
Juta, lana, zip, perline in legno e fantasia…
Juta, lana, zip, perline in legno e fantasia…
Oggi pomeriggio tra una lavatrice e un colpo di straccio, ho improvvisato un set fotografico per “le Sprecise”. Con il solito telo di lino bianco che mi accompagna nelle varie forme di arte, ho creato lo sfondo, sul tavolo della terrazza. Eccole qui.
Sabato mattina mi sono alzata presto per andare al mercato di Fano a vendere “le sprecise”, le mie invenzioni in juta.
Ho lasciato casa nel silenzio e guidato per le strade libere. Dal parcheggio alla strada del mercato c’era parecchia strada ma mi sono fatta coraggio dicendomi che camminare fa bene. Giravo con il mio standino in legno sotto il braccio che ingombrava parecchio e nell’altro Continua a leggere
Da tempo conservavo dei sacchi di juta, come in attesa di qualcosa.
All’improvviso, mi sono messa a cucire con del filo colorato e con del filo di juta, realizzando la mia prima “borsa delle avventure” che ha segnato l’inizio.
Dalla terrazza di casa ho continuato a cucire in spiaggia.
Al mare dopo aver finito il filo di juta, mia mamma mi ha regalato dei gomitoli di lana che hanno acceso la mia creatività. Ho mescolato noia, juta, lana e ho scoperto una nuova passione.
Le persone intorno continuavano a Continua a leggere
Ieri siamo stati a Gabicce da degli amici. Tra loro, un diciasettenne che ha scelto la disposizione dei colori delle cuciture.
Quindi ho cucito con i piedi nella sabbia e la brezza nel naso.
Il secondo secchiello di juta che ho cucito, l’ho chiamato: “Chicchi”.
Ha cuciture azzurre, blu e marroni col manico sempre in juta. Di lato una piccola toppa.
Sto continuando ad inventare borse di juta anche se non so quale sarà la loro fine. Alcune le regalo, altre le potrei vendere ma intanto muovo le mani, uso i gomitoli di mamma e creo.
Questo è un modello a secchiello, modello: “Ciliegie di caffè” dalle cuciture verdi, gialle e rosse e col manico in juta.
Lo spunto me l’ha dato mia figlia, regalandomi una sacca che non usa più e che comprammo insieme in un mercatino etnico. Credo che a suo modo volesse darmi un consiglio…
Non so cosa effettivamente ne farò di tutte queste borse ma qualche ideuccia ce l’avrei…
Comunque credo che si debbano chiamare “Le Sprecise” perchè ognuna è diversa, sperimentale, asimmetrica, insomma, artigianale ma dalle mani di una dilettante!
Ieri pomeriggio ho recapitato la borsa “Kizombera” a mia sorella.
La Kizomba è un genere musicale e uno stile di danza che sta prendendo piede e ritmo…anche in Italia! A lei piace molto e questo ballo l’ha travolta!
Dopo un primo tentativo di scritta illeggibile ho cambiato metodo e scrivo le lettere direttamente su un foglio di carta che applico poi sulla borsa.
E’ la prima borsa in juta che ho fatto così grande e lei mi farà da tester!