L’altro giorno mi sono decisa a finire il cambio stagione dei bimbi.

 

Vestiti

Finalmente ho trovato un compromesso per non perdermi in trastullazioni mentali quando devo mettere via qualcosa. Perché alcuni vestiti sono veri e propri souvenir di vita che mi evocano ricordi. Così quando devo svuotare, faccio due gruppi: il primo è quello dei capi che venderò a qualche negozio di usato, il secondo è quello prezioso che conservo in garage.

Dicevo, appunto, che dopo aver svuotato buona parte dei cassetti, siamo andati a fare compere.
Zucchetta sembrava impazzita tra le corsie del negozio ed era ben decisa sulle cose che avrebbe voluto.
Per la prima volta, ha scelto il rosa, sventolando la sua femminilità.
Di sottecchi cercava la mia approvazione che io non ho esitato a mostrarle.
Si è lanciata sui vestiti dicendo però che lei è “umile” e non le piacciono le cose appariscenti…
Quindi non finiva più di accatastate maglie, canotte, pantaloncini….
Poi mi chiedeva “consigli”facendomi sentire veramente importante.
Infine ha scelto anche una spazzola, delle mollette con i fiocchetti e degli infradito color salvia.

Io e Zucco ci guardavamo sbigottiti e divertiti.

Mi sono sentita una “brava madre” che ha saputo accettare le sue scelte.
Perché mia figlia ha un carattere tosto da quando è nata.
Confesso di averla cresciuta io stessa comprandole più libri che vestiti e non ho mai prediletto lo stile a caramella. Però, già dalle elementari lei ha deciso di abolire tutto ciò (o quasi) che fosse femminile ed io l’ho lasciata fare anche quando mi sarebbe piaciuto vederla diversamente.

Forse, inconsciamente, le ho passato io il messaggio distorto.

Ma ora Zucchetta ha accettato la sua femminilità che non fa per forza rima con stupidità.