DALLA CINA FINO A QUI

È la prima volta che mi allontano per così tanto tempo da mio marito e mia figlia che sono in Cina per una serie di concerti con il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna. Una scelta difficile ma ponderata.
Questo distacco è strano e pieno di contraddizioni… può essere una difficoltà o un’opportunità!
Da una parte si respira un’aria più leggera, più libera, dimezzata; meno discussioni, meno cose da fare, meno presenze. Dall’altra, una sensazione di Continua a leggere

TROVA LA CAVALLETTA

Succede ogni anno.

Prima di partire per le vacanze dai nonni, faccio preparare ai bimbi le loro cose per passare il tempo.

Poi le novità arrivano da se e nascono nuove piccole e veloci passioni: un fumetto, un gioco di elastici…

Oggi la novità è toccata ad una cavalletta che ha fatto l’errore di capitare nel nostro giardino.

 

 

Gli zucchetti non se la sono certo fatta scappare e le hanno costruito una casa con i Lego…

 

 

 

 

 

 

 

 

In fila al semaforo, leggo il sedere della macchina davanti e scorgo l’indirizzo: lo stesso della nonna, quella di Bologna.

Ma lei non c’è più e nemmeno la sua casa.

Sul nome della via mi si apre un cortile dove  ho passato pomeriggi solitari a giocare…
Con la mia Graziella bianca giravo intorno al palazzo nel marciapiedino grigio che saliva e scendeva, passando dal cancello stretto, di quelli con la molla.
Ricordo le rose di cui raccoglievo i petali e le lucertole di cui, ahimè, qualche volta staccavo la coda.
Poi c’era il vicino del piano terra che suonava sempre il pianoforte che usciva dalla finestra.
Ricordo Ivan, del palazzo a fianco, figlio unico pieno di giochi che gli avrei portato via volentieri.
I sassolini nel cortile e le ore piene di niente.
La nonna che ogni tanto mi chiamava dalla finestra e i lanci di roba oltre la rete verde, di fronte ai parcheggi.
Ma con il tempo i colori sbiadiscono e i contorni si appannano.

Per me che sono una collezionatrice di ricordi, essi sono una porticina dove ritrovare pace.
Inoltre sono convinta che cercando sollievo nel passato, si possa affrontare meglio il futuro.

Fino all’anno scorso se ne vedevano dappertutto…
Questi fagotti informi, muniti di scalette bianche che si arrampicano sopra i muri delle case.
Sono i Babbi Natale ladri.
Quelli che rovinano la reputazione di quel Babbo Natale che arriva sulla slitta di notte e nessuno lo deve vedere.
Perché la fantasia dev’essere sostituita da cose che si vedono. Perché non c’è più tempo per immaginare.

 

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EDUCAZIONE EPISTOLARE

Mi piace la scrittura come forma di comunicazione.
È una forma che contiene le parole in modo diverso.
Fa parlare la parte dell’anima.
Mi piace trasmettere questo piacere ai miei figli, così come mia madre fece quando ero ragazzina.
Ogni tanto ci scambiavamo delle piccole lettere che dicevano molto di più delle parole a voce.
Conservo gelosamente quelle di mio marito e di un’amica dell’adolescenza.

Ai miei bimbi infilo piccoli biglietti nella merenda e colgo molte occasioni per spronarli a scrivere.
Loro spesso le raccolgono.
Per ogni compleanno disegnano e scrivono auguri.
Zucchetto riesce ad emozionarmi con una sola riga.

L’altro giorno, stavo sistemando i vestiti per il cambio stagione.
Zucchetta mi ha offerto la sua compagnia chiedendo di curiosare in un bauletto delle gioie.
Ha iniziato ad esplorarlo in ogni angolo fino a che ha trovato una scatolina contenente una collana con due ciondoli: uno a forma di lettera, l’altro a scarpetta da ballo.
Dopo una tempesta di domande mi sono arresa e le ho confessato che era sua. Una mia grande amica, la stessa delle lettere, gliel’aveva regalata per il battesimo ed io gliel’avevo conservata per dargliela nel momento giusto.
Quel momento era arrivato e Zucchetta è stata contentissima di poterla indossare.
Così ha deciso di scriverle un biglietto di ringraziamento allegando anche una sua foto con la collana appena scoperta.
Ha preparato la busta ed il mattino seguente l’abbiamo spedita.

L’altro giorno invece, è morto il gatto di una compagna di Zucchetta.
Le ho proposto di farle sentire la sua vicinanza con poche righe.
All’inizio si è opposta ma il mattino seguente l’ha fatto con grande entusiasmo.

Per me è molto importante questa forma di comunicazione.
Solo il tempo potrà dire se lo sarà anche per loro.

 

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LA MAGÌA DELLA LIBRERIA

Entrare in una libreria è qualcosa d’incredibile.
Mi piace cercare il titolo da desiderare, spaziando dai romanzi ai libri per bambini.
Il tempo si ferma tra tutte le trame, le foto e i disegni delle copertine.
In una libreria mi sento piccola e ricca: piccola per la scarsità di conoscenze che ho e ricca perché qualsiasi libro è accessibile.
Quindi poter scegliere è incoraggiante.
Poi ci sono gli autori preferiti, i libri pubblicizzati e quelli sconosciuti.
Io mi faccio influenzare molto sia dalla copertina che dalla trama.
Anche il carattere ha la sua influenza e se è troppo piccolo non mi piace (mi sa di troppe cose da dire) ma nemmeno se è troppo grande ( troppe poche…).
Poi c’è il profumo delle pagine e la piacevolezza del tocco: ruvide, lisce, sottili, spesse.
Per non parlare dei mercatini dove l’occasione è assicurata.

Oggi sono stata in una libreria dove vendevano alcuni libri al 70 per cento di sconto.
Chiaramente la maggior parte erano datati ma costavano meno di una rivista.
Ho trovato per la mia streghetta un libro con dei bellissimi disegni sulle streghe e per Zucchetto uno di mineralogia.
Li ho presi al volo, con una soddisfazione che pochi acquisti riescono a darmi!
Per me ho preso un libro di Isabel Allende che non leggo da anni ma di cui ero un’accanita lettrice.
Voglio viaggiare in una nuova storia.

 

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