Due amiche, una voce e un velo

Ancora sorprese,ancora meraviglia. Mi riferisco a ieri sera, durante le prove del coro dei “Vecchioni di Mariele.”

La prima é stata una visita inaspettata, la sorella di un corista che é venuta a salutarci con tutta la sua abbronzatura e i colori del vestito. Avrei voluto tanto farle una foto col gruppo intero ma aveva fretta, inoltre il confine tra il privato e il pubblico é così sottile che temo sempre di superarlo, finendo per spettacolizzare tutto. Ma vedere arrivare all’Antoniano una persona che pochi giorni prima ha scritto la sua storia su Testimonianze Musicali, mi sembra un avvenimento importante e bellissimo! Come se chi scrive, si sentisse nuovamente bene accetto.

La seconda sorpresa é stata discreta e silenziosa. Un’altra ex corista si é aggiunta al coro e tutta la sera ha cantato con noi come se fosse lí da sempre. Io avrei voluto farle festa a modo mio ma sto imparando a fermarmi, cercando di riconoscere la reciprocità.

La terza sorpresa é stato mio figlio. Presente alle prove ma assente grazie al cellulare, a un certo punto della serata, é venuto a sedersi vicino a me e sbirciando le parole ha iniziato a cantare. Pochi minuti. Ma intensi, fusi, difficili da spiegare.

Infine la meraviglia d’indossare una canzone. Come una coperta o un velo, come una sensazione ritrovata, nota per nota con la solita meraviglia di ricordare ancora tutte le parole.

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Ancora di più

Venerdì pomeriggio alle 16 avevo appuntamento con Ivan, a casa mia, per l’intervista sul tgr RAI3 Emilia Romagna. Ero tornata da poco dal lavoro e dovevo raccogliere le idee e gli oggetti adatti al caso. Quindi ho preso la mia piccola divisa di lino azzurra, la moneta di Mariele, i distintivi dei vari cori di appartenenza (Piccolo Coro dell’Antoniano, Piccolo Coro “Mariele Ventre”, “Vecchioni di Mariele”), la rivista dell’Antoniano sul 18° Zecchino d’Oro, il diario “MI MU MA” dell’Archivio dei Diari e le foto in bianco e nero. Ho riordinato l’ufficetto e cercato il vestito giusto…non troppo elegante nè troppo sportivo, che rispecchiasse il mio stile e mi facesse sentire disinvolta. Ero nervosa, molto nervosa perché conoscendo un pochino il mondo televisivo so che da un’intervista se ne può uscire splendidi o ridicoli. Nel frattempo marito e figlio litigavano per motivi logistici nonostante le mie richieste di tranquillità, “Per favore, che sono già abbastanza agitata”.
Macchè.
Alle 16 spaccate è arrivato Ivan insieme ad un cameraman cordiale e dopo
due chiacchiere, abbiamo fatto la prima ripresa nell’ufficetto, facendogli sparire il sorriso. Chinato nel sottotetto, gocciolava sudore mentre mi diceva come inclinare il viso (e il mio fantastico mento…).
La seconda parte del servizio si è svolta in sala, seduti sul divano con il cane dietro alla schiena di Ivan, il giornalista. E mi faceva sorridere vedere un microfono in casa mia e qualcuno che s’interessasse in modo serio al mio sito di Testimonianze Musicali, collegato alla mia lunga storia all’interno dell’Antoniano. Quindi mi chiedeva del mio 18° Zecchino d’Oro, di Mariele, dei miei figli, del coro dei “Vecchioni di Mariele”, del mio scritto, dei distintivi, in un susseguirsi di domande semplici. Poi finita l’intervista abbiamo parlato ancora ed è stato bello incontrare qualcuno di “veramente” in ascolto. Chiaramente hanno dovuto fare una scelta sul girato perché sennò l’intervista sarebbe durata troppo e sono stata molto soddisfatta del montaggio finale.
È difficile riassumere in due minuti la storia di una vita ma coglierne l’intensità ancora di più…

Lezioni di guida

Sono una guidatrice spericolata, non tanto sulla strada ma nella vita, quindi dovró fare un ripasso soprattutto sulle distanze di sicurezza. Infatti qualcuno mi ha spiegato che il valore di un’auto va preservato proprio con la distanza.

Le istruzioni sono valide con un briciolo di fantasia…

1. Il rispetto della distanza di sicurezza evita la collisione con la persona che precede…

2. Conducente deve valutare la distanza di sicurezza anche sulla base della velocità …

 

 

 

 

 

 

Dal sangue e dagli occhi

Cara mamma,

oggi sei nata tu e con te tutto quello che ne é seguito…mi piacerebbe festeggiare con uno dei nostri giri in centro ma non importa! cercheremo di recuperare quest’estate che finalmente “i bimbi” sono cresciuti! Quindi ti festeggio con un messaggio, come quelli che ci scambiavamo quando vivevamo sotto lo stesso tetto!

Oggi mamma é un giorno importante perché sei nata tu! Papà ti coccolerá come solo lui sa fare mentre io ti penserò di più, di più rispetto al sempre. Perché poi crescendo si diventa timidi e stupidi come tutte le volte che non sono io la prima a dirti di volerti bene. Ma dentro di me c’è tanto di te e di quello che mi hai trasmesso dal sangue e dagli occhi. Le mie “sprecise” in juta sono una malacopia dei tuoi capolavori a maglia! Così come le mie cene basiche di carne alla griglia e insalata…e poi “organizzare” e fare “pubbliche relazioni” sono tutte qualità che ho imparato da te! Ma soprattutto “uscire dalle righe” e dalle convenzioni di come dovrebbe essere una persona e una donna.

Da piccola, quando andavamo insieme sotto casa dal macellaio, mi vergognavo come una ladra se gli facevi notare che pesava anche la carta o tutte le volte che dicevi la tua anche su questioni ben più importanti. Ecco, io ho imparato da te, come quando ti piaceva qualcuno e stringevi amicizia con sorprendente facilità. Mentre facevi tutte queste cose io imparavo. Il tuo modo di vestire colorato e mai volgare…la cura per il tuo aspetto, quando ogni giorno aprivi il mobile della toilette per truccarti!

Quando mi portavi al coro e ti divertivi con gli altri genitori, in fondo al pullman, organizzando partite su partite di carte che poi continuavate sui prati o negli spazi di tempo possibili. Quando il Piccolo Coro viveva esperienze speciali e tu non ne parlavi con nessuno, tanto meno delle tue figlie soliste allo Zecchino d’Oro!  E io ti guardavo. Mi hai insegnato il “non valore” del denaro nelle scelte che hai fatto e a non dare credito alla posizione di una persona…non t’importava se il mio fidanzato era un magazziniere o un figlio di papà!

Quindi cara mamma, grazie di essere nata e di avere fatto tutte queste cose per me…sono solo una piccola parte…quelle che sono riuscita a scrivere di getto nel tragitto da casa al lavoro…

Ti abbraccio forte forte

 

 

Faccia di bronzo

Anche in una sagra di paese si può scoprire l’arte…infatti, passando dall’entrata del Comune, noto alcune sculture strane, lunghe, sinuose ma… ALT faccio un passo indietro! prima ancora mi colpisce un dipinto con delle bambole appiccicate ad un quadro con della vernice sopra. Appiccicate, spiaccicate, spalmate, come in un film dei più trash. Penso subito al genere horror e deduco che l’autore sia un giovane contemporaneo.

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Vado avanti e osservo una statua con una maschera rossa che mi ricorda tanto un film di Kubrick, in quella posizione beffarda e misteriosa…

poi una figura femminile sottile, magra, filiforme che mostra nei palmi delle mani due sfere e io m’immagino che abbia in pugno la situazione…indossa un abito bellissimo, di un pizzo pregiato, ma come avrà fatto a scolpirlo?

Guardo, osservo, fotografo, cerco.
Vedo una donna che vola e dietro di sé ha una scia di farfalle in un movimento leggiadro…poi un uomo rannicchiato con un uccello sulla testa.
Gli uomini sono goffi e ridicoli, le donne leggere e sottili.

Ecco, un’altra donna in una posizione felina…infatti ha la coda e sembra proprio una gatta…e mentre cerco di fotografarla al meglio, mi si avvicina un signore, con la camicia a righe e il borsello a tracolla mentre mi dice che posso anche spostare la scultura!

Come spostarla? Non mi permetterei mai! Ma lui la afferra per la testa e insiste visto che è lui lo scultore! Ah si? Lo scultore? E allora lo tempesto di domande partendo dal quadro delle bambole spiaccicate ma lui no dice: “non lo volevo neanche portare!” Però io voglio sapere com’è nato e lui minimizza e dice che ogni opera nasce in pochi secondi e quel quadro non ha chissà quale significato visto che quando l’ha fatto, nel 1989, le sue figlie iniziavano la scuola…allora io gli rispondo che “c’è tanta roba” dentro ad un’emozione di distacco ma lui rimpicciolisce i miei concetti. Poi mentre gli chiedo altri significati, lui, il signor Eros Mariani, mi spiega che non mette apposta il titolo alle opere perché ognuno possa dargli la sua interpretazione ma insistendo gli scucio le sue…e scopro che le donne “ricuciono sempre”,

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che quel signore sta pescando, che il pizzo è vero e ce l’ha incollato sopra (lo riferirò a Mariangela!) e che ciò che conta è l’idea che dev’essere catturata subito senza dover perdere troppo tempo nella lavorazione. Quindi quel pizzo l’ha comprato e attaccato e ride mentre continuo a fare domande dicendomi che le opere devono trasmettere qualcosa. Con me ha funzionato.

Il Nettuno “d’oro” o il silenzio?!

La settimana é iniziata con gli articoli nelle prime pagine dei quotidiani che parlano dell’annullamento del concerto in Piazza Maggiore il 12 giugno con “Lo Stato sociale.”

Valore culturale inadeguato per la Soprintendenza.

Lasciando da parte i giudizi sulla scelta, resto amareggiata dall’ennesima delusione giornalistica bolognese. Innanzitutto la notizia non é completa, visto che al concerto avrebbe partecipato per metà, anche il Piccolo Coro “Mariele Ventre”  (infatti mi domandavo come avrebbero gestito quest’accoppiata musicale, considerandoli opposti nel linguaggio e nel pubblico).

La seconda amarezza é che le “notizie cattive” tolgono sempre spazio a quelle buone. Se magari si fosse riportata, con la giusta visibilità  la notizia della consegna del 14 maggio del Nettuno d’Oro al Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni, la Soprintendenza non avrebbe potuto contraddirsi. In effetti é lo Stato Sociale che avrebbe fatto un concerto col Piccolo Coro (di anni 55 di carriera) non viceversa…

 

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