CIN CIN PER LA CINA

A distanza di 39 anni chi l’avrebbe mai detto che quella bimbetta che cantava “campè” sarebbe diventata una mamma di una corista che sarebbe andata a cantare in Cina? Si tratta della canzone “Cin cin in tutto il mondo“, scritta da Vittorio Sessa Vitali con la musica di Giordano Bruno Martelli. Nel 1977 venne cantata fuori concorso in occasione del 20° Zecchino d’Oro.
E proprio domani, mia figlia e mio marito partiranno  con il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano di Bologna per una lunga serie di concerti da Shanghai a Pechino.
Quindi brindo al loro viaggio con un “cin cin”…

IN VIAGGIO ALLA RAI

Pochi giorni fa mi ha telefonato Sabrina, la direttrice del coro dove cantano i miei figli, proponendomi di partecipare con lei ad un’intervista. Ospiti ad una trasmissione del TG2 “Lavori in corso”, avremmo parlato del coro, dello Zecchino d’Oro e della mia storia di ex corista e mamma.
Così ieri sera dopo le prove in studio dello Zecchino, con trolley alla mano ci siamo dirette in stazione per prendere il treno che ci portava a Roma. Per cena, un tramezzino con birra.

Arrivate all’albergo ci siamo date appuntamento per il mattino seguente nell’atrio dove c’era un grazioso presepe meccanico.


E quando sono entrata nella mia stanza, Continua a leggere

VIAGGIO ALLA CITTÀ IDEALE

Lavanda e caramelle americane

Sabato mattina ero pronta per accompagnare Ginetta e Pino a Volterra al laboratorio teatrale “Logos” dell’ Archivio Zeta.
Sono arrivati con un anticipo di mezz’ora ma, la mia solita ansia di ritardare, ha fatto coincidere tutto. Ho raccolto le mie due borse: quella patchwork del Messico e quella grezza di juta, ognuna ben organizzata la sera prima, ho salutato la mia piccola tribù e sono salita in macchina. Nel posto dietro un sedile era reclinato per far posto alle varie scenografie tra valigie, ceste in vimini, la lavanda raccolta ieri, conchiglie e caramelle.
Io mi sentivo strana tra la voglia di vivere questa nuova esperienza e la tristezza di non condividerla con il resto della famiglia ma poi l’istinto di sopravvivenza ha avuto la meglio. Eravamo in perfetto orario sulla tabella di marcia ma, dopo pochi chilometri, Gin ha visto un campo di fiori viola e si è voluta fermare a raccoglierne qualcuno. E se da lontano erano incantevoli nella loro macchia di colore, da vicino erano strani, molto meno aggraziati anche se in realtà proprio quei loro bitorzoli li rendevano ancora più suggestivi.

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Dopo qualche giorno di buio ho riacceso la luce.

Ieri mattina, invece di lavorare, ho accompagnato Zucco ad un appuntamento di lavoro.
Ho lasciato a casa le cose da fare e i sensi di colpa.
Il viaggio in macchina mi è servito a capire molte cose che in questo periodo mi stanno cambiando.
Lui mi ha raccontato di una moglie, troppo nervosa e brontolona, impegnata solo sui “problemi” dei figli e del lavoro.
Sempre arrovellata a cercare soluzioni senza farsi scivolare nulla addosso.
Una persona concentrata solo sui propri piaceri e distante dal suo compagno. Talmente distante, da averlo lasciato solo nel giorno più triste dell’anno (quello in cui ricorre l’anniversario della morte di sua madre.)
Io ho ascoltato, a bocca chiusa e a bocca aperta.
Mi sono guardata dall’esterno, riconoscendo le lamentele di mio marito.
Queste critiche sono state indispensabili per aggiustare le mie crepe, prima che diventino rotture.

Ieri sera abbiamo cenato soli, con un lieve sottofondo musicale (e non quello dei cartoni!)

Stamattina ho infilato un anello che comprammo insieme molto tempo fa.
Voglio usarlo per ricordarmi di essere anche una fidanzata.

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Il 2013 è stato un anno pieno di buone cose.
Prime fra tutte la consapevolezza acquisita con nuove esperienze.
Questo anche grazie al mio blog che continuo a nutrire nonostante i paletti che ogni tanto mi vengono imposti.
Ma io non voglio smettere di ” focalizzare” (come dice un’amica).
Perché imparare a conoscere se stessi è il viaggio più faticoso e più bello per vivere bene.
È il punto di partenza per poi conoscere anche gli altri.
Io non avrei mai creduto di scoprire ancora e ancora il mio Amore.
Continua a riempirmi di stupore e di gioia.
Nonostante gli screzi, nonostante i tempi diversi, viaggiamo sempre per mano.
Non pensavo proprio di poter fare il lavoro che faccio con le scarse competenze che ho.
Ma come dico sempre, partendo dal basso non si può che risalire…
Nemmeno immaginavo di cambiare orizzonti per i miei figli.
La mia rigidità si è ammorbidita.
Non prevedevo di essere sincera a tal punto da rifiutare copioni recitati per anni, sempre come comparsa.
Poi ci sono le banalità quotidiane che sommate diventano fatiche enormi.
Non ho abbandonato il sogno di cantare ma non lo spreco con le persone inadatte.
Ho smesso di sudare quando cerco un parcheggio;
Non m’interesso più di certi elementi che mi usano solo da specchio;
Non mi spaventano la fatica nè la povertà.
Non mi affido nelle mani di oroscopi, economia o chissà quali scenari.
Continuo a riempire la mia borsa dei buoni propositi nel viaggio che inizia ogni giorno.
Perché la vera crisi è quella delle idee, dell’entusiasmo, della voglia di scoprire.
Ed io ne ho da vendere.

 

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LA MAGÌA DELLA LIBRERIA

Entrare in una libreria è qualcosa d’incredibile.
Mi piace cercare il titolo da desiderare, spaziando dai romanzi ai libri per bambini.
Il tempo si ferma tra tutte le trame, le foto e i disegni delle copertine.
In una libreria mi sento piccola e ricca: piccola per la scarsità di conoscenze che ho e ricca perché qualsiasi libro è accessibile.
Quindi poter scegliere è incoraggiante.
Poi ci sono gli autori preferiti, i libri pubblicizzati e quelli sconosciuti.
Io mi faccio influenzare molto sia dalla copertina che dalla trama.
Anche il carattere ha la sua influenza e se è troppo piccolo non mi piace (mi sa di troppe cose da dire) ma nemmeno se è troppo grande ( troppe poche…).
Poi c’è il profumo delle pagine e la piacevolezza del tocco: ruvide, lisce, sottili, spesse.
Per non parlare dei mercatini dove l’occasione è assicurata.

Oggi sono stata in una libreria dove vendevano alcuni libri al 70 per cento di sconto.
Chiaramente la maggior parte erano datati ma costavano meno di una rivista.
Ho trovato per la mia streghetta un libro con dei bellissimi disegni sulle streghe e per Zucchetto uno di mineralogia.
Li ho presi al volo, con una soddisfazione che pochi acquisti riescono a darmi!
Per me ho preso un libro di Isabel Allende che non leggo da anni ma di cui ero un’accanita lettrice.
Voglio viaggiare in una nuova storia.

 

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3,8 CHILOMETRI A 7 E 1/2

Stamattina è stata la volta di Zucchetto.
Ci siamo alzati insieme e così gli ho proposto di venire con me a fare la passeggiata di salute in riva al mare.
Lui voleva aspettare la sorella ma poi l’ho convinto.
Ha sempre il timore delle sue scenate di gelosia…
Così ci siamo preparati e via, incontro al sole e ai passi.
Gli ho spiegato che avremmo camminato fino a quando se la sarebbe sentita.
Quasi subito ha trovato un bastone che lo ha accompagnato per tutto il resto del viaggio.
Poi spesso si fermava per cercare dei sassi speciali o chissà quale tesoro!

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Dopo un chilometro voleva sapere quanta strada avevamo percorso, forse volendo eguagliare i nove, percorsi da Zucchetta.
Anche lui è un bimbo grintoso e abituato a camminare ma due anni in meno a quest’età fanno molto la differenza.
A tratti ci tenevamo per mano e Zucchetto mi ha chiesto cosa sono l’alta e la bassa marea.
Poi si è spazientito per le foto che gli scattavo, scimmiottando la mia frase che non ci dovevamo sempre fermare.
Arrivati al chilometro numero due era tutto rosso e il sole bruciava, così gli ho proposto di fermarci al molo.
Abbiamo salterellato sugli scogli e ci siamo seduti proprio alla fine.

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C’erano alcuni pescatori con le loro canne, nell’attesa di qualche pesce distratto.

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Poi abbiamo deciso di tornare indietro, costeggiando la strada asfaltata, come aveva sentito dal racconto della sorella.
Arrivati sulla strada credeva di essere già arrivato a casa ma distraendolo non si è disarmato.
Per molto tempo mi ha parlato delle Yu-Gi-Oh con relative potenze e caratteristiche.
Io lo ascoltavo ma alla fine si è trasformato in un monologo.
Provavo a partecipare a quei deliri di mostri e livelli ma dopo un po’ mi sono persa.
Zucchetto è un concentrato di dolcezza e fantasia.
In questo periodo quello è il suo mondo e non sarò certo io a farcelo uscire!
Giunti a casa era “disidratato” e per prima cosa ha bevuto.

Una bella passeggiata.

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