GONFIORI

Ieri sera abbiamo fatto un giro, io e Zucchetta.
Mi è dispiaciuto lasciare il piccolo a casa ma già a tavola gli si chiudevano gli occhi dalla stanchezza.
Su internet avevo trovato un evento di saltimbanco ma il luogo dove fosse era poco chiaro.
Fiduciosa, sono uscita, pur sapendo il mio scarso senso dell’orientamento .
C’è di bello che il navigatore aiuta molto ma qualche volta ho difficoltà anche a capirlo.
Sono una persa, senza speranza.
Comunque sìa quando esco con Zucchetta mi rivesto di un alone di coraggio tipo super eroe.
Ho parcheggiato nel posto più facile e più memorizzabile, nonostante fosse distante da dove volevamo andare.
È una strana sensazione uscire sola con Zucchetta che fa discorsi sempre più piacevoli e riesco sempre meglio a guardarla negli occhi (cresce!)
Arrivate in pieno centro ho avuto un attimo di smarrimento, camuffato molto bene.
Mi sono fermata al bordo della strada per consultare il navigatore e lei mi ha chiesto di spostarci sotto al portico per non sembrare due mendicanti…
Poi ho deciso di accettare il rischio e mi sono diretta dove supponevo di svolgessero gli spettacoli.
Camminando Zucchetta ha proposto di rassegnarci a fare un semplice giro in centro, visto che aveva già adocchiato una libreria dove entrare.
Ma io ho voluto proseguire.
Tutt’e due nelle scarpe sbagliate, abbiamo torturato i piedi.
Ho scelto il percorso più lungo, sempre grazie al mio fantastico senso dell’orientamento.
Abbiamo costeggiato il porto, nella penombra e prima ancora attraversato un ponte orrendo dove non esiste il marciapiede e le macchine fanno dei peli pazzeschi.
Come se non bastasse ad alimentare la tensione, un bel pezzo di strada sconnesso, ci faceva sobbalzare ad ogni auto sfrecciante, accompagnata dal treno che passava sopra, proprio in quel momento.
Con i fari puntati negli occhi, barcollavamo incerte.
Poi finalmente la passeggiata del Lido si avvicinava, insieme alla curiosità.
Attraversato il ponte, nessun saltimbanco ma tanti banchetti. Colorati, zeppi, invitanti e inutili.

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Io e Zucchetta li abbiamo guardati tutti, uno ad uno, senza fretta, commentando tutte le cose che avremmo voluto comprare.

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Alla fine siamo riuscite a svuotare il portafogli, per quanto fosse già leggero.
Però abbiamo scelto, ponderato, discusso.
Ci siamo meravigliate a scoprire le palle roteanti sull’acqua e il cinema 6D, la signora che colorava i sassi, il banchetto dei libri a 1 euro, i pupazzetti colorati.

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Zucchetta sembrava un donnino con quel modo di parlare, quel modo squisito ed educato di rivolgersi ai grandi.
I suoi movimenti erano scattanti ma aggraziati ed io m’incantavo ad osservarla.
Ho idea che sarà una bella persona.
Il bottino della serata è stato di: due sassi, uno per papà, uno per il nonno;
un libro sugli animali e un mostrino di pezza, scelto dopo manciate di minuti.
Poi al porto, abbiamo visto dei marinai sistemare le reti.

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Abbiamo ancora camminato, camminato e camminato, fino alla macchina.
Al ritorno avevamo tutt’e due i piedi e il cuore gonfio.

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