Da Madre Teresa a Calcutta

Pochi giorni fa il Piccolo Coro “Mariele Ventre” ha cantato “Oroscopo” insieme al cantante originale, Calcutta, durante un suo concerto. Il palazzo dell’Unipol Arena era murato di ragazzi che probabilmente qualche anno prima avranno conosciuto qualche canzone dello Zecchino d’Oro! Io, mamma di un corista, penso come molti altri, ho dovuto cercare su GOOGLE chi fosse Calcutta (che con Madre Teresa non ha proprio nulla in comune) per sapere chi fosse e alcuni brani mi hanno lasciato perplessa…

Poi ho letto il testo della canzone che i coristi avrebbero dovuto cantare e non ci ho trovato nulla di sconveniente anche se il tema trattato nulla aveva a che fare con un coro di bambini.

Sono uscito stasera ma non ho letto l’oroscopo
Non è Rio de Janeiro ma c’è un clima fantastico
Io ti giuro stasera che ti cerco nel traffico
Sotto le unghie, nei bar, fino al Mare del Baltico
Perché non mi ricordi nessuna guagliona una cassa che suona una casa che brucia
Tutta la notte tutta la notte
Ma io mi ricordo una scritta sul muro, un rullo tamburo, una danza Kuduro
Tutta la notte, tutta la notte
Tu
Sei venuta a cercarmi
Come un lago mi guardi e ti specchi ma non mi capirai mai
Si muovono i gatti fra i secchioni e vetri rotti
E la gente prende i mezzi fra i batteri e fra i ritardi
Provi a prendermi la mano
Ma non sono li vicino
Puoi specchiarti nel mio lago
Mentre osservi il mio respiro
Ma tu non mi ricordi nessuna guagliona
una cassa che suona una casa che brucia
Tutta la notte tutta la notte
Ma io mi ricordo una scritta sul muro, un rullo tamburo, una danza Kuduro
Tutta la notte, tutta la notte
Hai qualcosa di brutto alle spalle lasciato in un film
Certamente non fai cosi
Hai qualcosa di brutto alle spalle lasciato in un film
Hai qualcosa di brutto alle spalle lasciato in un film
Ma tu non mi ricordi nessuna guagliona
una cassa che suona una casa che brucia
Tutta la notte tutta la notte
Ma io mi ricordo una scritta sul muro, un rullo tamburo, una danza Kuduro
Tutta la notte, tutta la notte

 

Poi ho pensato allo Stato Sociale e alla mia prima reazione sulla loro collaborazione, quindi ho cercato di aprire la mia mente e mi sono detta: ” Calma trarre conclusioni affrettate…” per poi accettare l’invito. Nella scuola del coro, nei corridoi ho sentito aria di tempesta ma non ho approfondito.
La sera del concerto ho assistito ad un’esibizione di pura bellezza che il coro riempiva con il suo canto, con le loro divisine scozzesi, in contrasto con tutto il concerto. Mentre cantavano scendevano immagini colorate sul maxi schermo e mi sembrava di vivere un sogno psichedelico…un viaggio onirico dentro un palazzo pieno di ormoni e fuori la neve candida. Ecco, è stato come far entrare la neve anche sul palco…Ma la neve scende raramente, come spero accadrà per questo coro speciale che ha fatto della sua identità un messaggio di infanzia…

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