Ali al motore!

 


“Le cose belle richiedono fatica” risponde Pupi alla giornalista mentre, appoggiata al muro lo ascolto rapita. E annuisco con la testa, stravolta dalla stanchezza mentre penso a quante energie abbiamo impiegato qualche ora prima, per un esibizione di pochi minuti. Energie disperse con idee, telefonate, discorsi, pubbliche relazioni, sopralluoghi, conoscenze, numeri nuovi nella rubrica, accordi e disaccordi.


Tutto inizia con una telefonata di Cristina, durante una pausa pranzo di settembre. Esplode di entusiasmo anche se lei è sempre allegra ma stavolta ha un mezzo tono in più nella sua voce, mentre parla trafelata. Mi racconta che stanno organizzando una festa a sorpresa per i 50 anni di cinema di Pupi Avati e noi “Vecchioni di Mariele” potremmo partecipare. Cosí mi frulla il cervello cercando connessioni. La Doctor Dixie Jazz Band che sarà tra gli ospiti, sarebbe perfetta per ricreare la stessa scena, nello stesso luogo di trentasei anni fa, quando insieme girammo il film “Dancing Paradise”: loro i musicisti e noi gli angeli…

Conosco al telefono Chiara Caliceti dalla voce squillante, che organizza l’evento e le propongo l’idea che accoglie con entusiasmo. Dopodiché parte la ricerca dei contatti con i componenti della band tra messaggi e telefonate.

Iniziano i depennamenti sull’agenda brillantinata, nei tragitti in autobus al lavoro,  che mi fanno sperare nel traguardo di questa magica follia. Continua a leggere

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Lo dice anche Pupi!

Nella video intervista a Pupi Avati, di Davide Sannia mi hanno colpito queste parole:

Gli strumenti del dirsi sono plurimi, sono infiniti perché qualunque professione, qualunque mezzo di comunicazione ti mette nella condizione di poter dire chi sei ! il problema qual è che, la maggior parte delle persone, non si pone questo, questo tema, non lo ritiene il tema centrale della propria esistenza dire chi è anzi la considera una cosa per pochi privilegiati e si rassegna ad essere uno dei tanti che al segnale del direttore di sala applaudono o agitano le braccia ai concerti rock o sono i numeri dei votanti dell’Auditel

La mia storia con Pupi

Devo partire dall’inizio, dal 1981 quando, per un bellissimo caso della fortuna, partecipai al film “Dancing Paradise” di Pupi Avati con il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre. Cantammo qualche canzone travestiti da angeli nel Teatro Comunale di Budrio. Ricordo che fu bellissimo perché eravamo senza genitori e perché l’atmosfera era quella di un sogno, anche se di palcoscenici ne avevamo già saliti parecchi. Lì eravamo degli angeli che cantavano in mezzo ad un’orchestra strepitosa!


Da quel 1981 arriviamo ad un mese fa Continua a leggere

UNA GIORNATA CON PUPI

Ho puntato la sveglia prestino per lavarmi i capelli, mettermi la crema e prepararmi con calma. Mentre faceva colazione gli ho detto: “Amore, stamattina vai da solo a scuola” e lui mi ha risposto:”va beene mamma” ributtandosi dentro il video di Laion. Quando stava per uscire di casa, con lo zaino e la borsa di ginnastica a tracolla, l’ho visto diverso o forse ero io ad essere diversa. Ho chiuso delicatamente la porta di casa e sono tornata ad occuparmi di me, solo di me, ripensando agli ultimi preparativi prima di uscire anche se ogni volta che scendevo le scale poi le risalivo scordando qualcosa. “Allora, devo ricordare i copioni, ma tanto io non recito…i documenti? ma si, meglio prenderli…se poi non mi fanno entrare? photo_2017-10-14_23-51-03La borsa di juta…mi serve a busta e poco ingombrante…il braccialetto con le note portafortuna che mi ha regalato Claudia, il panino! l’acqua, i soldi, le cuffiette, gli occhiali, le cicles e anche il caricatore del cellulare, che se faccio molte foto!” Mia figlia dormiva e mio marito si era appena alzato e sonnecchiante cercava i vestiti per imbiancare. “Bè, lui imbianca e io vado a fare l’artista…ma è felice?!” E con questo pensiero l’ho salutato e sono uscita di casa. Continua a leggere

Una storia di paradiso

Ero sola ma mi bastavo, considerando le tante sensazioni che dovevo gestire. Il timore di essere inadeguata, la curiosità di ascoltare la conferenza, la preoccupazione di non riuscire a parlargli, la paura di maledirmi per aver sbagliato qualcosa. Tutta questa roba mica per uno a caso ma per l’illustre Pupi Avati. Col fratello Antonio avrebbe tenuto una conferenza, proprio nella stessa sala dove, pochi giorni, fa ho scoperto un mio piccolo contributo per la mostra di Bologna Experience.  Seduta in seconda fila avevo tutti i sensi spalancati per non perdere nemmeno un battito i ciglia di quella occasione irripetibile. Quindi ho assaporato ogni parola, ogni aneddoto e ogni sfumatura dei due fratelli Avati che raccontavano di Bologna la provinciale, di film e attori, di invenzioni e realtà tra una melanzana di Pasolini e un risotto di Giulietta Masina. E mentre Pupi si alzava in piedi, il fratello da seduto rispondeva, con una stima reciproca invidiabile. E poi gli ultimi due minuti e quaranta, Pupi ha lasciato un contributo sull’esperienza della vita ed io vedevo perfettamente davanti a me quello che diceva, come se in quel momento facesse la regia della mia immaginazione. E più parlava più sentivo una specie di intruglio avvolto che cresceva ad ogni frase. Ma alla fine quell’involto non ci stava più dentro, soprattutto quando le parole di Pupi hanno toccato i miei sentimenti. Ha fatto un elogio alla vulnerabilità e io a quel punto avrei voluto diventare pioggia.
Al termine mentre le persone si alzavano, ho preso coraggio a quattro mani e sono andata da lui. In piedi, in disparte, ho aspettato il mio turno e quando mi ha rivolto lo sguardo, mi sono presentata come “uno degli angeli di Dancing Paradise” (il film che girò col Piccolo Coro nel 1981)

1981 - RIPRESE DANCING PARADISE 2

e lui mi ha riconosciuta visto il recente scambio di mail per la mia storia MI MU MA.
E subito mi ha parlato di Mariele e di quel film che Padre Berardo avrebbe voluto realizzare, gli ho mostrato il logo dei Vecchioni di Mariele presente anch’esso alla mostra e mentre facevamo una foto ci siamo scoperti entrambi “scorpioni”…lui del 3 ed io del 17 novembre…infine ci siamo salutati con una raccomandazione…
Nella sala accanto servivano vino e stuzzichini ma nonostante la mia golosità, non sono riuscita a rimanere. Avevo troppe cose dentro che sono riuscita a fare scivolare fuori, mescolate alla pioggia.