Ieri pomeriggio, all’uscita di scuola, gli zucchetti non avevano voglia di andare a casa.

Con insistenza mi hanno chiesto di fare un salto in biblioteca dove non andavamo da tempo.
Così dopo aver preso il portatile da casa, li ho accontentati.
In biblioteca, c’era la signora gentile che mi ha prestato una presa cui collegare il pc per lavorare.
Come tavolo usavo una sedia, in una postazione improvvisata e alquanto scomoda. Quindi ero di schiena, rivolta verso la finestra.
Zucchetta si è occupata della merenda con la cioccolata calda del distributore, piccolo rito del posto.
Dopodiché mi sono immersa nel lavoro, con il piacevole sottofondo di un papà che leggeva una storia alla figlia.

Poi se ne sono andati ed è piombato il silenzio.
Quel silenzio rilassante delle biblioteche.
Silenzio assoluto.

Dopo un pó mi sono alzata per vedere dove fossero gli zucchetti.
Lui era steso sul tappeto a sfogliare un libro gigante, lei rintanata in una fila, accasciata su uno di quelli che leggevamo quando era piccola. Tutto a posto, ho ripreso il lavoro.
Poi è passato altro tempo nel silenzio e nei pensieri.
Più tardi, li ho trovati vicini, avvolti nella lettura.
Non ho resistito e li ho fotografati, tirando un grande sospiro di sollievo.

Io non do mai niente per scontato e questi cambiamenti li noto.

Ricordo pomeriggi in biblioteca passati a zittire e controllare dove si imbucassero.
Uscendo la signora mi ha fatto i complimenti per l’educazione dei bambini, che son quelle cose che ti riempiono di orgoglio…

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Più tardi io e Zucchetta siamo andate in biblioteca per assistere ad un piccolo concerto di chitarra e mandolini.
Proprio oggi “la ragazza della chitarra della domenica”esordiva.
L’altro giorno davanti a scuola, sua mamma mi aveva invitato, con mio grande piacere.
È stata contenta di vedermi e l’ho incoraggiata come meglio potevo.
Mi ha rivelato di essere emozionata e un po’ lo ero anch’io mettendomi nei suoi panni.
Dopo le presentazioni, seduta in posizione, prima dell’esecuzione ha fatto un grande sospiro e lì dentro c’erano tante cose.
Forse tutte le sue ore di studio, sacrificio, tutta la sua paura di sbagliare e di deludere.
Un sospiro di sospensione poi si è lasciata trasportare dalla musica.
Le note hanno accarezzato la pelle facendola rabbrividire.
Ha suonato tre pezzi con grande bravura.

Zucchetta si è defilata appena ha visto un suo compagno di classe.
Ancora una volta c’era la famigliola con bimbe piccole moleste.
La madre è convinta faccia bene alle bambine ascoltare questi piccoli concerti, a scapito di tutto il pubblico in cerca di magia e concentrazione.
Io credo che ogni cosa abbia un’età.

Poi ha suonato un’orchestra di mandolini formata da una quindicina di persone.
Mi ha stupita positivamente notare che la maggior parte superava la settantina. Ciò ha confermato la mia idea che l’arte mantenga giovani i cervelli.
Era bello vedere donne anziane con messa in piega e tacchetti neri, uomini anziani in giacca e scarpe lucide. L’eleganza ammorbidisce i segni dell’invecchiamento.
Hanno eseguito un repertorio vasto e piacevole.
Questi piccoli concerti mi piacciono ed arricchiscono gli stati d’animo.

Per Mamma:
https://www.dropbox.com/s/l77hfr74unagtl9/Mandolini.mp3?m