Non rimandare mai le cose belle

Mettendo in ordine ho trovato un libricino che ho comprato in un mercatino per un amico. Ogni volta che passavo dalle sue parti mi ripromettevo di portarglielo ma una volta lo scordavo a casa, un altra, avevo poco tempo, un altra ancora pensavo di disturbarlo.
L’altro pomeriggio, finalmente mi sono decisa e senza nessun preavviso mi sono presentata con il mio piccolo regalo.
E lui non c’era più. Trasferito…
In quel preciso istante ho capito l’importanza di non rimandare mai le cose belle. Ma quanto prima lo raggiungo e glielo porto…

Cartolina da Bologna

Siamo in un paradiso terrestre, seduti al tavolino in mezzo alla via, proprio vicino al palco, con una birra fresca, il vento caldo e la musica tutt’intorno. Si ma non una musica qualsiasi, sto parlando dei nostri sacri della Doctor Dixie Jazz Band. Esperienza, storia ed energia allo stato puro, alimentate da dieci elementi:

CHECCO CONIGLIO – trombone (lo stesso che giocava a tennis con papà…)
FRANCO FRANCHINI – piano
ANDREA ZUCCHI – sax
LUCA SODDU – sax
ANDREA SCORZONI – sax
GUIDO GUIDOBONI – tromba
MICHAEL HARDING – batteria
STEFANO DONVITO – basso
ANGELA SETTE – voce
VALENTINA MATTAROZZI – voce

Dalla mia posizione meravigliosa posso scrutare la scaletta dei brani, le frasi tra i musicisti, le movenze sugli strumenti con la mia solita curiosità…

La strada piena, trasformata in un salotto a cielo aperto in un rettangolo di Via Mascarella, dentro un atmosfera surreale. Vedo, ascolto e respiro così tanta bellezza che mi sento come dentro una cartolina di Bologna.

La scaletta
Angela Sette – Valentina Mattarozzi
Doctor Dixie Jazz Band
Il salotto di Via Mascarella
Franco Franchini
Stefano Donvito

Un vortice di bellezza

Appena usciti da una cena stratosferica, smaltiamo con calma passeggiando senza una meta. L’aria è calda come un phon a velocità media e la cattedrale di San Pietro ha il portone spalancato. A fianco un cartello promuove la visita al campanile, così senza preavviso m’infilo nella chiesa per avere informazioni. La ragazza mi risponde che una visita è appena cominciata e possiamo unirci. Mio marito è perplesso ma io ho già un piede dentro e così andiamo. Raggiungiamo un piccolo gruppo e saliamo con tutta la cena sullo stomaco fino in cima in un vortice di bellezza. Infine scopriamo le campane e la loro storia mentre riprendiamo fiato sfiniti. Ma la discesa è molto peggio grazie alle mie zeppe scivolose che mi fanno appoggiare alle pareti come un anziana…arrivati in fondo sono felice, felice come non mai. Felice come ogni volta che scopro una meraviglia della mia amata Bologna.


@cattedraledisanpietro #vorticedibellezza #campanile #zuccazoe

Il campanile della cattedrale di San Pietro

DENTRO ALL’ALTROVE MUSICALE

Stamattina non ho resistito quando per l’ennesima volta sono passata davanti alla porticina aperta, in un altra dimensione, attirata dalla luce e dalla penombra. Così sono entrata, nella speranza di essere sola per cercare sollievo. Ho trovato un dono inaspettato: la musica…mi sono seduta nella prima panca ed è stato come parlarci. Senza preghiere ma dentro all’altro musicale.
#altrovemusicale #parlarci #sollievo #dono #zuccazoe #chiesadeiservi

Anche solo per un caffè

“Venire qui è come fare un lungo viaggio”…

Per spezzare la routine quotidiana del mattino, spesso cambio tragitto. Una volta prendo il 101, quando ho voglia di attraversare il portico più largo di Bologna, un’altra il 90, quando preferisco sfruttare tutto il tempo in autobus o se non voglio camminare, oppure il 94 per passare dalla grata con il corso d’acqua. E così facendo, la scorsa settimana mi sono fermata in un baretto che da tempo avevo notato. Minuscolo, sotto un portico rialzato e con una forte attrazione: la musica. Ho ordinato un caffè e un dolcetto strano dal sapore nuovo. Mi sono seduta fuori ammirando i piccoli particolari di arredo: i tavolini tondi gli sgabelli diversi e quell’atmosfera esotica che ho respirato tante volte nei viaggi lontani nella geografia e nel tempo. Il barista, una persona molto gentile e premurosa, mi ha offerto un altro dolcetto tipico e riversato l’acqua quando l’ho finita, con quel senso di ospitalità che sempre cerco. Infatti nella scelta di un baretto, oltre all’accoglienza, prediligo la gentilezza anche solo per un caffè.

“Solite visite” non solo di quartiere

Quello che più mi piace di Paolo e Roberto è che anche a distanza di anni garantiscono la “solita” visita. Perché che sia in un arena, come miliardi di anni fa, che si tratti di un sottopassaggio del centro o su un autobus turistico, l’effetto è sempre lo stesso: mi coinvolgono facendomi scoprire meraviglie e nefandezze (un vero termine alla Marcolino!) della “mai finita Bologna” e mi fanno ridere e sorridere amaramente, togliendo la distanza che di solito esiste tra pubblico e palcoscenico.

Ieri sera ho portato un’amica che incredibilmente non li conosceva e sono stata contenta della sua sorpresa. Insieme ad un gruppo di turisti nostrani, abbiamo conosciuto il centro sociale Ca’ del Gufo che affianca il fiume Savena, percorrendo prati e viottoli animati da animali sconosciuti e personaggi inquietanti; abbiamo inforcato una torcia per scoprire angoli nascosti e per illuminare le poesie di Padre Buozzi; abbiamo respirato a pieni polmoni l’indispensabile “leggerezza”; abbiamo cantato muovendo la testa e sbattendo il piede, una strabiliante canzoncina parrocchiale; ci siamo fatte trasportare in un piccolo mondo incantato, finito in una particolare intubazione, nell’ennesimo fantasioso spettacolo di Paolo Maria Veronica e Roberto Malandrino…

Marcolino e Padre Buozzi
La foto-sensibile
L’intubazione

Una ragazza dello Zecchino d’Oro

La storia del film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” ne racchiude tante, tra cui una, minuscola, striminzita, gioiosa e sofferta: la mia.

Quando scopro dalla Fondazione Mariele Ventre che gireranno il film, farei di tutto per  documentarlo nel sito di Testimonianze Musicali, che tratta proprio la storia dell’Antoniano! Pagherei oro per starmene immobile e muta in un angolo a guardare, fare foto, prendere appunti e scoprire come realizzano la storia che sento anche mia. Ma nessuno mi ascolta. Mi sento incompresa ma non ho nessun titolo per far parte di un lavoro cinematografico…nessun ruolo…non sono una giornalista ma una semplice blogger che resta appesa al suo filo molto sottile della scrittura amatoriale e una malinconica corista avvinghiata alle radici dell’infanzia.

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