IL SOLE IN SALA GIOCHI

Oggi dopo giornate di maltempo e di grande noia, ho portato i bimbi in sala giochi.

In una quarantina di minuti, dopo aver attraversato una parte di spiaggia, una brutta strada curvosa e stretta, in compagnia della cara pioggerellina, siamo arrivati.

Appena varcato l’ingresso, Zucchetta si è accorta che avevano tolto gli elastici per saltare con il tappeto, quelli che le piacevano tanto.

Una volta all’interno, abbiamo notato molti cambiamenti.

Alcuni giochi non c’erano più, come quello che dovevi martellare gli squali sulla testa.

La prima cosa che hanno fatto è stata quella di precipitarsi a guardare i piccoli premi. Il loro primo ragionamento è stato: “cambiati i giochi, cambiati i premi…”

Così ho pensato bene di fotografare i loro giochi preferiti. Non si sa mai tolgano anche quelli. Almeno ne avremmo una traccia nel ricordo.

E’ triste vedere i posti che si svuotano, che cambiano, che peggiorano.

Ma i bimbi si sono divertiti lo stesso e verso la fine dei gettoni, hanno iniziato il gioco della ricerca sotto ai macchinari con scarso successo.

Erano pieni di gioia mentre correvano da un gioco all’altro e raccoglievano i biglietti dei premi.

Anch’io ero soddisfatta a vederli così.

Sono usciti che erano al settimo cielo perché erano riusciti a vincere due pennette per i loro videogiochi, adocchiate immediatamente.
Quella verde per Zucchetta e la rossa per Zucchetto.
E anche nella scelta del regalo mi hanno stupita piacevolmente perché hanno preferito quello con uno dei punteggi più bassi.

 

Io non voglio che i miei figli crescano con una visione del mondo negativa e faccio di tutto perché non accada.

Anche oggi in edicola, un signore si lamentava della crisi, del tempo, di questo e di quello.

Non mi piace che respirino l’aria di rassegnazione che aleggia in ogni luogo.

Non bisogna mettere la testa sotto alla sabbia ma nemmeno vivere sempre accompagnati da brutte notizie.

Come si può sperare che possano cambiare il mondo?

 

 

TI GUARDO

Alcune volte ti guardo e mi spavento della tua lontananza, la tua apparente indipendenza.
Altre volte mi preoccupo per la tua arroganza, la tua aggressività.
Almeno una volta al giorno mi domando se sto facendo del mio meglio.
Ma appena esci nel mondo esterno, viene fuori la tua parte migliore e questo mi aiuta a proseguire nella mia direzione.

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SOLA IN MEZZO AL MERCATO

In certi momenti mi prende l’angoscia.
E l’angoscia nasce dallo smarrimento, dalla mancanza di punti di riferimento.
Mi fermo, chiedendomi se tutte le mie fatiche, i miei modi di pensare, di costruire e distruggere,di cercare e cambiare, abbiano un senso.
Da una parte ci sono le mie convinzioni e dall’altra, una società che rema contro.
Forse è proprio questa la vera fatica dei genitori di quest’epoca: la diversità tra i nostri insegnamenti ed i messaggi del mondo esterno, soggiogato dal “mercato”.
Ogni cosa deve avere come scopo finale il guadagno. Quindi, anche le passioni, gli sport o le abilità in genere, devono essere monetizzate.
Le persone stesse, valgono a seconda di quanto guadagnano.
La mia angoscia non dipende da ciò che i miei figli faranno “da grandi” (la mia unica ambizione è l’onestà) ma da questo modo di pensare ed agire.

CON LA PUNTA DEL PIEDE

Ieri dopo il lavoro, sono stata ad un “Workshop iOS in Business” alla Apple.
Mi ha iscritta Zucco, con mia grande sorpresa.

Ancora una volta mi sono sentirà fortunata di vivere in una città come Bologna che offre tante opportunità.

Con curiosità dopo aver riferito l’appuntamento all’ingresso, mi sono seduta intorno ad un tavolo, insieme a degli sconosciuti.
I relatori erano due ragazzi giovani, uno brillante, l’altro opaco.
Volevo capire che cosa e quanto avrei capito del “linguaggio tecnologico” che sempre più si sta insinuando nel mio lavoro e nel mio quotidiano.
Incredibilmente ho seguito l’incontro con interesse e ho scoperto cose nuove tra cui alcune app, funzioni e possibilità.
L’ottanta per cento dei partecipanti erano uomini e tra questi spiccava Armando, un signore anziano tutto vestito di bianco compresa la barba.
Lui era un abituè ma non mi sembrava particolarmente gradito dal personale, anche se facevano di tutto per dimostrare il contrario.
L’incontro era volto alla promozione subdola di “una scatolina magica” che collegata ad uno schermo, mostrava ciò che si vedeva sul proprio IPhone o IPad.
Finito l’incontro mi sono affrettata a condividere al telefono con Zucco, tutto ciò che avevo scoperto.
Lui, conosceva già ogni novità, essendo un informatico ed un appassionato di tecnologie.
È stato bello entrare con la punta del piede nel suo mondo.

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Stamattina il Don ha parlato di “spine”.
Diceva che noi abbiamo la possibilità di scegliere. Possiamo attaccare “la spina del Mondo” oppure scegliere “la spina di Dio”.
La prima è intesa come quella delle cose materiali, la seconda come quella della spiritualità, dell’amore.
Ho chiesto a Zucco, secondo lui, come si deve fare se si vogliono attaccare tutt’e due.

Lui è andato nella sua cassetta degli attrezzi e mi ha portato la risposta.

 

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GRIGIO COLORATO

Oggi sono stravolta e felice.
Mi godo questa gioia frizzante che mi fa apprezzare anche questo lungo viaggio al lavoro in autobus.
Il cielo è di un grigio molto triste ma i miei colori dentro, lo coprono.
Mi sento come quando ci s’innamora, come quando trovi lavoro, come quando fai una nuova amicizia, come quando qualcosa si ribalta nella quotidianità.
Quando mi sento così,vorrei urlarlo al mondo.

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E poi un giorno diventi madre e cambia il tuo sguardo.
Si addolcisce, s’approfondisce.
Alcune cose che prima guardavi , ora le osservi, le studi.
Gli occhi diventano lenti da microscopio.
Il mondo che ti circonda diventa tutto da riguardare.
I colori sono più numerosi e più intensi e le parole non bastano per raccontarli.
Ci si trasforma in una specie diversa.