutti i difetti che noto nelle fisicità delle persone ma che osservando cambiano forma nel mio sguardo, diventando pregi. Sono riuscita a guardarmi così…

La mia storia con Pupi

Devo partire dall’inizio, dal 1981 quando, per un bellissimo caso della fortuna, partecipai al film “Dancing Paradise” di Pupi Avati con il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre. Cantammo qualche canzone travestiti da angeli nel Teatro Comunale di Budrio. Ricordo che fu bellissimo perché eravamo senza genitori e perché l’atmosfera era quella di un sogno, anche se di palcoscenici ne avevamo già saliti parecchi. Lì eravamo degli angeli che cantavano in mezzo ad un’orchestra strepitosa!


Da quel 1981 arriviamo ad un mese fa Continua a leggere

UNA GIORNATA CON PUPI

Ho puntato la sveglia prestino per lavarmi i capelli, mettermi la crema e prepararmi con calma. Mentre faceva colazione gli ho detto: “Amore, stamattina vai da solo a scuola” e lui mi ha risposto:”va beene mamma” ributtandosi dentro il video di Laion. Quando stava per uscire di casa, con lo zaino e la borsa di ginnastica a tracolla, l’ho visto diverso o forse ero io ad essere diversa. Ho chiuso delicatamente la porta di casa e sono tornata ad occuparmi di me, solo di me, ripensando agli ultimi preparativi prima di uscire anche se ogni volta che scendevo le scale poi le risalivo scordando qualcosa. “Allora, devo ricordare i copioni, ma tanto io non recito…i documenti? ma si, meglio prenderli…se poi non mi fanno entrare? photo_2017-10-14_23-51-03La borsa di juta…mi serve a busta e poco ingombrante…il braccialetto con le note portafortuna che mi ha regalato Claudia, il panino! l’acqua, i soldi, le cuffiette, gli occhiali, le cicles e anche il caricatore del cellulare, che se faccio molte foto!” Mia figlia dormiva e mio marito si era appena alzato e sonnecchiante cercava i vestiti per imbiancare. “Bè, lui imbianca e io vado a fare l’artista…ma è felice?!” E con questo pensiero l’ho salutato e sono uscita di casa. Continua a leggere

OCCHI APERTI

Oggi è accaduto qualcosa d’inverosimile.
Ho aperto gli occhi…Sola sulla collina ho camminato immersa nella natura. E ogni cosa che incontravo lungo il sentiero era viva, interessante e unica. In silenzio ho ascoltato ogni fruscio, caduta di ghianda e spostamento d’erba mentre la salita mi ha ricordato quanto sia fondamentale per godere la discesa. E i colori erano accesi, gli steli poesia e la terra ritorno. Oggi ho compreso che farmi un tutt’uno con la natura mi rivitalizza. I pensieri brutti hanno cambiato forma e quelli bui hanno ripreso luce.

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IL FESTIVAL DEL BUONSENSO

Quest’anno il direttore artistico del Festival di Sanremo sarà Claudio Baglioni (il mio primissimo concerto fu il suo!) che si definisce “conducente” e non “conduttore”.
Leggendo il notiziario ANSA scopro che chiunque degli invitati al Festival rimarrà fino all’ultima puntata riproponendo la propria canzone in varie versioni. Resterà il concorso ma cambierà la modalità, rendendo Sanremo simile a un festival del cinema o letterario.
E chissà che non sia l’inizio di “un altro modo di fare televisione”…