Una ragazza dello Zecchino d’Oro

La storia del film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” ne racchiude tante, tra cui una, minuscola, striminzita, gioiosa e sofferta: la mia.

Quando scopro dalla Fondazione Mariele Ventre che gireranno il film, farei di tutto per  documentarlo nel sito di Testimonianze Musicali, che tratta proprio la storia dell’Antoniano! Pagherei oro per starmene immobile e muta in un angolo a guardare, fare foto, prendere appunti e scoprire come realizzano la storia che sento anche mia. Ma nessuno mi ascolta. Mi sento incompresa ma non ho nessun titolo per far parte di un lavoro cinematografico…nessun ruolo…non sono una giornalista ma una semplice blogger che resta appesa al suo filo molto sottile della scrittura amatoriale e una malinconica corista avvinghiata alle radici dell’infanzia.

Per le riprese del film vengono coinvolti anche alcuni bambini del Piccolo Coro e non so spiegare la contentezza quando scopro che nella lista c’è anche mio figlio. Aveva partecipato al provino per il ruolo da protagonista ma non è stato scelto perché troppo grande, così come sarebbe stata troppo grande la fortuna se l’avessero scelto. Non avrei potuto chiedere altro al fato visto che anche noi coristi “Vecchioni di Mariele”siamo stati coinvolti in una breve ma significativa scena da Ambrogio Lo Giudice, il regista che voleva diventare scienziato…

Quando scopro i brani del film mi colpisce ZUM ZUM ZUM: l’ultima canzone del film e la prima del Docu-Concerto di Testimonianze Musicali con il coro Vecchioni di Mariele…un altro cerchio! Lo stesso brano che il regista, Ambrogio Lo Giudice, anche lui “vecchione” per antonomasia, canta con noi al termine dello spettacolo del marzo 2019, in occasione del terzo Docu-Concerto, dove, per la prima volta annuncia l’anteprima del film.
“Ma sta succedendo veramente?” me lo chiedo spesso.

Ad aprile iniziano le riprese del film e spesso incrocio la troupe che gira per le vie del centro di Bologna. Tutte le mattine andando al lavoro, vedo il camioncino in piazza Malpighi con le scritte  dei personaggi del film e nel corso di quei giorni sono travolta da vere e proprie lavatrici emozionali.  Un giorno mentre sto pulendo con lo straccio davanti al negozio, vedo passare Ambrogio accodato da una fila di operatori con luci e attrezzi. M’illumino, lo chiamo, lo saluto e mollerei tutto per seguirli ma devo rimanere incollata alla realtà. Vorrei raggiungerli per pigiarmi di emozioni e lasciarne traccia, a modo mio, scrivendo, perché mi è sempre piaciuto il dietro alle quinte, la preparazione, gli intoppi, i momenti particolari e quelli splendenti. Un sabato invece, passando da Piazza Maggiore al mattino presto mentre sto andando al lavoro, assisto ad una scena del film dove Mariele, sui gradini bianchi della chiesa, parla vicina vicina ad un ragazzo. Ed io sono talmente coinvolta che credo di viverla veramente quella parentesi di vita mentre Francesco, un amico incontrato per caso mi chiede: “tutto bene?” vedendomi singhiozzare come una scema. Mi dico che devo smetterla di riporre tutta la mia emotività e immaginazione in questa storia, di percepire sempre coincidenze, non so cosa mi prenda ogni volta ma sento una specie di forza che mi vuole portare lì, attorno al film e appena mi rassegno, succede qualcosa. Come quel giorno che incontro sull’autobus Patrizia che stringe tra le mani la sceneggiatura e me ne legge un pezzettino. I lacrimoni mi fanno colare il trucco, rendendomi ridicola, patetica e fragile. Sul 90 scopro una Mariele che era anche una ragazza giovane e non solo la signorina Mariele come la vedevo io da bambina. E Matilda De Angelis la incarna a meraviglia in versione odierna sulle sue storie di instagram…

Non ci posso credere quando un pomeriggio, vedo mio figlio che per il fastidio di alcuni ciuffi, si è tagliato i capelli con le forbici da carta, un giorno prima delle riprese. Sul set mentre la parrucchiera impreca perché deve colorare di scuro la testa di un bambino, mi defilo imbarazzata…

Infatti ci sono anch’io nei camerini perchè è anche il giorno delle riprese del coro dei Vecchioni di Mariele, dove l’adrenalina scorre a fiumi mentre nei corridoi proviamo il nostro pezzo…e chissà quante voci hanno assorbito quelle pareti dei camerini dell’Antoniano di Bologna. Siamo tutti vestiti e truccati anni ’60 e la preparazione è parte del divertimento quando ci scopriamo a vicenda in un look così diverso!

Che poi pensandoci io e mia sorella siamo a tutti gli effetti due ragazze dello Zecchino d’Oro…


Intanto un’assistente nei camerini continua ad urlare e a ripetere che siamo peggio dei bambini ma non si rende conto che se siamo lì è proprio per quel motivo…nessuno di noi è adulto quando siamo il coro dei “Vecchioni di Mariele”…
Ed è un giorno sospeso dalla realtà, appeso ad una nuvola mentre Mago Zurlì si mette i brillantini nei capelli e la signorina Mariele ci passa vicino…e durante la scena del film, cantare è difficile, faticoso e pesante con tutte quelle emozioni addosso…
Al termine del CIAK il regista sussurra:”me la ricordavo tutta!”, tornando Vecchione ancora, insieme a noi…

Durante le riprese nello studio televisivo sono pietrificata mentre Matilda interpreta Mariele con movimenti familiari, decisi, i suoi…come ha fatto a prenderli?

A giugno 2019 c’è l’anteprima a Riccione e non posso certo mancare, con una piccola delegazione dei “Vecchioni di Mariele”… Un enorme maxi schermo e un tappeto blu sono sufficienti ad ispirarci una breve presentazione mentre Paolo ci riprende quando crede di aver spento il telefono e lo spegne quando crede di riprendere!

Scende la sera insieme a Matilda (l’attrice principale) Maria Antonietta (sorella di Mariele Ventre) e Ambrogio (il regista) che partecipano sul palco alla presentazione del film.
Mi faccio venire i crampi alle braccia mentre filmo tutto quello che dicono.

Finalmente buio, film, silenzio e attenzione.

Scivolo nella trama del film cercando di separare in due parti mente e cuore, perché la prima è continuamente alla ricerca di collisioni mentre la seconda di emozioni. Gli attori riescono a prendermi per mano e a farmi entrare nella storia. Il piccolo Mimmo non sembra recitare ma vivere per davvero le scene, così come Olga, naturale e graziosa. Nessuna forzatura, stonatura ma solo “particolari” che possiamo cogliere solo noi che quella storia l’abbiamo vissuta. Infatti noi Vecchioni di Mariele siamo stati tutti nel Piccolo Coro, scorrazzando dalla scuola alla sala d’incisione, dallo studio ai corridoi ma soprattutto abbiamo conosciuto molti dei personaggi interpretati: Mariele, Padre Berardo, Cino Tortorella…
I testi imparati a memoria, le registrazioni nello studio televisivo…
E arriva in punta di piedi la magia che entra dagli occhi e gira luccicante tra la mia testa che ragiona, ragiona e collega mentre il cuore si agita e corre e accompagna i singhiozzi, perché tante cose mi appartengono, coincidono con la mia “vivacità incanalata” e quel modo di vivere corale di note e di vita. Mia madre è capitata all’Antoniano con la figlia piccola perché era sola e lì ci si è costruita un mondo intero. Il coro come una piccola comunità fatta di persone e pensieri diversi per migliorarsi a vicenda…così come ancora oggi siamo noi Vecchioni così uniti mentre cantiamo ma così diversi nella vita…
Al termine del film mi sento parte di quel cast più per aver raccontato la nostra storia che per aver girato una scena…mi alzo decisa e dico ai Vecchioni: “Andiamo” e ci mescoliamo all’allegria antoniana.

Sono una visionaria ma è grazie a questo che riesco a seguire dei fili invisibili…
noi Vecchioni di Mariele interpretiamo nel film, il coro della chiesa che ispira Mariele, noi che eravamo i suoi bambini…
La storia finisce con ZUM ZUM ZUM, lo stesso ZUM che la storia la fa ritornare…

Ma le sorprese non finiscono e grazie all’idea di Fabrizio Palaferri, realizziamo il quarto Docu-Concerto nello studio televisivo dell’Antoniano con le scenografie originali del film che incorniciano un giorno indimenticabile e un altro cerchio si chiude…


Martedì 21 luglio, il film verrà proiettato nella rassegna bolognese “Sotto le stelle del cinema”. Il sogno continua, stavolta nella piazza della città più importante del mondo, la mia…

CINETECA DI BOLOGNA: http://www.cinetecadibologna.it/vedere/programmazione/app_11481/from_2020-07-21/h_2130

E con determinazione sono riuscita a raccogliere alcune testimonianze…
https://www.testimonianzemusicali.com/category/arte-e-cultura/corto-e-film/i-ragazzi-dello-zecchino-doro/

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