MUSI AL MUSEO

14Ieri pomeriggio siamo finiti al Museo dell’Archiginnasio.
L’intenzione era quella di riempire la testa e gli occhi di qualcosa che non fossero videogiochi (che piacciono tanto a loro) o negozi del centro (che piacciono tanto a me).
Superato l’ostacolo iniziale, in genere, queste visite si trasformano in piacevoli esperienze.
Ma ieri no.

 

Non abbiamo messo in conto: la stanchezza di Zucchetto che si era svegliato al mattino presto e le provocazioni di Zucchetta che criticava ogni cosa.
Oltretutto appena entrati nell’atrio, mi è venuto in mente che c’eravamo stati non molto tempo fa.
Quindi abbiamo cercato di osservare le teche e i reperti con una finta calma.
E con queste belle prerogative ho cercato di scattare foto e leggere qualche spiegazione, alla ricerca di curiosità.
La mia grande ignoranza mi ha fatto scambiare un candeliere per un attaccapanni….21anche se mi sono sentita in buona compagnia:  una madre spiegava ai figli che il poggiatesta per i morti, era per la lettura…
Ho visto vasi, statuine, mosaici, ossa, monete, lanterne e molto altro,

 


Il piccolo cortile esterno era bellissimo con i portici intorno, la fontana ed il silenzio. Bellissimo nella luce all’ingresso e nella penombra all’uscita…

 

Pur non sapendo niente trovarmi in quel posto mi dava la sensazione di assorbirne qualcosa, anche solo con l’immaginazione.

 

Ma le cose non sono migliorate nella sala degli egizi dove, sotto le luci giallognole al neon, l’atmosfera era tesa. I bimbi scalpitavano per andarsene.

 


Il pomeriggio si è poi risolto con una cioccolata in tazza…

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3 Comments

  1. Ciao.
    Parlando di musei io, vedendo il figlio annoiarsi, dato che iniziava a chiedere di andarsene ebbi questa idea. Gli diedi il seguente compito: “Le foto qui sono vietate. Ti mando in missione segreta con il tuo Nintendo (che fa anche le foto): cerca di fotografare tutto ciò di bello che trovi, alla fine ti ripagherò con una favolosa merenda”. Eravamo al Museo D’Orsay a Parigi, dove ovviamente fotografare è proibitissimo. Il figlio fece delle foto magnifiche e ravvicinate (le guardie pensavano che con il Nintendo lui stesse giocando) e si sentì inorgoglito del compito affidatogli.

    Kikkakonekka

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