UN ABBRACCIO A PATRIZIA

C’è stato un periodo in cui al sabato mattina portavo mio figlio a lezioni di teatro, in una saletta di fianco al comune. Lui si divertiva ma, egoisticamente, molto di più io che, alla fine di ogni appuntamento, rimanevo per lungo tempo a chiacchierare con la sua insegnante. Una donna che sprizza energia e simpatia da tutti i pori!
Oggi compie gli anni e anche se questo è un miliardesimo dei lavori che ha fatto (e credo quello meno importante) rido ogni volta che la vedo…

Auguri Patrizia!

LA MIA MAESTRA MI HA PORTATO ALL’UNIVERSITÀ

A 16 anni ho smesso di studiare, anzi, di fingere di studiare. Dopo mi sono sempre arrangiata, ingegnata, risolta, tenendo alto il mio orgoglio, fino a che non ho scoperto di essere curiosa. Cercando sono arrivata a capire che se avessi studiato avrei ottenuto di meglio da me stessa ma con amarezza me ne sono fatta una ragione.
Ieri sono stata per la prima volta in un’aula universitaria, per assistere incuriosita ad una lezione aperta cui avrebbe partecipato anche Ginetta, la mia maestra di quinta elementare con un paio di musicisti e il Prof. Pietro Luigi Clemente, etno antropologo.

universita

Mentre il Prof. parlava mi piaceva ascoltarlo e non capivo se era molto bravo lui a spiegare, io ad afferrare i contenuti o entrambe le cose. Ha raccontato storie, esempi di scrittura, comunicando grande saggezza e intanto pensavo a quanto potrebbe essere piacevole frequentare una persona così ricca.
Poi ha illustrato l’attività dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve di Santo Stefano dove sono depositati più di 7000 diari, una banca della memoria nata negli anni 80. Il Professore ha sottolineato che la caratteristica principale delle storie consegnate sta nella vivezza più che nella forma o nelle ideologie. L’archivio dal 1984 offre così spazio a diari, memorie ed epistolari. Quest’estate anch’io ho depositato una mia memoria autobiografica e Continua a leggere

Divento monotona e mi do noia da sola ma è successo ancora e ancora.
Ieri pomeriggio sono tornata ad assistere allo spettacolo “Sur les bords de la France” di e con Ginetta Maria Fino, questa volta con una consapevolezza che mi ha fatto gustare profondamente le emozioni che provavo.
Ancora ho avuto la pelle d’oca e ancora sono scese le lacrime, ancora ho visto una dietro l’altra le immagini che mi scorrevano davanti agli occhi e ancora ho avuto la voglia di ascoltare ancora e ancora la storia di Ginetta impregnata di odori, amarezze e poesia…

SULLE RIVE DEL TAPPETO VOLANTE

Ieri sera ero stanca, molto stanca e avrei avuto voglia di chiudere la porta di casa e andare a letto presto, mentre la pioggia avrebbe fatto musica sul tetto. E poi non ero neanche dell’umore giusto per uscire, non avrei fatto in tempo a cenare e nemmeno a cambiarmi, ma ero già d’accordo con un’amica che mi aspettava sotto casa in perfetto orario; Quindi, mentre l’acqua scendeva scrosciante e i lampi accendevano il cielo e la mia paura, siamo salite in macchina per attraversare la città e nonostante qualche piccolo imprevisto, siamo arrivate in orario. Il parcheggio era distante e le strade desolate in un paesaggio surreale. Finalmente abbiamo intravisto il cartello della Villa all’interno del centro sociale e titubanti Continua a leggere

FINO A QUI

Nel pomeriggio di domenica ci siamo trovati al Podere Calvanella a Monterenzio, per partecipare allo spettacolo: “Fino alla lavanda” di Ginetta Maria Fino.
Io in veste di cantante, mio figlio di Caramellaio.
Questa volta ero in compagnia della mia famiglia al completo, suocero compreso.
Raggiunto il grande prato, la sensazione era di rilassatezza, perché dovunque posassi gli occhi c’erano solo cose belle: il paesaggio, il fienile, l’amaca…tutto quello spazio avrebbe fatto parte della nostra vita per qualche ora!
Dopodiché ci siamo incontrati con Ginetta (l’autrice, attrice, scrittrice, regista…..), Pino suo marito, Fiore il musicista, i proprietari del Podere e ha avuto inizio l’avventura.

Scenografia
Perché prendere parte allo spettacolo di Ginetta è qualcosa di Continua a leggere

L’AIUTANTE CARAMELLAIO

Stamattina in garage ho cercato dei teli di lino che conservavo in una scatola. Sono dei teli che appartenevano a Gemma, mia suocera, che non c’è più da nove anni.
Perché mi piace l’idea che prenda parte a questa esperienza fiorita, lei che i fiori li amava.

Infatti, ho raccolto della lavanda per lo spettacolo di domani sera: “Fino alla lavanda” di Ginetta Maria Fino ma, stavolta, in compagnia di mio figlio che interpreta il Caramellaio.

Arrivati allo spiazzo fiorito abbiamo steso un telo sul prato per appoggiare i mazzi, come mi ha insegnato Continua a leggere