TOPACCI BIANCHI

Stamattina mi sono alzata con il batticuore dopo aver fatto un incubo tremendo.

Ho sognato di vivere in una casa dove c’erano due grossi e lunghi topi bianchi, in due stanze diverse.
Ero terrorizzata e parlavo con qualcuno per eliminarli ma nessuno ci dava peso.
E questi schifosi appena aprivo la porta erano in agguato, pronti ad aggredirmi. Continua a leggere

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COI PANTALONI COLOR MATTONELLA

Coi pantaloni color mattonella e i vetri colorati al collo, sono andata a piedi in stazione.
Nel tragitto il giubbotto ha cambiato posto varie volte: prima addosso, poi sul braccio e infine sulle spalle, con le maniche attorcigliate al collo.
Il cielo è triste ma finché non piove ci cammino sotto serena.
Perché il giorno dopo un’uscita serale, l’umore è quasi sempre quello giusto.
Infatti i pensieri si allargano, cambiano aria.
Oggi ho abbandonato la fermata dell’autobus sotto casa per iniziare la giornata con più movimento che fa sempre bene.
Mi aspetta un giovedì con la mia parte accesa.

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IL GUSTO DEL PASSATO

Chissà perché molte cose del passato sembrano più belle.
Quando ascolto la radio, se mi capita di beccare un pezzo vecchio lo ascolto con piacere.
Magari lo stesso che vent’anni fa detestavo.
Se guardo delle foto vecchie mi vedo carina.
Magari le stesse in cui mi trovavo orrenda.
E questo “gusto del passato” è come una specie di trappola che ti tiene fermo, impantanato nei ricordi.
Come se non valesse la pena godere il presente…

Ci sono persone che trasmettono benessere, trasudano positività.

Ed io le ascolto, le osservo, le sento.
Credo che tutto ciò dipenda dalle scelte che hanno fatto nella loro vita, perché serve coraggio per vivere bene.
E improvvisamente mi sento stupida ed insignificante, perché tutte le mie passioni sono rimaste sogni nel cassetto.
Il canto, la creatività, la scrittura, il ballo, la filosofia, l’empatia e tanto altro non hanno la giusta collocazione nella mia piccola vita.
I miei figli sono la realizzazione di tante di queste cose ma arriva un momento in cui le proprie passioni devono essere messe altrove.
Mi piacerebbe riuscire a fare cose belle e a rendere preziosa ogni giornata della mia vita.

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LA VIA DI MEZZO DELLA TRECCIA

Certe donne hanno un’accuratezza invidiabile.
Telo teso lungo tutto lo sdraio, pelle lucida ed idratata, smalto perfetto, capelli in piega, occhiale moda.

Io sono molto diversa.

Telo mezzo umido dalle sedute dei bimbi, pelle secca con evidenti zone bianche, smalto rosato che se si consuma non si vede, capelli naturali ma per fortuna sono lisci e non serve nemmeno pettinarli, occhiale il solito, da anni.
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Ma anche nella cura dell’aspetto si possono capire le priorità di una persona.

Io sono ancora una di quelle che apprezza più le bellezze naturali rispetto a quelle artificiali.
Non mi piacciono le modifiche chirurgiche che annientano la personalità; non mi piacciono le unghie finte che fanno sembrare tutte delle streghe cattive; non mi piace tutto ciò che copre piuttosto che incorniciare.

Poi esistono le madri dall’altra parte, quelle trasandate che riversano tutto sulle figlie.

E osservando le bimbe si possono capire molte cose.
Ci sono bimbe già agghindate con smalto, orecchini e costumi maliziosi.
Ma molte mamme sembrano non rendersene conto perché ragionando così si passa per bacchettoni.
Io cerco di guardare più in lontananza e non solo nell’immediato cercando d’insegnarle uno stile adatto alla sua età.

Oggi, in spiaggia, mia figlia mi ha chiesto di farle fare una treccia, perché quelle molteplici non le trovo adatte ad una bimba.
Quindi, lei da sola ha trovato il compromesso.

La via di mezzo è sempre quella giusta.

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CON UN PIEDE DI FUORI

Era da un pezzo che non succedeva ma durante il viaggio a Roma qualcosa è cambiato.
Zucchetto non dorme bene la notte, si agita, fa incubi, parla a vanvera.
Spesso è venuto nel nostro letto.
Stasera prima di andare a dormire mi ha voluto far sentire quanto batteva forte il suo cuore.
Non sapeva come chiedermelo ma voleva dormire con noi. Non è riuscito a spiegarmi che cosa lo preoccupa così diamo “la colpa” alla crescita!
Inizialmente ero perplessa poi quando ho capito la sua angoscia l’ho accompagnato nel nostro letto.
Dopo un paio d’ore l’ho trovato nella stessa posizione rannicchiata, con un piede di fuori e con la sua marmotta stretta.

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