TUTTO IL RESTO

La memoria è necessaria per ricordare le cose brutte affinché non si ripetano, così come è necessaria per ricordare le cose belle perché accadano ancora.

Ieri sono tornata a Pieve Santo Stefano, in occasione del concorso Saverio Tutino che raccoglie storie di memoria grazie al mio scritto: “MI MU MA, di Mio, di Musica, di Mariele“, una storia fatta di musica e accudimento, di contraddizioni e famiglia.


E dentro questa storia, resta di spalle Mariele, una piccola donna dalle grandi imprese, prima fra tutte la capacità di inventare uno spazio educativo e musicale a misura di bambino, proteggendone la spontaneità pur richiedendo il massimo da ognuno.
Ed è proprio questo che avrei voluto trasmettere con la mia storia ma come spesso accade, forse, si vede solo lo Zecchino d’Oro e tutto il resto rimane sconosciuto.
Tutto il resto.
Ecco, questo per me, che sono diventata madre, è stato un modello educativo immenso che goffamente ho provato a seguire.

Servivano gli occhi gioiosi e lo sguardo aperto per riuscire a leggere oltre alle apparenze senza necessariamente dover trovare tragedie o brutture. E ringrazio di cuore Ivana, la lettrice che ha scelto il mio diario portandolo nella sezione della lista d’onore, aprendo un varco per la mia storia che in realtà è quella di tanti, tantissimi bambini grati.

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ONORE ALLA MEMORIA

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L’8 settembre 1989 mentre a Pieve Santo Stefano s’inaugurava la “lista d’onore” per il concorso Saverio Tutino, io avevo 17 anni.
Lavoravo come apprendista commessa in un negozio del centro di Bologna. Nella foto sembro contenta, perché a quell’età ero convinta di esserlo. Finalmente non avevo più il peso della scuola, dei miei genitori che mi rimproveravano per i brutti voti e improvvisamente acquisivo indipendenza economica! un sogno per una 17enne che amava la moda, la musica e la libertà!  Oggi riguardando quella foto ho mille rimpianti di un’adolescenza sprecata a piegare maglie invece che a sfogliare libri e ad uscire con gli amici. E se non sono riuscita a viverla in quel tempo, è successo in seguito, quando, di tempo ne avevo. Così sono tornata a chiedermi chi ero, che cosa mi piaceva e che cosa sapevo fare. Oggi, all’età di 45 anni l’ho capito e aver raggiunto la “lista d’onore” di un concorso di scrittura, è una luce di speranza sul mio futuro. Scrivendo la mia storia ho ritrovato la mia identità, acquisito la consapevolezza che mi ha indicato una direzione.
La direzione della memoria…

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Memoria, scrittura e consapevolezza sono diventate direzione

 

EDUCAZIONE EPISTOLARE

Mi piace la scrittura come forma di comunicazione.
È una forma che contiene le parole in modo diverso.
Fa parlare la parte dell’anima.
Mi piace trasmettere questo piacere ai miei figli, così come mia madre fece quando ero ragazzina.
Ogni tanto ci scambiavamo delle piccole lettere che dicevano molto di più delle parole a voce.
Conservo gelosamente quelle di mio marito e di un’amica dell’adolescenza.

Ai miei bimbi infilo piccoli biglietti nella merenda e colgo molte occasioni per spronarli a scrivere.
Loro spesso le raccolgono.
Per ogni compleanno disegnano e scrivono auguri.
Zucchetto riesce ad emozionarmi con una sola riga.

L’altro giorno, stavo sistemando i vestiti per il cambio stagione.
Zucchetta mi ha offerto la sua compagnia chiedendo di curiosare in un bauletto delle gioie.
Ha iniziato ad esplorarlo in ogni angolo fino a che ha trovato una scatolina contenente una collana con due ciondoli: uno a forma di lettera, l’altro a scarpetta da ballo.
Dopo una tempesta di domande mi sono arresa e le ho confessato che era sua. Una mia grande amica, la stessa delle lettere, gliel’aveva regalata per il battesimo ed io gliel’avevo conservata per dargliela nel momento giusto.
Quel momento era arrivato e Zucchetta è stata contentissima di poterla indossare.
Così ha deciso di scriverle un biglietto di ringraziamento allegando anche una sua foto con la collana appena scoperta.
Ha preparato la busta ed il mattino seguente l’abbiamo spedita.

L’altro giorno invece, è morto il gatto di una compagna di Zucchetta.
Le ho proposto di farle sentire la sua vicinanza con poche righe.
All’inizio si è opposta ma il mattino seguente l’ha fatto con grande entusiasmo.

Per me è molto importante questa forma di comunicazione.
Solo il tempo potrà dire se lo sarà anche per loro.

 

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