UNA FORMA DEFORME

Il posto era perfetto: sole, mare, spiaggia a pochi metri, casa rimessa a nuovo, amici vicini. Da mesi cullavo l’idea di una parentesi inconsueta dove riuscire a ritrovare altre parti di me stessa, dove trascorrere tempo con mio marito, dove poter far vivere nuove esperienze ai miei figli. Ma, ma. Non eravamo soli e le dinamiche familiari hanno preso una forma deforme. Quindi eccoci a casa con l’orgoglio ferito e l’umore a terra. La convivenza con mio suocero non ha funzionato. Peccato perché le prerogative erano tutte positive. Alla fine il denaro vince su ogni cosa ma non per tutti…

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IL VASO DELLA DISCORDIA

Questo vaso l’abbiamo ereditato dalla proprietà precedente di questa casetta al mare. Un bel vaso di fiori finti che oltre a raccogliere polvere e portare via spazio, fa anche una gran tristezza. Inizialmente troneggiava in un angolo della cucina, poi é passato nella camera di mio suocero, poi in corridoio e infine…Oggi durante il riposino di mio suocero sono sgattaiolata in cantina dove c’era tutto lo spazio adatto e sufficiente…sono curiosa di vedere se se ne accorgerà…

… 

MIMOSE OGNI GIORNO

Mio marito cucina, fa la spesa, pulisce casa, fa la lavatrice e qualsiasi altra faccenda, con normalità.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Spesso esco la sera per cantare nel coro o nel gruppo o uscire con la mia amica o per le tante cose che ho voglia di fare.
E molte donne si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Quando usciamo io e mio marito per fare la spesa o in un negozio di casalinghi, le commesse si rivolgono a me e quando rispondo che è coinvolto anche lui, si stupiscono, quando sono io a stupirmi di loro.

Perché non sono la mimosa o il mazzo di fiori a rendere una donna importante ma “le stesse cose” che ogni giorno ci si spartisce.

Io la Festa della donna la festeggio ogni giorno.

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Giovedì mattino era nuvolo ma avevamo qualche ora libera prima delle prove del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, al Festival di Sanremo. Dalla finestra di Villa San Giuseppe si vedeva la spiaggia ed è stato naturale volerla raggiungere… così, dopo una bomba alla crema siamo usciti nel fruscio delle palme.
La passeggiata del lungomare di San Bartolomeo al Mare era piena di alberi e quasi deserta.
Abbiamo camminato in silenzio Continua a leggere

DI NERO E DI BIANCO

Stavamo tornando alla macchina e l’abbiamo incontrata proprio davanti alla chiesa di S. Antonio. Era buio e freddo ma le luci da terra illuminavano le nostre facce. Frettolosamente ma con la voglia di fermarci, abbiamo parlato. Notizie nere ma anche bianche. E ogni volta che scopro una cattiva notizia mi sento inadeguata…ma, per un attimo ho sentito una gioia immensa mentre mia figlia le raccontava quali canzoni avrebbero cantato e a lei si apriva il sorriso, grande, largo.
Per un attimo il nero è diventato bianco.
Strano e toccante questo incrocio di parentele. Lei, così somigliante nell’espressione e nella voce che ogni volta che giro l’angolo mi scende una lacrima…

DALLA CINA FINO A QUI

È la prima volta che mi allontano per così tanto tempo da mio marito e mia figlia che sono in Cina per una serie di concerti con il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna. Una scelta difficile ma ponderata.
Questo distacco è strano e pieno di contraddizioni… può essere una difficoltà o un’opportunità!
Da una parte si respira un’aria più leggera, più libera, dimezzata; meno discussioni, meno cose da fare, meno presenze. Dall’altra, una sensazione di Continua a leggere

I MIEI LAVORI IN CORSO

Nella stanza dei monitor o l’astronave, io e Sabrina Simoni abbiamo conosciuto Simonetta Guidotti, la conduttrice del programma “Lavori in corso” dove avremmo partecipato di lì a pochi minuti. Non abbiamo avuto il tempo di fare una bella chiacchierata per approfondire le rispettive conoscenze.
Io mi sentivo smarrita e cercavo conferme nei sorrisi delle persone intorno. Dopo poco un tecnico ci ha microfonate e siamo entrate nel piccolo studio televisivo della trasmissione dove le luci forti risaltavano ogni cosa. Lo spazio era circolare con due piccole poltrone rosse e qualche cono a terra con una striscia a righe bianche e rosse. Zitte e in piedi abbiamo assistito all’inizio del programma e dopo poco ci siamo sedute cercando in pochi secondi una posizione comoda ed educata mentre il mio pantalone s’accorciava troppo e la giacca, si, stava meglio allacciata. Avevo una paura tremenda di fare semplicemente la pupazza che presta la faccia alle parole di altri, inoltre la mia voce mi aveva quasi abbandonata. E via che è partita l’intervista……
Dopo le presentazioni, la scheda di Andrea Romoli ha approfondito la nostra partecipazione all’intervista.

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