UNA NUVOLA, UNA TELA E UN SOGNO

Ieri sera abbiamo cenato al ristorante cinese con la baby sitter ed il suo fidanzo.
A tavola i bimbi non smettevano mai di parlare e di mangiare

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Zucchetta ha ordinato portate senza carne e mentre si gustava una nuvola di drago, l’ha lasciata a metà quando ha saputo che era di gambero…perché ha voluto dimostrare la sua scelta di diventare vegetariana per amore degli animali.
Io e Zucco ci ridevamo sopra cercando di assecondarla.
I ragazzi non hanno mangiato granché o forse i nostri sono standard da ludri!
Dopo cena abbiamo fatto una passeggiata per il paese, immergendoci in una festa locale.
Quindi non potevano mancare: musica, bancarelle e negozi aperti.

Poi girovagando ho visto il manifesto di una mostra. L’autore: il bassista del mio gruppo, anzi, ex gruppo.
Sono entrata e l’ho visto in mezzo alla sala, con i capelli lunghi ed il suo sguardo perso.
Ho guardato tutte le sue opere esposte e sono rimasta stupita della sua bravura.
Comunque sia, mi ha fatto pensare, lo spazio che si da alle cose.
Quei disegni, appesi alle pareti bianche e nude, avevano un’enorme valorizzazione. Ho immaginato che se li avessi sfogliati in una bancarella o in un posto anonimo, avrebbero avuto una diversa attenzione.
E come i suoi quadri, anche lui sembrava splendere di una luce diversa. Quella luce che illumina quando ci si sente importanti ma non necessariamente famosi.
Io l’ho sentito in quel modo.
Poi gli sono andata incontro per fargli i complimenti e dopo un po’ lui mi ha guardata in fondo agli occhi e mi ha detto:”ma come mai io e te litighiamo sempre?” ed io ho riso.
Ho riso per l’imbarazzo e ho riso per la tensione sciolta in una frase.
Ho fatto qualche foto e ci siamo salutati.
E questo piccolo assaggio d’arte mi ha fatto rimuginare.
Perché la vita scorre e non bisogna più temporeggiare.

Basta guardarsi intorno per trovare testimonianze di piccoli progetti realizzati…

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Ancora una volta mi sono immaginata su di un piccolo palco a cantare musica in una serata qualsiasi.
Poi sono tornata con i piedi per terra con la differenza che, se qualche tempo fa mi sentivo una stupida per i miei sogni ad occhi aperti, ora mi sento una persona che ha appena iniziato a crederci.

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