Dopo qualche giorno di buio ho riacceso la luce.

Ieri mattina, invece di lavorare, ho accompagnato Zucco ad un appuntamento di lavoro.
Ho lasciato a casa le cose da fare e i sensi di colpa.
Il viaggio in macchina mi è servito a capire molte cose che in questo periodo mi stanno cambiando.
Lui mi ha raccontato di una moglie, troppo nervosa e brontolona, impegnata solo sui “problemi” dei figli e del lavoro.
Sempre arrovellata a cercare soluzioni senza farsi scivolare nulla addosso.
Una persona concentrata solo sui propri piaceri e distante dal suo compagno. Talmente distante, da averlo lasciato solo nel giorno più triste dell’anno (quello in cui ricorre l’anniversario della morte di sua madre.)
Io ho ascoltato, a bocca chiusa e a bocca aperta.
Mi sono guardata dall’esterno, riconoscendo le lamentele di mio marito.
Queste critiche sono state indispensabili per aggiustare le mie crepe, prima che diventino rotture.

Ieri sera abbiamo cenato soli, con un lieve sottofondo musicale (e non quello dei cartoni!)

Stamattina ho infilato un anello che comprammo insieme molto tempo fa.
Voglio usarlo per ricordarmi di essere anche una fidanzata.

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