Per mano con la musica

Non puoi saperlo, forse non lo ricordi o magari è nascosto in un angolino della tua memoria. Non avevi nemmeno due anni quando Giovanni saliva in macchina con noi ad ogni viaggio. Dal parco a casa, da casa al parco, dal centro giochi a casa, da casa al centro giochi, dal supermercato a casa, da casa al supermercato, sempre e ovunque.

Stavamo attraversando un periodo molto faticoso e fitto di dolore. Giovanni ci faceva stare in silenzio nei nostri pensieri. Ieri hai toccato la sua mano ma non gli hai potuto dire che già ce l’aveva data…

Annunci

Viaggio per il mondo in Via Bentivogli

Mi sento leggera come una piuma nonostante il caldo, svolazzante come la gioia che indosso ogni volta che mi aspetta un concerto. Parcheggio e m’incammino verso Via Bentivogli con la mia borsa di juta che nasconde Topo Gigio, la nostra simpatica mascotte. Attraverso, m’infilo nella via e cambiano i rumori: dal traffico delle auto a quello di pentole, tamburi, suoni accoglienti. Guardo frettolosamente le bancarelle tutte diverse, nei colori e negli odori e sto viaggiando il mondo, infatti mi trovo alla festa multietnica della Cirenaica, la nona, intitolata: “Indovina chi viene a pranzo” invitati da Roberto Morgantini. Raggiungo il bar Jolly e trovo subito Valerio con un look decisamente sopra le righe! Mi presenta “il tecnico” che chiede particolari a me misteriosi sul nostro impianto…ma ecco che incontro alcuni Vecchioni di Mariele, oggi tutti allegri, con la divisa estiva colorata. Intanto aumentiamo, sotto il tendone musicale tra risate, abbracci e saluti. Sento l’allegria dappertutto: sotto i piedi, tutta intorno e anche sulla testa, perché ovunque mi giri lei gira con me. Non abbiamo il cavo giusto mentre Marta sventra il borsino pieno di accessori, così Massimo corre a prenderlo in macchina ma quando torna il tecnico l’ha già trovato! Giacomo passa dal tendone, ipnotizzato dall’esibizione danzereccia in corso mentre Alfredo che è diventato il nostro videomaker, filma, filma tutto. Caccio un urlo e Giacomo ci raggiunge per confrontarsi subito con Luciana per la scaletta di oggi.

Cri con le sue scarpette bianche con i cuoricini e Massimo, sono arrivati in anticipo, Sissi è accompagnata dalla sua fedele mamma e anche Giulia che oggi è bellissima con i capelli sciolti ma anche Claudia che si è fatta i boccoli! Simonetta frizza mentre Angela accoglie con i suoi abbracci ! Oggi Anto non c’è che dispiacere, lei che non si perde MAI un concerto…e Chiara è con Edo che oggi è arrabbiato…Antonella P. colonna indispensabile, Cinzia, precisa nel chiedermi la locandina da attaccare a scuola e grande Tiziana che se l’è ricordata… mentre arrivano in coda Paolo che oggi festeggia gli anni e mia sorella che è sempre più bella, radiosa come il sole.

Ci siamo, la conta torna, oggi siamo diciassette, il mio numero preferito e finalmente possiamo iniziare a cantare. Giacomo che migliora ad ogni concerto (dopo la tirata d’orecchie di qualche tempo fa…) presenta brevemente poi attacchiamo

“Ciao amico” e la mia anima bambina si appropria dei miei movimenti nella gamba che parte a ritmo e nelle braccia strette dietro. Per me inizia l’eurovisione nel mio collegamento mentale, infatti era era la sigla dello Zecchino d’Oro! ma ora, in effetti, siamo in EUROVISIONE! La gente ci ascolta, si ferma e alcuni ci filmano con i cellulari. Io canto meglio che posso e penso guardando i movimenti intorno. Luciana è ariosa e Valerio ci distribuisce bandane fiorate scomponendoci. E cantiamo ancora, ancora e ancora per tutta la mezz’ora stabilita. Ma fa strano vedere una donna di colore che canta tutte le parole del caffè della Peppina o un signore anziano in carrozzella, tutto proteso in avanti che ci riprende. Poi c’è il finale col botto anzi…con la botta del microfono nei denti di Massimo e tutti che ridono mentre mia sorella chiede a Giacomo: “ma tu fai il maiale?” prima della canzone nella vecchia fattoria…
Che banda…con le bande in fronte, al collo, al polso…che gioia!…ne abbiamo troppa…cantiamo per darla indietro!
E alla fine del concerto Luciana regala duroni a tutti!

CONTRIBUTI FOTO E VIDEO: Alfredo Zazza

Nel mondo di Carla

Era da settembre scorso che avevamo promesso di rivederci e giovedì pomeriggio mi sono decisa. Ho preso la direzione di Modena pregando che il navigatore non mi abbandonasse per raggiungere il mondo di Carla: un appartamento luminoso al sesto piano di un palazzo nel modenese.Appena riviste, Carla mi ha accolta come se non avesse più tempo da perdere con le diffidenze. Stavolta ha abbandonato i convenevoli accogliendomi in cucina che è la stanza che preferisce. Sul tavolo le tazzine per il caffè pronte e una carpetta gonfia d’arte, la sua arte, quella di Carla Cortesi.Ma stavolta le ho portato dei regali per gratificarla del suo Arcibaldo che capeggia su tutti gli inviti e le locandine del Docu-Concerto.

Quindi le ho consegnato il materiale stampato finora, occupando tutto il tavolo con la locandina 70×100 e quasi con vergogna, un album con una ventina di foto stampate in un bel formato che la ritraevano in vari momenti della sua carriera all”Antoniano. Lei con un disegno sottobraccio, lei seduta in una delle sue scenografie, lei accanto a una bambina, lei con quello sguardo fiero che le ho restituito insieme alla vivezza di quei momenti. Perché molte volte le persone hanno bisogno di rivedere che cos’hanno realizzato, chi erano e che cosa rappresentavano…ed ero talmente presa dal suo coinvolgimento che non ho realizzato nessuna intervista nè nessuna delle foto che poi mi sono venute in mente al ritorno! E dalla carpettina di cartone usciva tutto il suo mondo fatto di disegni, depliant, biglietti natalizi e i suoi primi capolavori di quando lavorava ancora per Paul Campani.

Nemmeno io sapevo chi fosse fino a che non sono andata a cercarmelo per poi scoprire ancora quali e quanti artisti hanno collaborato con l’Antoniano…Carla Cortesi non è certo una disegnatrice qualsiasi! E mi ha raccontato di quel biglietto

sul campanile dell’Antoniano che le aveva chiesto Padre Berardo, facendomi vedere il prima e il dopo, alcune copertine dei dischi,

i pagliacci della Plasmon, il pieghevole delle nozze d’argento di Fra Gabriele e una varietà di arte smisurata. E intanto mi raccontava gli episodi legati ad ogni lavoro: “Questa è la tigella per Montorso ma la parte gialla copre troppo la chiesa e la fontana di Mariele è dal lato opposto”…e proprio guardando quel disegno ho riconosciuto la chiesa

dove canteremo a giugno, con i Vecchioni di Mariele, in ricordo a Padre Berardo. Così l’ho invitata Carla per quel giorno e stavolta ha accantonato il suo imbarazzo per il tempo che è passato su di lei e poco dopo mi ha chiesto di aspettare. Ci siamo spostate in sala dove ha steso sul tavolo tondo un abito per quel giorno. Mi ha chiesto: “Dici che sia adatto?” mentre io mi sentivo contenta. Ma anche stavolta il tempo è volato, come tutte le volte in cui si crede d’ingannarlo tornando indietro…e Carla mi ha accompagnata fino al portone lasciandomi molto di più di quello che le ho dato…

I Vecchioni di Mariele nel film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro”

La ragazza nei camerini continuava ad urlare e a ripetere che eravamo peggio dei bambini ma non si rendeva conto che se eravamo lì era proprio per quel motivo…nessuno di noi è adulto quando siamo il coro dei “Vecchioni di Mariele”…
Ed è stato un giorno sospeso dalla realtà, appeso ad una nuvola mentre Mago Zurlì si metteva i brillantini nei capelli e la signorina Mariele ci passava vicino…e cantare è stato difficile, faticoso e pesante con tutte quelle emozioni addosso…
Al termine del CIAK il regista ha sussurrato:”me la ricordavo tutta!”, tornando Vecchione insieme a noi…

Senza misura

Sabato mattina. Passo da Piazza Maggiore prima di entrare al lavoro. Sui gradini davanti alla chiesa vedo l’attrice, dal vivo, per la prima volta. Riesco a malapena a scattare una foto poi mi blocco, ferma a guardare, sotto al cielo grande. Senza misura scendono lacrime mentre cerco di salvare il trucco, scendono senza misura. Sta interpretando una scena che credo di avere decifrato  e sento di far parte di qualcosa che è più grande di me.

I Vecchioni di Mariele allo SHOW ALE&ELO

A Bologna in pieno centro c’è un teatrino con una grande porta nera, nascosto in una strada laterale. Ecco, è proprio qui che dobbiamo trovarci con i Vecchioni di Mariele per una delle nostre mirabolanti avventure. Arrivo diretta dal lavoro e appena entro mi avvolgono il buio e l’atmosfera mentre Eloisa e Alessandra sono immerse nelle prove. Saluti, appoggio le borse e passo alla ragazza della regia le basi musicali. Poco dopo arrivano altri coristi e aspettiamo di poter fare una prova. Stasera non c’è Luciana che ci dirige quindi è come se fossimo dimezzati…Con Eloisa si concorda la nostra uscita durante lo spettacolo che in un primo momento avevamo pensato da fuori ma il clima non lo permette come giustamente fa notare Angela. Stasera ho la sua piccola pietra rosa che ad ogni sfregamento dalla tasca mi ricorda non tanto i suoi poteri ancestrali ma la presenza di un’amica. Prima di noi c’è il numero di un mago, così propongo di farci apparire con la parola magica ZUM ZUM ZUM mentre parte in sottofondo la sigla. Invitati da Eloisa Atti, ex corista del Piccolo Coro (quindi Vecchiona!) siamo ospiti in photo_2019-04-07_16-36-02incognito allo spettacolo teatrale ALE&ELO SHOW quindi decidiamo di non indossare la divisa ma solo il distintivo dopo svariate ipotesi…Il tempo è “diverso” nel senso che è eterno in certi momenti e fulmineo in altri mentre inizia ad arrivare gente intervallata dai coristi. Intanto in regia, le addette sono aggrovigliate dai cavi e realizzo con sgomento che ahimè non riusciremo a fare nessuna prova mentre le domande si moltiplicano ad ogni nuovo arrivo dei coristi: “MA QUANDO CANTIAMO? MA FACCIAMO LA PROVA? MA I VOLUMI? MA QUANDO MANGIAMO? MA A CHE ORA FINISCE?…”
Dentro di me si alternano calma e adrenalina perché anch’io non so quasi niente tranne che l’unico partecipante tranquillo è già nella sua postazione!

IMG_20190405_194417

Quindi è deciso, stiamo tutti seduti su tre panche infilate, per miracolo, nel teatrino. Finalmente inizia lo spettacolo, buio in sala.
Eloisa canta dolcemente con il suo ukulele poi esce la prima attrice, Giulia Lorenzelli, con un pezzo comico e mi rendo conto che nella nostra esibizione dovremo essere leggeri …mentre rimugino sulle domande che mi farà Eloisa…poi arriva Alessandra Merico che interpreta una single, seguita da Cristina D’Avena che è il nostro filo conduttore. Una Cristina che cerca di uscire dal suo personaggio a tutti i costi mentre Eloisa si trasforma in Barbara D’Urso, Rachele, cantante al miele e attrice al pepe rosa. Poi è il momento di un giovanissimo abile mago che mescola carte ed emozioni con la sua voce incerta e le sue mani sicure fino a quando formula la parola magica ZUM ZUM ZUM e in un batter d’occhio ci trasforma in bambini. Ora siamo tutti piccini e agitati sulle nostre panche e accodati saliamo disordinatamente sul palco.

Ma quando inizia la canzone “Il caffè della Peppina” mi sento persa! Chi guardo? Chi mi suggerisce gli attacchi e le parole? Chi mi da sicurezza? Sono smarrita senza la nostra direttrice mentre rincorro gli sguardi di Giulia che ha capito tutto e mi aiuta con gli occhi e le mani. E proprio lei la più piccina diventa in quel momento la più grande e ancora una volta capisco cos’è un coro, anzi, il nostro coro…dal palco cerco d’interpretare le reazioni delle persone e basta una bocca che canta con noi o una testa inclinata dalla tenerezza che mi sento contenta. Poi Elo..hem Barbara m’intervista a Pomeriggio 5 e a quel punto mi butto in un ruolo spiritoso con il cuore a mille.

photo_2019-04-07_16-35-15Ridono quindi continuo…e cantiamo “Nella vecchia fattoria” mentre Massimo è riuscito a recuperare la nostra tenera mascotte nascosta. C’è gioia, c’è leggerezza, c’è tutto ciò che serve per stare bene che meraviglia! Seguono altri sketch e concludiamo con “Ciao amico” anche se non me la gusto fino in fondo visto che un corista è rimasto seduto…
photo_2019-04-07_16-36-22Trascorriamo una serata di allegria, musica e complicità aggiungendo un’altra esperienza. Si conclude con un brindisi e con qualche rapida conoscenza poi affamati mangiamo un trancio di pizza da Altero tra risate e commenti mentre Eloisa ci raggiunge.
Torniamo alla macchina e ne approfitto per fermare un momento magico con Eloisa, proprio sotto le luci di Lucio Dalla.
Sfinita a casa mi tolgo il distintivo, la pietra rosa e vado a dormire felice.

IMG_20190406_012416