SEGNALI SU CARTA

Mi rendo conto di pensare troppo al futuro ma è inevitabile se si hanno dei figli.
Cerco in tutti i modi di garantirgli una sicurezza emotiva.
Perché se una persona è stata amata e ha autostima, certamente saprà trovare la sua strada.
Ma questa sicurezza dove si cerca? Negli esempi? Nei libri? Nell’istinto?
Bè io la cerco dappertutto e qualsiasi segnale possa farmi capire qualcosa, cerco di coglierlo.
Ma ci sono momenti in cui le idee si accavallano, si spingono e respingono creandomi una gran confusione.
E proprio l’altro giorno sono stata ad un incontro che parlava dell’interpretazione dei disegni.
Mi è bastata una maglia viola per rendermi conto che mia figlia si sente carica di responsabilità.

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Forse, mi sono detta, mi sto disinteressando di lei e così venerdì che era disperata, abbiamo studiato storia insieme e per la prima volta mi è anche piaciuta!

Poi ho visto il disegno di Zucchetto ed ho avuto un quadro terribile: nessun terreno, nessuno sfondo come se fossimo nel vuoto; l’assenza della sorella, lui “bebè” e quelle mani cattive, addirittura con i guanti neri, sintomo d’ansia. Leggendolo mi sono sentita malissimo.

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Anche se volessi ignorare le poche nozioni ascoltate, in ogni caso era un disegno triste, come probabilmente si sente ora lui.
Così stasera ho giocato con lui ai soldatini e abbiamo allestito un campo incredibile.

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Magari non é vero niente ma preferisco cercare di migliorare qualcosa piuttosto che non fare altro che brontolare e riversare tutte le colpe su di loro.

Zucco critica sempre questo mio voler leggere dei segnali come se gli desse fastidio il continuo mettermi in discussione.
Ma io ho paura. Paura di non dare ai miei figli ciò di cui hanno bisogno, perché loro sono persone a sé.
Non si può pensare che tutto passi, semplicemente e basta.

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7 Comments

  1. Sono pienamente d’accordo, ma non farti prendere dall’ansia e cerca anche di (nei limiti del possibile) vivere, per così dire, alla giornata: ogni mattina che ha da venire è buona per ricominciare daccapo. Ogni giorno è da reinventare, senza farsi prendere troppo da sensi di colpa o eccessive preoccupazioni. Senza, con ciò, tralasciare segnali di disagio, ma in questo tu sei attenta e molto presente… Continua così, Zoe. Laddove c’è impegno, non c’è spazio per sensi di colpa.

  2. Anche io provo a fare come te: mi metto in discussione, leggo, cerco, provo, sperimento.. Per provare a dare il 100% ai miei bimbi. Come già sai i miei sono piccoli, ma anche io ho letto l’interpretazione dei disegni, e devo dirti che ci ho dato peso. Contrariamente, Amoremio, mi dice che sono sciocchezze, che non è importante dove un bimbo disegna il sole, non c’entra il suo rapporto col padre. Eppure ci continuo a vedere un fondo di verità: come nella scelta sei colori usati, disegnare o meno componenti della famiglia, dove è come sono disegnati. Ho notato però che sono influenzati tanto dalle emozioni del momento, però è davvero complesso ed ampio. Ma è giusto far caso ad ogni segnale, per correggere il tiro. D’altronde, noi siamo LA mamma, e loro il papà.

  3. io credo che non esista “il caso” nei disegni dei bambini… loro disegnano seguendo il loro istinto e di conseguenza le immagini che derivano dalla loro mente… quello che a mio avviso va preso con le pinze è l’associazione che si fa o che spesso gli studi cercano di spiegare…
    vanno tenute bene a mente due cose, secondo me fondamentali..

    – quelle che ci vengono dette sono linee guida e non testi sacri, nel senso che devono servire come spunto di riflessione e analisi che poi solo e soltanto il genitore ha elementi per associarle ai propri figli e ad altri segni o segnali che magari loro lasciano con il loro vivere. Queste testi potrebbero esser confermate così come in egual misura smentite..

    – Specialmente nei bambini e nell’adolescenza quello che ne consegue è sempre un “adesso” e non un “per sempre”.. nessuno più di loro è in continua evoluzione e alla ricerca di se stesso ed è in balia di vento e mare tra famiglia, amici e società… spesso ci si spaventa delle conseguenze a lungo termine invece che dedicarsi a quelle dell’immediato sprecando così energia utile e costruendo a volte molto più di quel che serve, che molto spesso è invece anche solo un pò di tempo dedicato…

    queste ovviamente sono le mie riflessioni che non si basano su nessuno studio specifico, ma sul semplice fatto di osservare ciò che mi circonda e di essermi evidentemente imbattuto spesso in una situazione e dei pensieri molto simili ai tuoi..

    io credo che sia giusto vedere, osservare, interrogarsi per tutte quelle persone che sono predisposte a farlo, per quelle cioè che un domani potrebbero sentirsi male per non averlo fatto… così come sia giusto che quelli che non sono inclinati allo stesso modo ( : ) mi prendo la licenza poetica) possano non capire….

    trovo meno giusto da una parte o dall’altra sminuire l’istinto dell’altro..

  4. Il disegno è una forma di comunicazione! Un linguaggio espressivo. Ma le interpretazioni statiche e rigorose non si addicono affatto alla complessità dell’animo umano, tantomeno a quella di un bambino! È importante lasciare che loro si esprimano anche attraverso il disegno, ma è altrettanto importante non limitarsi a letture semplicistiche e sommarie! A volte l’istinto materno può dirci molto, ma molto di più di tanti complessi sistemi scientifici e psicologici! Evviva la libertà di usare tutti i colori e tutti gli spazi…

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