Uscendo dal solito modo di pensare, ribalto la situazione e sono io che ieri sera, in occasione del Concerto Spirituale, avrei voluto applaudire al pubblico perché ho potuto fare uscire un po’ di anima insieme alla musica.
Cantare ed essere ascoltati ha in sé qualcosa d’inspiegabile, una forma d’espressione celestiale.
Anche se la chiesa era mezza vuota, per me era stracolma, considerando che alcune amiche sono venute apposta ad ascoltarmi. Una mi ha regalato un sorriso, una stupore, un’altra una conchiglia.
E mentre le note riempivano la piccola chiesa, io soffiavo magia, muovevo la bocca e le note diventando sospesa sola e luminosa, in quella meravigliosa dimensione del canto.

GLI EFFETTI COLLATERALI DEL CANTICO DELLE CREATURE

Il Cantico delle Creature“, in latino, “Laudes Creaturarum”, è il primo testo della letteratura italiana, scritto da Francesco d’Assisi.
Quando ero bambina “il Cantico delle Creature” era uno dei miei canti preferiti perché c’erano tante voci e parole difficili che sprigionavano bellezza. La cantavo con grande impegno e soddisfazione grazie agli insegnamenti di Mariele, mentre m’immaginavo come fossero personaggi: “il Sole, la Luna, il Fuoco, l’Acqua, la Terra, i Fiori, le Stelle, la Morte…”
Nel 1982 incidemmo con il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre, l’album : “Con San Francesco” e lo ritengo uno degli album più preziosi per complessità di esecuzione e contenuti.

Con San Francesco

Con San Francesco

In quel periodo iniziarono le collaborazioni tra Continua a leggere

Alle 18.30 di ieri, ognuno di noi ha lasciato il suo quotidiano per ritrovarsi in una sala d’incisione per registrare “Bailando“.
Una situazione nuova e vecchia, al tempo stesso, per alcuni di noi.
Lo spazio era misurato quanto i tempi di molti dei presenti.
Eravamo in dieci: cinque ex coristi del Piccolo Coro dell’Antoniano poi , Laura e Greta (le mamme calciatrici) Gianluca (musicista) Claudio Zavatti, film maker e Giancarlo Di Maria (per gli amici Gianko) arrangiatore di Parametri musicali.
A gruppi, massimo di tre, siamo entrati per registrare la canzone “Bailando” riadattata da Simona, il collante del gruppo.
Abbiamo indossato le cuffie e questo fantastico vestito da cantanti.
Dopo una breve regolazione dei volumi è partita la base accompagnata dalla mia puntuale tachicardia.
Noi tre, (ex coriste tra cui la mia sorellina/ona ) alternavamo risate liberatorie a momenti d’intesa serietà. E i nostri sguardi incrociati si allacciavano per trovare gli attacchi. Abbiamo cantato piccole frasi nella ricerca della fusione migliore.


Ma il gioco musicale è durato troppo poco per quanto avrei voluto cantare io…  Continua a leggere