IL POETA DELLA CRETA

La curiosità fa strani scherzi e spinta da un’energia inspiegabile, sola, con 30 gradi, mi sono decisa ad andare alla mostra di Cleto Tomba a Castel San Pietro. Come al solito ci ho messo “un po’ più di tempo” a trovare il posto, nonostante il navigatore, ma ormai convivo con questo mio grande limite. Arrivata alla mostra, mi sono infilata giù per una scalinata silenziosa per poi sbucare in una sala dove una signora molto gentile mi porgeva la mappa. Per gentilezza l’ho presa pur sapendo che mi sarebbe servita ben a poco. Poi ho iniziato a guardare le piccole vetrine con le sculturine di Cleto Tomba, suddivise per tema. E avvicinandomi era incredibile notare la quantità di particolari che rendevano le figure così realiste. Intanto mi scappava l’occhio perché in realtà speravo di trovare qualche scultura del Piccolo Coro ma poco dopo mi sono accorta che non erano state esposte. Magari si trovano proprio all’Antoniano…Poi ho ascoltato qualche spiegazione del curatore, Piero Degliesposti che riusciva a fare rivivere quelle sagome con le sue parole.
Così mi sono gustata quelle sorprendenti opere d’arte sentendomi piccola come ogni volta che mi trovo di fronte a qualcosa di grande.

 

A PIENE MANI

Ho fatto delle scelte dopo aver osservato, pensato, ponderato. Scelte familiari, lavorative, scolastiche dettate da un modo di vedere le cose spesso incompreso. Adesso é uno di quei momenti in cui sembra tutto sbagliato, che mi sento inutile e inopportuna ma questa volta so cosa fare. Fermarmi e aspettare. Nessun giudizio né nessuna esclusione mi porterà lontano dalla mia convinzione. 

Raccoglieró a piene mani quello che adesso sembra niente.

MENTRE ASPETTO

Capita, come stasera, che lo guardi nel sonno. Entro in camera nella luce fioca, mi avvicinò e lo bacio delicatamente. E lui muove le mani in una specie di movimento riflesso come quello dei neonati. Anche di notte é piccolo. E sono tante le persone che me lo ripetono come se fosse un difetto, come se la crescita debba essere uguale per tutti, come se dipendesse da lui. E io ascolto, sospiro, a volte sorrido, altre piango mentre aspetto.

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LA MUSICA IN SERIE B

Ogni anno mi stupisco. Si respira un’aria carica di eccitazione. Al saggio scolastico annuale, osservo frotte di genitori che ammirano i loro figli semplicemente perché sono su un palcoscenico. Però poi, usciti dallo spettacolo, ci si dimentica tutto e materie come musica vengono considerate dalla maggior parte di serie B. Come se fosse un qualcosa in più, come se ne potesse fare a meno. E allora ci si dovrebbe fermare a pensare per capire che anche la musica è un nutrimento di cui l’essere umano ha bisogno. Perché già dal battito del cuore nel ventre della mamma, siamo tutti accompagnati dalla musica…