Alla porta

Tristezza, eccola che si presenta.
E invece d’ignorarla le apro la porta come se la stessi aspettando.
E invece di sbatterla fuori, la faccio sistemare comoda mentre ascolto musica triste.
La vivo, la sento ed è come se si potesse toccare, come se fosse un altro pezzo di me.

Gioia, eccola che saltella.
E invece di aprirle la porta faccio finta di dover uscire.
E invece di tirarla per un braccio e abbracciarla, la saluto a malapena.
La temo, la cerco ma è come se fosse impalpabile, come se volesse scappare da me.

DI NERO E DI BIANCO

Stavamo tornando alla macchina e l’abbiamo incontrata proprio davanti alla chiesa di S. Antonio. Era buio e freddo ma le luci da terra illuminavano le nostre facce. Frettolosamente ma con la voglia di fermarci, abbiamo parlato. Notizie nere ma anche bianche. E ogni volta che scopro una cattiva notizia mi sento inadeguata…ma, per un attimo ho sentito una gioia immensa mentre mia figlia le raccontava quali canzoni avrebbero cantato e a lei si apriva il sorriso, grande, largo.
Per un attimo il nero è diventato bianco.
Strano e toccante questo incrocio di parentele. Lei, così somigliante nell’espressione e nella voce che ogni volta che giro l’angolo mi scende una lacrima…

UNA NUOVA A”MICI”ZIA

Stasera mi sono arrabbiata per niente.
Zucchetta voleva portar fuori il gatto con noi e degli amici, a mangiare il gelato.
Io non avevo voglia di occuparmene, così l’ho accontentata con il patto che ci avrebbe pensato lei.

In realtà è stata la miglior idea che potesse avere.

Infatti, quando l’abbiamo fatto accarezzare a Francesco e gliel’abbiamo messo in braccio, lui è impazzito di gioia.
Ha iniziato ad agitare le gambe e a chiamarlo a modo suo.
E il gatto faceva di tutto per rimanergli in braccio. Si era creato un loro equilibrio.
È stato piacevole assistere a questa nuova amicizia.

LA VISITA DI MARY POPPINS

Ieri, dopo tanto tempo, è venuta a trovarci la nostra “Mary Poppins”.
Una ragazza dolcissima che sei anni fa conoscemmo.
Ci fu consigliata dal commercialista di Zucco (sua cugina!)
Dal primo incontro, che fu al parco in un pomeriggio d’estate, mi piacque.
Io, così critica e malfidata, ho sentito subito di potermi fidare di lei.
Questa ragazzina di ventidue anni, così dolce e semplice, sembrava scesa dal cielo come Mary Poppins.
Così l’abbiamo chiamata a fare la baby sitter per gli Zucchetti, in qualche sera di libertà.
I bimbi l’hanno adorata da subito con mio grande sollievo.
Lei giocava un po’ con loro poi li metteva a letto.
È sempre filato tutto liscio ed io riuscivo a godermi il tempo fuori casa con Zucco.
Poi per anni non abbiamo più potuto permettercelo, con nostro grande dispiacere.
I bimbi hanno continuato a chiedere di lei, anche dopo anni.
Finalmente ieri ci siamo riuscite ad accordare e gli ha fatto una sorpresa venendoci a trovare a casa.
Ancora una volta mi ha confermato la stima che ho per lei e la fiducia che mi instilla riguardo al panorama giovanile.
Esistono ancora ragazze, come lei, che studiano, lavorano e fanno mille cose con impegno e solarità.
I bimbi erano eccitati e sprizzavano gioia da tutti i pori.
Seduti intorno al tavolo,le hanno cantato una canzone e lei si è commossa.
Abbiamo promesso di rivederci e sicuramente lo farò accadere presto.

 

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PANE PER UN’AMICA

Oggi al parco Zucchetta mi è corsa incontro, tutta trafelata.
Voleva del pane, con urgenza.
Le ho dato una moneta e mandata al panificio.
Dopo pochi minuti è tornata raggiante con un sacchetto pieno di pane, regalatole dalla fornaia.
Soddisfatta del suo bottino è corsa dalla sua amica per darglielo.
Era raggiante di gioia e poco dopo è tornata per raccontarmi tutti i dettagli della sua amica;
la pelle morbida e calda, le unghie, i movimenti.

La sua passione è meravigliosa.

 

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Finalmente stamattina è arrivato il sole estivo e con lui la voglia di muoversi.
Finita la colazione siamo andati in spiaggia e ho proposto agli zucchetti un giro fino alla spiaggia sabbiosa con il gommoncino.
Era tutto accartocciato in cabina e Zucchetta l’ha gonfiato con il compressore dello stabilimento.
Mi piace quando fa le cose da sola e qualche volta mi piace anche farmele spiegare da lei.
È un modo per darle valore e farla sentire importante.
Dopodiché ci siamo diretti nel mare e saliti sul gommoncino li ho trainati facendo una bella passeggiata.
Un po’ litigavano per le posizioni ma alla fine si sono sistemati per poi ridere come pazzi dondolati dalle onde.
In quel momento, io, in mezzo al mare con quella corda in mano, mi sentivo piena.
Non avrei potuto desiderare altro.
I miei bambini fantastici, il sole, il mare.
Finito il giro hanno fatto il bagno ma il mare era molto freddo.
Non avendo i teli per asciugarli, si rotolavano liberi e felici nella sabbia.
Guardarli era pura gioia.
Poi nel viaggio di ritorno Zucchetto lanciava e raccoglieva un grande sasso di continuo.
Si sfogava e si divertiva.
Mi piace osservare il loro modo di tirare fuori, di giocare, di vivere.
La loro presenza è il mio mondo migliore che riesco a vedere.